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La fiducia di Carl Rogers nella natura umana: ''ammirare una persona come si ammira un tramonto'' - Aspetti pedagogici e psicopedagogici

La natura umana e il male

Il paradigma della cultura occidentale è che le persone siano essenzialmente pericolose; per questo devono ricevere un insegnamento, essere guidate e controllate da quelli che hanno maggiore autorità. Eppure la nostra esperienza, e quella di un numero sempre crescente di psicologi umanisti, ha mostrato che un altro paradigma è di gran lunga più efficiente e costruttivo per la società e per l’individuo. E’ quello per cui, fornita di un appropriato clima psicologico, la specie umana è degna di fiducia, creativa, automotivata e costruttiva [ … ].
Il primo paradigma, quello che vuol controllare il male nella natura umana, ha portato la civiltà ai limiti della catastrofe. Può la società arrivare a comprendere l’efficacia del secondo paradigma? Sembra questa l’unica speranza di sopravvivere.


Per Rogers, il male non è innato, ma acquisito, detto in modo ironico: cattivi non si nasce, ma lo si diventa!, il male può ‘insinuarsi’ nella persona a causa ad esempio della presenza di un clima psicologico imperniato di rischi e minacce per il Sé, ma se un ambiente è provvisto di una certa sicurezza psicologica, individui e gruppi spontaneamente si dirigeranno verso valori positivi e socialmente costruttivi.

La tradizione agostiniana (in cui lo stesso Freud era cresciuto) reputava l’essere umano come essere fondamentalmente carnale, antisociale, corrotto e inaffidabile.
Il noto scienziato Edoardo Boncinelli ritiene che il male sia legato alla nostra libertà d’azione e capacità di compiere valutazioni, in natura nozioni quali ‘male’ e ‘bene’ non esistono, se non sotto forma di nostri giudizi di valore, detto in altri termini, secondo Boncinelli, è con l’uomo che nasce il male e rimane circoscritto al suo mondo. Secondo Boncinelli esistono tre categorie distinte di male: il male indipendente dalla volontà umana, che sarebbe essenzialmente il male derivante dal dolore fisico (e anche psichico) e il male derivante da catastrofi naturali. Esiste poi il male voluto e compiuto da qualcuno e, infine esiste il male interiore, ma questo da dove nasce? Secondo Boncinelli, il clima interno dell’uomo sembra affine al male perché in perpetua attesa di qualcosa e sbilanciato verso il futuro. L’uomo è progetto, ma il progetto è una mancanza e non certo una pienezza. Da qui nasce il disagio interiore che può sfociare, nei casi più gravi, nella depressione, cioè in una vera e propria patologia.
L’uomo perciò sarebbe più incline al male, rispetto ad altre creature, in quanto è completamente insoddisfatto del proprio presente ed aspira continuamente ad un futuro.
Rogers, invece è un antagonista delle visioni pessimistiche, le quali restituiscono della natura umana una visione deteriore, di per sé incline all’aggressività e all’autodistruzione, egli ha fiducia negli esseri umani e in tutti gli organismi viventi. Rogers si scontrava soprattutto contro la tradizione teologico-religiosa in cui egli fu educato e contro la psicoanalisi diffusasi in America, poiché queste consideravano l’uomo come radicalmente egoista, antisociale e distruttivo, egli invece considera gli uomini come esseri prosociali e meritevoli di stima, come ‘animali prevalentemente sociali’, con il bisogno di integrarsi e comunicare con i loro simili e, se le circostanze non ostacolano la loro crescita, essi non ricorrono all’aggressività per il soddisfacimento dei loro bisogni.
Le relazioni umane hanno il compito di favorire il miglioramento, il cambiamento auto diretto e la piena espressione delle potenzialità degli individui.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La fiducia di Carl Rogers nella natura umana: ''ammirare una persona come si ammira un tramonto'' - Aspetti pedagogici e psicopedagogici

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Mandraccio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Olga Rossi Cassottana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 27

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psicologia umanistica
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