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Le basi biologiche della libertà umana

L’evoluzione delle neuroscienze dagli anni ’50 ad oggi

Nel 1953 James Watson e Francis Crick scoprono la struttura a doppia elica dell’acido desossiribonucleico (DNA); appena qualche anno dopo lo stesso Crick definiva la relazioni tra DNA, RNA e proteine, consentendo una lettura biologica molecolare dei meccanismi di trasmissione ereditaria. Grazie alle tecnologie di diffrazione a raggi X è stato possibile comprendere la struttura molecolare degli acidi nucleici delle proteine ed intuire i meccanismi di trasmissione genetica. [...]

In seguito, tramite le tecnologie di neuroimmagine, è stato possibile osservare e studiare le relazioni tra le aree cerebrali e le funzioni associate alla loro attivazione.
Lo studio di particolari pattern di attivazione cerebrale ha consentito anche di individuare le reti neuronali collegate a meccanismi comportamentali innati specie specifici, nonché a quelli acquisiti con l’interazione ambientale; anche tramite queste evidenze possiamo ricondurci al continuum filogenesi – ontogenesi, tema centrale e chiave di lettura dell’evoluzione.
Sul modo in cui il cervello umano dà origine alla coscienza, base di un libero arbitrio consapevole (N.d.R.), si sono espressi scienziati, filosofi, teologi, intellettuali e studiosi di tutti i tempi. Occorre quindi operare una scelta, anche questa volta arbitraria, nella ricerca di una sintesi accettabile e con la premessa di una non necessaria successione cronologica, ma possibilmente aderente al filo conduttore che si è cercato di far scorrere tra gli autori citati e studiati in questo lavoro; personaggi poliedrici che hanno tentato di sfruttare il proprio intelletto nell’amalgamare evidenze scientifiche con intuizioni coraggiose , spesso criticate e se non anche duramente osteggiate.

Riprendendo il discorso dal Cap. 1, si può aprire una seconda “cornice”, dedicando qualche attenzione particolare all’opera di Stuart Kauffman, Reiventare il Sacro, pubblicata nel 2008.
Stuart Kauffman , biologo teorico americano, Professore all’University of Calgary in Scienze Biologiche Fisica e Astronomia, Professore Aggiunto al Dipartimento di Filosofia, è stato uno dei principali esponenti del Santa Fe Institute dove è stata elaborata la teoria della complessità. Questa teoria mette in relazione la complessità dei sistemi biologici con la capacità autoorganizzative emergenti e quindi non solo dalla selezione naturale darwiniana.
Kauffman attacca in maniera diretta e fuor di metafora il riduzionismo, padre della biologia molecolare, della fisica quantistica e di quella prospettiva contemporanea che vuole spiegare tutto in termini di interazioni tra particelle; attenzione, non attacca i prodotti inattaccabili ma il metodo, come dire che “il fine non giustifica i mezzi”. Quindi un autore in controtendenza e probabilmente malvisto dalla scienza tradizionale moderna, ma essenziale medium per l’interpretazione di una visione emergentista dell’evoluzione umana.
Riduzionismo ed emergenza per Kauffman impattano senza possibilità di accordo; L’evoluzione della vita umana e della biosfera nel suo insieme, non sono solamente spiegabili con pure leggi naturali che, con un meccanismo analitico di riduzione, governano interazioni tra particelle sempre più infinitesimali sino al bosone di Higgs , la cosiddetta “Particella di Dio”, madre della materia tutta; l’evoluzione è spiegabile tramite una incessante creatività autoorganizzante ed emergente. Una rottura di ciò che chiama l’incantesimo galileiano, che trovava nella scienza l’unica via verso la spiegazioni delle dinamiche cosmologiche. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le basi biologiche della libertà umana

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Informazioni tesi

  Autore: Bruno Maggi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze del comportamento e delle relazioni interpersonali e sociali
  Relatore: Stefano Parmigiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

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