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Modelli culturali di parenting. Il caso delle famiglie omogenitoriali

Contesto sociale e ricerche scientifiche

La società evolve e si trasforma continuamente in tutte le sue sfaccettature, incluse le “scomode” diversità. Con essa anche il sistema familiare ha modificato il concetto di genitorialità.
Nel caso specifico della famiglia omogenitoriale, ci riferiamo a quella famiglia formata per libera scelta da una coppia genitoriale omosessuale, ossia dello stesso sesso. Una realtà tra l’altro già enormemente presente anche qui in Italia dove attualmente, come dimostra una ricerca del 2005 dell’Istituto Superiore della Sanità, ci sono più di 100.000 figli di genitori omosessuali, nati o da precedenti unioni eterosessuali o nella coppia omosessuale attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita.
“Le forme di genitorialità e di relazioni che caratterizzano tali famiglie possono essere alquanto ricche e complesse: qui le dimensioni della convivenza, procreazione, genitorialità, si mescolano dando luogo ad inedite costellazioni familiari” (Ruspini & Luciani, 2010). Secondo le ultime ricerche sociologiche svolte in Italia sono genitori un omosessuale maschio o femmina ogni venti.
Un sondaggio del 2013 dell’associazione Ilga Europe, dimostra che l’Italia resta un fanalino di coda dei diritti nel contesto europeo: “Alcuni paesi si stanno muovendo verso l’uguaglianza matrimoniale, verso l’incremento della protezione contro la discriminazione e la violenza e stanno assicurando procedure più semplici e più umane per il riconoscimento legale della questione di genere.
Tuttavia questi passi in avanti sono spesso accompagnati da uno stato di degrado sociale che include un’escalation in termini di violenza. In altri paesi, la cosa più preoccupante è l’introduzione di provvedimenti restrittivi e di misure discriminanti come le leggi che normano la cosiddetta propaganda omosessuale”.
Particolarmente eloquente è la mappa con cui i ricercatori dell’Ilga hanno tentato di riassumere il grado di rispetto dei diritti civili all’interno dei singoli Stati. Mentre il Regno Unito risulta essere lo Stato in cui la popolazione lgbt viene più rispettata, con un 77 punti percentuali ad indicare la messa in pratica di atteggiamenti non discriminanti, l’Italia è tra le ultime classificate, con un 19% che la vede più o meno sullo stesso livello di Bulgaria, Bosnia, Turchia, Lituania e Lettonia. Lo Stato italiano ignora queste famiglie.
Malgrado l’esistenza, i figli di famiglie omogenitoriali non sono riconosciuti dall’attuale sistema legislativo come figli di una coppia, quindi restano a tutt’oggi privi di tutela e dei più elementari diritti di un qualsiasi Stato civile e democratico. Il genitore non consanguineo non ha né diritti né doveri nei confronti dei figli e le cause che ne conseguono vanno dalla mancanza di riconoscimento etico e giuridico da parte della società a quello delle altre famiglie o a volte degli stessi specialisti addetti al sano sviluppo dei minori i quali, a loro volta, generano nella quotidianità di questi bambini difficoltà che inevitabilmente possono interferire con il loro equilibrio psicofisico, oltre che con quello dei loro genitori. Un vuoto legislativo ingiustificato considerato che l’intera comunità scientifica internazionale non oppone nessuna autorevole ricerca, anzi nel luglio 2004 l’American Psychological Association ha dichiarato: “Non esiste alcuna prova scientifica che l’essere dei buoni genitori sia connesso all’orientamento sessuale dei genitori medesimi. Genitori dello stesso sesso hanno la stessa probabilità di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e favorevole. La ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l’orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterossessuali”. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Modelli culturali di parenting. Il caso delle famiglie omogenitoriali

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Falconieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Olivia Realdon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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