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Quando la lingua è cultura. Analisi traduttiva degli aspetti linguistici e culturali nel doppiaggio spagnolo del film "Benvenuti al Sud"

Doppiare o sottotitolare? L’eterno dilemma

Sebbene, come abbiamo visto, esistano diverse modalità di traduzione audiovisiva, le più conosciute non che utilizzate sono il doppiaggio e la sottotitolazione.

Se parliamo nello specifico dell’Europa, si tende a dividerla in due grandi blocchi principali a seconda della predilezione per il doppiaggio o per la sottotitolazione. Il motivo di scelta dell’una o dell’altra tecnica è stato sempre legato a una serie di fattori, quali l’estensione e densità demografica, politica linguistica, numero di lingue nazionali, diffusione della lingua nazionale, ed infine, ma non meno importante, motivi economici. Per cui, Paesi monolingui, densamente popolati e con una forte politica linguistica protezionistica come Francia, Spagna, Italia e Germania hanno una tradizione di doppiaggio, così come altri Paesi più piccoli quali il Belgio francofono e l’Austria. D’altro canto, abbiamo Paesi piccoli, plurilingui, con una diffusione linguistica limitata e privi di una dittatura linguistica, quali Portogallo, Grecia, Romania, Belgio, Paesi Bassi, Paesi Scandinavi, i quali vantano una tradizione di sottotitolazione. Fanno eccezione i Paesi baltici e la Polonia, che hanno una tradizione di voice-over per motivi prettamente economici, e il Regno Unito e l’Irlanda, poiché la maggior parte della produzione filmica distribuita coincide con la lingua nazionale.

Tuttavia, nell’era della globalizzazione, dell’apertura delle frontiere si assiste all’inizio della diffusione della pratica della sottotitolazione da parte dei Paesi storicamente doppiatori. Infatti, in questi paesi si è affermata la pratica di affiancare alle versioni originali doppiate quelle originali con i sottotitoli.

Si è discusso e dibattuto molto a lungo su quale delle due sia in grado di trasferire la maggior parte degli elementi della lingua di partenza alla lingua di arrivo. Di seguito, verranno esposti i motivi di scelta e le problematiche di ognuna delle due tecniche, soffermandosi principalmente sulla tecnica del doppiaggio poiché oggetto di studio della seguente tesi.

Come già detto in precedenza, diversi sono i motivi che hanno determinato la scelta di una o l’altra tecnica, come fattori socio-economici, culturali e di natura politica (legati alla censura di libertà di espressione e alla legislazione di alcuni paesi).

Facendo riferimento a quest’ultimi, Danan offre un dettagliato rendiconto dell’uso del "doppiaggio come espressione del nazionalismo" (1991; in Díaz Cintas, 1999), in diversi Paesi Europei. Franco e Mussolini resero obbligatorio il doppiaggio rispettivamente in Spagna e Italia tramite legge, mentre Hitler lo promosse come mezzo di impiego per gli attori. In ogni caso, fu usato come strumento ideologico a doppio taglio. In primo luogo favorì, la predominazione di un’unica lingua nazionale, contro le diverse fratture nazionali con i propri dialetti. In secondo luogo, era un modo segreto per manipolare e censurare i contenuti dell’originale script.

Per quanto concerne fattori socio-economici, sicuramente il costo del lavoro del doppiaggio è molto più alto. L’effettivo costo di una traduzione è direttamente proporzionale al potenziale pubblico, per questo motivo paesi con una lingua parlata da una piccola popolazione prediligono la sottotitolazione, mentre paesi con lingue di larga scala utilizzano il doppiaggio.

Infine, l’ulteriore motivo di scelta dell’una o dell’altra tecnica è di natura culturale. I paesi con un alto livello di analfabetismo hanno optato per il doppiaggio.

Bisogna innanzitutto fare una differenzazione tra le due, dicendo che il doppiaggio ha una natura isosemiotica (come il voice-over e il commento), in cui la traduzione e l’originale vengono trasmessi attraverso lo stesso canale o insieme di canali, inoltre esso riunisce in se tutte le caratteristiche del parlato, degli elementi paralinguistici e del linguaggio del corpo; mentre la sottotitolazione, avendo una base scritta, si può definire un testo diamesico, poiché vengono impiegati canali differenti e vi è un passaggio da un linguaggio (parlato) ad un altro (scritto).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Quando la lingua è cultura. Analisi traduttiva degli aspetti linguistici e culturali nel doppiaggio spagnolo del film "Benvenuti al Sud"

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Informazioni tesi

  Autore: Carla Moscariello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale
  Relatore: Nuria Pérez Vicente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

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traduzione
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ispanismi
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