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Per il Lessico delle Collocazioni Italiano Rumeno

I Modes of Meaning

In un'epoca in cui pochi linguisti volgevano l‘attenzione allo studio del lessico, J. R. Firth sottolineò ripetutamente l‘importanza degli studi lessicali all‘interno della linguistica descrittiva. In questo settore la figura di Firth viene associata al termine collocazione, il quale, nonostante non sia una coniazione terminologica del linguista, rappresenta tuttavia una novità nel momento in cui questo la inquadra nella sua cosiddetta teoria contestuale del significato (contextual theory of meaning).

Firth considera la collocazione una nozione molto produttiva per la linguistica descrittiva al punto che nel corso delle sue analisi, più precisamente all‘interno del suo schema dei livelli d‘analisi linguistica, fa spesso riferimento al livello collocazionale.
Il termine collocazione viene introdotto per indicare uno dei modi del significato degli elementi lessicali, ovvero il significato collocazionale. Per inquadrare meglio il concetto, soffermiamoci prima sui livelli d‘analisi che lo precedono. Firth spiega che:

«[…] L‘unico modo del significato assegnabile alla lingua nel senso più generale potrebbe essere vagamente chiamato comunicatività, oppure […] vox […]. Tuttavia, […] Una affermazione sul significato di un isolato di uno qualunque di questi non può essere fatta in un solo colpo attraverso una sola analisi a un unico livello. Di conseguenza, […] la procedura proposta per affrontarne il significato è la sua dispersione in modi […]. In primo luogo vi è il processo verbale nel contesto situazionale. […] La tecnica della sintassi si occupa del processo delle parole nella frase. La fonologia indica i processi fonematici e prosodici all‘interno della parola e della frase, considerandole come un modo del significato. […] Inoltre, la caratteristica generale della qualità della voce è parte del modo fonetico del significato di un ragazzo inglese, un francese, o di una signora di New York. […].»

Se quindi usiamo la parola "lingua" senza articolo per descrivere una delle sue caratteristiche generali, questa potrebbe essere collegata con una fisiologia dell‘enunciazione e con la sua percezione ma anche con gli stimoli che ci spingono a fare uso di suoni, gesti, segni e simboli. Da qui la proposta firthiana che interpreta la comunicatività come unico modo del significato assegnabile alla lingua in senso lato.

Quando invece si tratta di affrontare un enunciato, ossia un lacerto di lingua, la proposta avanzata dal linguista implica la dispersione del significato del dato enunciato in modi, un po‘ come la dispersione della luce in uno spettro d‘onde di frequenze diverse. Prendendo come punto di partenza i modi sopra elencati, osserviamo che il significato può essere rilevato ai seguenti livelli:

(a) livello situazionale;
(b) livello sintattico;
(c) livello fonologico, nella fattispecie: (c1) livello fonematico e (c2) livello prosodico;
(d) livello fonetico.

Al livello del significato verbale nel contesto situazionale particolarmente rilevanti risultano essere i commenti sociali e personali; la tecnica della sintassi si occupa delle parole presenti nell‘enunciato; a sua volta la fonologia indica i processi fonematici e prosodici all‘interno della parola e della frase e il fonetista collega tutto questo con i processi e le caratteristiche dell‘enunciato (tali processi sono caratteristici delle persone, dei gruppi sociali, persino delle nazioni); infine, la caratteristica generale della qualità della voce, a livello fonetico, è parte del significato di un qualsiasi parlante.
Osserviamo quindi che la proposta firthiana implica una sorta di parallelismo con la tradizionale analisi del significato di un lemma in un dizionario. I modi del significato ai vari livelli semantici possono essere resi espliciti allo stesso modo in cui il significato lessicale di un lemma si ottiene attraverso più affermazioni sul significato a diversi livelli.
Lo schema che ci si profila implica che:

(a) a livello ortografico il gruppo di lettere peer si distingue dal gruppo pier allo stesso modo in cui i precedenti due si distinguono da un terzo gruppo formato da pear, pair, e pare;
(b) per mezzo di un qualche tipo di notazione fonetica viene stabilita la pronuncia e nascono nuove identità;
(c) nel caso di peer sono possibili almeno due denominazioni grammaticali, ovvero sostantivo e verbo. Facendo tali affermazioni a livello grammaticale viene resa esplicita un‘ulteriore parte del significato;
(d) Ai precedenti possono essere aggiunti il significato formale e il significato etimologico, come anche le indicazioni sul registro stilistico e sul contesto d‘uso.

Per fare affermazioni sul significato in termini di linguistica, possiamo quindi prendere il fatto di lingua nel suo insieme per poi trattarlo ai vari livelli.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Per il Lessico delle Collocazioni Italiano Rumeno

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Informazioni tesi

  Autore: Andreea Mighiu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Domenico Russo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 275

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Parole chiave

linguistica
lessico
collocazione
lessicografia
lessicologia
fraseologia
modi di dire
idiom
rumeno
locuzione

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