Skip to content

La politica economica del governo Monti. Provvedimenti ed aspettative.

La riforma del sistema pensionistico

Il Governo “tecnico” presieduto dal premier Mario Monti, con l’art. 24 del DL n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito in legge n. 214 del 22 dicembre 2011, interviene con decisione sul sistema pensionistico con il proclamato fine di stabilizzare la spesa previdenziale (relativa, appunto, all’erogazione dei trattamenti pensionistici) sul prodotto interno lordo per garantire il necessario equilibrio finanziario del sistema.
Questo è stato un obiettivo che ha impegnato il legislatore fin dagli anni novanta, quando è risultata inderogabile la necessità di riequilibrare le norme che regolano il sistema pensionistico a causa del concreto modificarsi di variabili dinamiche come l’innalzamento dell’età media.
La Costituzione riconosce la tutela pensionistica quale diritto sociale fondamentale (art. 38, commi 2 e 3, Cost.); la vecchiaia è considerata, dalla Carta costituzionale, come condizione che genera un bisogno socialmente rilevante a causa del venir meno della capacità lavorativa (e quindi di autosufficienza economica) a fronte della quale la Repubblica è vincolata ad assicurare al lavoratore «mezzi adeguati alle esigenze di vita» e trovare a tal fine le risorse necessarie al finanziamento della prestazione previdenziale.
Il sistema pensionistico rappresenta un elemento macroeconomico di redistribuzione della ricchezza prodotta tra le generazioni che partecipano al processo produttivo e le generazioni che ne sono uscite.
Nel nostro ordinamento, la tutela pensionistica obbligatoria (art. 38, comma 2, Cost.), alla stregua di quanto avviene nel contesto dell’Unione Europea, si basa, dal 1969, sul regime tecnico di gestione delle risorse finanziarie cosiddetto a ripartizione.
Nel meccanismo di questo sistema, ogni generazione di lavoratori attivi sostiene l’onere finanziario relativo alle prestazioni in corso di erogazione alla generazione che ha terminato la propria attività lavorativa e la sommatoria della contribuzione obbligatoria collettiva è rapportata all’onere delle prestazioni previdenziali in corso.
In sintesi il sistema si fonda, su un impegno solidale tra generazioni in base al quale ogni generazione successiva prosegue a sostenere il sistema di finanziamento.
Il sistema pensionistico però comincia a palesare la propria insostenibilità, non solamente nel nostro Paese, ed è collegato ai radicali ed intensi cambiamenti economico-sociali che hanno mutato le condizioni essenziali per la tenuta di un sistema a ripartizione.
L’aumento dell’età media e la diminuzione dei lavoratori attivi , sia per il calo del tasso di fertilità sia per ragioni economiche come l’andamento negativo dell’occupazione e quindi della contribuzione, provoca un progressivo disequilibrio tra la popolazione attiva vincolata a finanziare la spesa pensionistica ed il numero di chi beneficia delle prestazioni, aggravato dall’aumentare della durata delle stesse in quanto l’innalzamento della vita media ha finito per destabilizzare il bilanciamento delle erogazioni del sistema,che in un futuro che si stima molto prossimo, non sarà in grado di fornire adeguate prestazioni.
Da circa vent’anni, quindi, il legislatore tenta di riportare il sistema pensionistico verso una sostenibile manovrabilità e, in tal senso, ha agito sostanzialmente sulla riduzione delle fonti di spesa, facendo leva su diverse variabili del sistema:
- Il livello delle prestazioni
- i meccanismi per accedervi
- la durata

La riforma Amato, del 1992 , avvenuta in un momento in cui l’Italia è alle prese con gli impegni di risanamento dovuti alla sottoscrizione del trattato di Maastricht, si trova a fronteggiare il modello pensionistico redistributivo (derivante dalla legge n. 153/1969) basato sulla pensione retributiva, vale a dire su una prestazione previdenziale il cui importo è calcolato non sull’importo della contribuzione versata ma in riferimento all’ultima retribuzione percepita.
Con il Dlgs n. 503/1992 (in attuazione della legge delega n. 421/1992) la legge aumenta l’età pensionabile (per le donne da 55 a 60 e per gli uomini da 60 a 65 anni) ed il requisito contributivo (da 15 a 20 anni) nonché al prolungamento del periodo di riferimento per determinare la retribuzione pensionabile che «a regime» considererà integralmente la vita lavorativa.
Viene soppressa l’indicizzazione della pensione ai salari e si blocca la prestazione previdenziale della pensione di anzianità cioè, una prestazione pensionistica che non considera l’età anagrafica.
La riforma Dini (legge n. 335/1995) modifica il modello precedente mediante importanti cambiamenti, rappresentati dal metodo di calcolo contributivo della pensione e dalla previsione di un coefficiente di trasformazione che introduce variabili nel calcolo della prestazione e, per la prima volta, si prende in considerazione l’ipotetico periodo di godimento della pensione, infatti per calcolare la prestazione erogabile, il montante dei contributi viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età del lavoratore al pensionamento; tale coefficiente è tanto più alto quanto più alta è l’età del lavoratore alla data di decorrenza del trattamento pensionistico.
Questa formula di calcolo, ispirata alla flessibilità dell’età pensionabile (dai 57 ai 65 anni di età senza distinzione tra donne e uomini) genera indubbiamente un meccanismo più equo.
Questo assetto viene ritoccato dalla legge n.443/2004 (la cosiddetta riforma Maroni) che prevede una serie di misure premianti con operatività immediata e misure autoritarie con effetto differito.
Le disposizioni differite riguardano l’aumento dell’età per il pensionamento di anzianità, prevedendosi con l’ innalzamento dell’età minima per accedere alla prestazione pensionistica che passa da 57 a 60 anni il cosiddetto scalone dal 2008, a 61 dal 2010 e a 62 dal 2014.
La legge n. 443/2004, modifica le pensioni di vecchiaia con il sistema contributivo; il requisito anagrafico passa a 60 anni per le donne ed a 65 anni per gli uomini.
La riforma Damiano adotta un sistema graduale di aumento dell’età per la pensione di anzianità attraverso un meccanismo fondato su una combinazione di «scalini» e quote, associati all’età anagrafica e all’anzianità contributiva.
Il Governo Monti, con la riforma Fornero, recupera la filosofia della legge n. 335/1995 con novità legate al mutato assetto demografico e cambia decisamente rotta, rispetto al sistema precedente.
L’annuncio della riforma del sistema pensionistico da parte del nuovo Governo italiano, il 4 Dicembre 2011, tra l’altro, ebbe un notevole risalto mediatico in quanto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero non riuscì a trattenere le lacrime quando stava per pronunciare la parola “sacrifici”, ed il Premier Mario Monti si trovò, inaspettatamente, nel ruolo del consolatore... [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La politica economica del governo Monti. Provvedimenti ed aspettative.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Mangano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Rosalba Sbiroli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

italia
politica economica
crisi
spread
spending review
governo tecnico
governo monti
salva italia
cresci italia
olimpiadi roma 2020

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi