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Il piano di salvataggio della repubblica d'Irlanda dalla crisi economica: il piano di riforma 2011-2014

La crisi irlandese in una prospettiva giuridico economica: i riflessi della bolla immobiliare nel settore bancario

Si osserverà, in questo paragrafo, come la bolla immobiliare abbia inciso su altri settori dell'economia oltre a quello edilizio, in primis su quello bancario e poi quello della fiscalità, entrando definitivamente nell'occhio del ciclone della crisi economica internazionale.
Dopo la caduta del settore edilizio, con conseguente crollo dei prezzi del mattone, la crisi economica è andata infatti ad intaccare il settore delle banche e della finanza irlandese.
Si noti che nella Repubblica non esistevano, all'epoca, quegli strumenti finanziari complessi detti Mortgage Backed Securities (MBS), ovvero titoli garantiti da un
insieme di prestiti ipotecari, i quali sono stati causa della primissima crisi economica americana. I MBS quindi non hanno preso titolo nella crisi irlandese. Si può quindi osservare una grande diversità rispetto alla crisi bancaria che ha colpito gli Stati Uniti: la rovina delle banche celtiche fu per lo più un fenomeno legato alla mancanza di controllo da parte dello Stato e di una regolamentazione interna sulle concessioni di crediti di tali istituzioni.
Nel quadro irlandese, la scarsa attenzione dei due poli di controllo, Stato e banca, ha in massima parte riguardato la mancata applicazione delle raccomandazioni contenute nel protocollo di Basilea II, circa la vigilanza sulle istituzioni bancarie in relazione alla concentrazione di rischio di credito: prestando degli interessi molto bassi e non richiedendo reali garanzie di soluzione sugli stessi da parte di concessori, negli anni del boom della Tigre Celtica, le banche hanno sovraccaricato di aspettative l'economia, e addossato mutui e debiti sempre maggiori sulle spalle degli irlandesi.
Il sopraggiungere della crisi e la flessione del prezzo del mattone, ha portato alla luce l'insolvenza di migliaia di debitori, ponendo a rischio di insolvenza l'intera società irlandese.
Spinto da tali pericoli, il governo di Dublino, pur dopo un periodo di cecità, annunciò l'inizio di un processo di ricapitalizzazione, da dieci miliardi di Euro, delle maggiori banche irlandesi, promettendo in oltre, onde arginare la crisi finanziaria, di garantire tutti i depositi bancari per i due anni per una cifra pari a 440 miliardi di Euro.
Tali prospettive inizialmente hanno pur visto l'aumento di valutazione dei titoli delle banche, ma ben presto, comunque, l'oscurità di tale piano e la mancanza di informazioni libere su come questo dovesse essere attuato, frenarono la crescita di valore dei titoli e ne diminuirono la commerciabilità.
Come discusso in precedenza, la principale azione intrapresa dallo Stato nel senso di un intervento a salvataggio delle banche è stata la nazionalizzazione della Anglo Irish Bank, il terzo istituto di credito d'Irlanda, e certamente quello maggiormente esposto al rischio della Irish property bubble.
Le conseguenze della crisi che si ebbero nei primi mesi del 2009 furono estremamente aspre: secondo quanto riportato nel sito del Governo irlandese, vi fu una recessione pari al 7,5%; una maggiorazione del tasso di disoccupazione del 13,8%; un aumento del debito pubblico da 33,6 miliardi di Euro a 40,46.
In risposta a tale situazione, lo Stato si è rivolto all'Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale onde chiedere un aiuto in termini di fiscalità. Alle risposte positive degli enti internazionali interpellati il governo Irlandese ha dato inizio a una nuova fase politica nazionale, impegnandosi in una campagna di riforme economiche e legislative molto stretta (prima fra tutte la riduzione della spesa pubblica al 20% del budget nazionale), la quale sarà argomentazione propria dei paragrafi seguenti.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il piano di salvataggio della repubblica d'Irlanda dalla crisi economica: il piano di riforma 2011-2014

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Informazioni tesi

  Autore: Samuele Scompariin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Pin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

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Parole chiave

economia
irlanda
diritto comparato
diritto internazionale
eire
crisi economica
national recovery plan
riforma economica irlandese
diritto irlandese
economia irlanda

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