Skip to content

Debito pubblico e trasformazioni del mercato finanziario in Italia: evoluzione storica

La consistenza del debito e le prospettive future

Il debito consolidato delle Pubbliche Amministrazioni (riferito alle passività di tale settore, calcolate secondo criteri settoriali e metodologici e registrate al valore nominale o di rimborso), a fine dicembre 2011, rappresentava il 120,06% (1.764.301 milioni) del prodotto interno lordo, in crescita dell'1,46% rispetto alla fine dell'anno precedente e del 4,06% e 14,3% rispetto ai valori del 2009 e del 2008. Tale dinamica ha risentito dell'andamento del PIL diminuito anche in valore nominale, secondo le ultime stime calcolate per il quadriennio passato dall'Istituto Nazionale di Statistica, di circa 55 MLD di euro tra il 2008 ed il 2009 come conseguenza della crisi finanziaria tuttora in corso (MeF, 2012).
A fine 2011, il debito contratto dall'Amministrazione Centrale e dagli Enti Locali rappresentava l'84,6% del debito consolidato complessivo, di cui il 99% rappresentato da Titoli di Stato. Per quanto riguarda i titoli negoziabili, il 91,8% è stato emesso sottoforma di obbligazioni a medio e lungo termine. Il debito non negoziabile, contratto nella forma di prestiti bancari, è stato pari al 7,4% del debito complessivo mentre, alla restante parte comprensiva di depositi e circolante, è stata aggiunta la parte di risparmio postale (BPO e a termine e libretti) che, dopo la trasformazione di Cassa Depositi e Prestiti in SpA e la sua riclassificazione nel settore delle istituzioni finanziarie, è rimasta nel bilancio dello Stato quale passività sino al rimborso.
Il volume complessivo di titoli in scadenza è stato pari a 374.200 milioni di euro, con un decremento del 6% rispetto all'anno precedente.
Sul totale di 423.643 milioni di titoli emessi, quasi il 50% ovvero 205.813 milioni è stato rappresentato dai BOT. Benché il Tesoro, già a partire dal 2009 aveva cercato di ridurre gradualmente le emissioni di titoli a breve termine, le turbolenze di mercato, molto forti soprattutto nella seconda metà del 2011, hanno spinto a compensare la minore partecipazione degli investitori sul lungo termine con un moderato aumento delle emissioni a breve. Inoltre, attraverso il collocamento di un BTP indicizzato all'inflazione (6,9% dello stock complessivo di debito), il Tesoro ha perseguito l'obiettivo di diversificare l'offerta su varie scadenze tali da consentire agli investitori di possedere strumenti più liquidi ed in grado di offrire adeguate performance.
Nello stesso anno sono stati rimborsati 2 miliardi di dollari USA relativi ad un Global Bond in scadenza a febbraio e 4,74 miliardi di euro di cui, una parte relativa ad un titolo ventennale emesso originariamente in ECU ed un'altra parte relativa a due emissioni con scadenza nel mese di luglio. Sono avvenute cinque operazioni di concambio per sostenere le distorsioni provocate dall'allargamento dello spread; le operazioni di riacquisto hanno avuto ad oggetto BTP, CCT e BTP€I per un valore pari a 8.708,33 milioni. In contropartita sono stati offerti BTP per un valore pari a 8.708 milioni.
La curva dei rendimenti dei titoli di Stato italiani ha subito una traslazione verso l'alto su tutte le scadenze. Per il BTP decennale lo spread rispetto al BUND tedesco si attestato sul valore di 521 punti base verso la fine del 2011, in confronto ai 189 p.b. di dicembre 2010. Nel comparto triennale il differenziale si è attestato sui 448 p.b. a differenza dei 203 dell'anno precedente. Su tali differenziali hanno influito diverse variabili quali l'instabilità politica avvenuta verso la fine del 2011, il rischio di contagio da parte di paesi quali Grecia e Spagna e la riduzione del rating da parte di S&P's che ha modificato l'outlook (riferito al merito creditizio del Paese e di alcuni istituti di credito) portandolo da stabile a negativo. La vita media ponderata dei titoli di Stato è stata pari a 83,86 mesi (circa 7 anni).
Nel 2012 l'indebitamento netto è diminuito per il terzo anno consecutivo nonostante il forte calo del prodotto, attestandosi al 3,0 per cento del PIL benché il risultato sia stato superiore (in termini negativi) alle aspettative. Tale risultato riflette le manovre correttive di eccezionali dimensioni approvate nella seconda metà del 2011 e che nel maggio del 2013 hanno portato alla cessazione della Procedura per i disavanzi eccessivi avviata nei confronti dell'Italia nel 2009.
L'avanzo primario è stato pari al 2,5 per cento del prodotto, superiore di 1,3 punti rispetto a quello del 2011; secondo le più recenti previsioni della Commissione europea, tra gli altri paesi dell'area dell'euro solo la Germania avrebbe registrato un avanzo primario comparabile a quello italiano (2,5 per cento del PIL), a fronte di un disavanzo per l'intera area pari allo 0,4 per cento. La crescita delle imposte dirette ed indirette ha generato un aumento dell'incidenza delle entrate dal 46,6% al 48,1%. La spesa primaria si è ridotta a causa di vari fattori come la contrazione degli investimenti, dei redditi e della spesa delle famiglie per l'acquisto di beni e servizi.
Nonostante i risultati positivi in termini di avanzo primario, il rapporto tra il debito e il PIL ha continuato a crescere attestandosi al 127%; va da se che, anche la spesa per interessi è aumentata andando dunque ad incidere sul risultato finale. Bisogna però considerare che l'incremento del debito (81,3 miliardi) riflette per oltre un terzo il sostegno finanziario ai paesi della UEM.
Nel Documento di Economia e Finanza pubblicato nel primo trimestre del 2013 si prevede che il rapporto tra il debito e il PIL aumenti nello stesso anno di oltre tre punti percentuali, arrivando al 130,4 per cento. Sull'incremento influiscono il sostegno finanziario ai paesi della UEM (0,8 punti) e il pagamento dei debiti scaduti delle Amministrazioni pubbliche (1,3 punti). Viceversa, sia nel 2013 sia in ciascuno degli anni successivi si ipotizzano dismissioni immobiliari per circa un punto percentuale di PIL. Nel 2014 vi sarebbe una prima riduzione del rapporto, che dovrebbe raggiungere il 129,0 per cento. A partire dal 2015 la riduzione programmata risulterebbe più marcata (circa quattro punti percentuali l'anno), per effetto del minore indebitamento netto e del venir meno dei pagamenti previsti dal decreto sui debiti delle Amministrazioni pubbliche.
Per quanto riguarda la vita media del debito, nel corso del 2012 vi è stata una leggera flessione verso il basso causata soprattutto da un ingente collocamento di BOT nel quarto trimestre dello stesso anno.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Debito pubblico e trasformazioni del mercato finanziario in Italia: evoluzione storica

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Fornella
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Antonio Lopes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 193

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi