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Il sistema di allocazione degli usi idrici e la determinazione del canone

I casi di uso libero e gratuito delle risorse idriche. L'ambito di applicazione dello strumento di concessione in Piemonte: acque superficiali e sotterranee

Il proprietario del fondo o il suo avente causa, nel rispetto della normativa in materia di tutela ed uso del suolo, può utilizzare liberamente per usi domestici le acque sotterranee, comprensive di quelle di sorgente, estratte dal fondo stesso per una portata massima di due litri al secondo e comunque per un prelievo massimo di cinquemila metri cubi all'anno. Già il Regio Decreto n. 1775/1933, prevedeva all'articolo 17, il divieto di derivare od utilizzare acqua pubblica senza un provvedimento autorizzativo o concessorio emanato dall'autorità competente, salvo quanto disposto dal comma secondo del medesimo articolo e dall'articolo 93 dello stesso decreto. Nel primo caso è consentita la raccolta di acque piovane in invasi e cisterne al servizio di fondi agricoli o di singoli edifici; nel secondo caso, invece, è dichiarato che il proprietario può estrarre ed utilizzare liberamente le acque sotterranee del suo fondo per gli usi domestici, che comprendono esclusivamente l'innaffiamento del giardino o dell'orto e l'abbeveraggio del bestiame. Pertanto, non rientra nella nozione di 'uso domestico' l'irrigazione di frutteti il cui prodotto sia destinato alla vendita.
Sono soggette a concessione tutte le acque pubbliche superficiali e sotterranee,
ad esclusione:

• dell'utilizzo domestico delle acque sotterranee (art. 5 del Regolamento);

• dell'utilizzo domestico delle acque superficiali scolanti su suoli o in fossi o in canali di proprietà privata;

• dell'uso dell'acqua piovana raccolta in invasi e cisterne a servizio di fondi agricoli o di singoli edifici (art. 17, r.d. 1775/1933);

• del riutilizzo delle acque reflue;

• dei prelievi ad uso collettivo destinati ad una generalità indeterminata di utenti o la costituzione di scorte antincendio;

• dei prelievi non destinati all'utilizzo della risorsa (art. 6 del Regolamento). In caso di uso domestico eccedente i quantitativi previsti dai regolamenti regionali vigenti, è prevista una sanzione amministrativa di importo compreso tra cinquanta e duecentocinquanta euro. Sono soggette a concessione tutte le acque, superficiali e sotterranee, quando il richiedente voglia prelevarle ed utilizzarle, salvo l'uso gratuito. La Regione Piemonte disciplina e coordina l'organizzazione e l'esercizio delle funzioni di ricerca, estrazione ed utilizzazione delle acque sotterranee, escluse quelle regolate da leggi speciali (acque termali, minerali e radioattive, ad esempio); promuove la realizzazione di attività tecnico.scientifiche e progettuali finalizzate all'acquisizione di conoscenze sistematiche delle acque sotterranee per quanto riguarda sia le disponibilità naturali che gli effetti sulla qualità e sulla quantità determinati dalle modalità di prelievo ed uso; concorre alla realizzazione di un sistema informativo sulle risorse idriche sotterranee ed istituisce il catasto pozzi, sorgenti e piezometri. Questo, assicura un flusso informativo in merito allo stato di qualità delle acque sotterranee, in merito alla tipologia e la quantità di acqua utilizzata ed alle altre caratteristiche delle opere relative alla gestione del sistema di prelievo. La ricerca, l'utilizzo e l'estrazione di acque sotterranee è consentito solo per l'uso potabile della risorsa, destinata al consumo umano. Tale attività è altresí ammessa per altri fini, solo in caso di carenza di acque superficiali e di risorse idriche di falda freatica. La domanda per la ricerca, l'estrazione e l'utilizzazione di acque sotterranee per usi diversi da quelli domestici deve essere presentata all'autorità competente, comprensiva dei seguenti documenti:

• progetto di massima dell'utilizzazione, ossia la quantità d'acqua richiesta, il tipo di uso, le caratteristiche delle apparecchiature elettromeccaniche, i tracciati ed i diametri delle condotte;

• progetto del pozzo;

• studio idrogeologico generale;

• individuazione del direttore dei lavori. L'autorità competente provvede in merito al rilascio dell'autorizzazione alla ricerca, se non ostano motivi di pubblico interesse, sentito l'ufficio distrettuale delle miniere. Il provvedimento di autorizzazione riguarda la ricerca di acque di falda freatica tramite trivellazione, la costruzione del pozzo e l'effettuazione delle prove di emungimento. Le spese di istruttoria e di direzione lavori sono a carico del richiedente. L'autorità competente si riserva la facoltà di verificare in qualsiasi momento la corrispondenza dei lavori eseguiti al progetto approvato. L'autorizzazione ha durata massima di un anno, prorogabile una volta sola per un periodo non superiore a sei mesi, previa constatazione dei lavori eseguiti. Può essere revocata, senza che il richiedente abbia diritto a compensi o indennità, nei casi in cui non siano stati avviati i lavori entro centottanta giorni dalla notifica, oppure quando i lavori siano rimasti sospesi per oltre centottanta giorni senza che siano intervenute documentate causa di forza maggiore; la revoca può avvenire anche in caso di inosservanza delle prescrizioni stabilite e qualora si manifestino effetti negativi sull'assetto idrogeologico della zona. Tuttavia, la domanda di derivazione di acqua sotterranea tramite pozzo è comprensiva della richiesta di autorizzazione alla ricerca. In caso di inosservanza delle prescrizioni sancite dal disciplinare, dalla licenza di attingimento o dall'autorizzazione di ricerca delle acque sotterranee, è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa di importo compreso tra duemilacinquecento e diecimila euro. È compresa tra tremila e ventimila euro la sanzione prevista in caso costruzione o variazione delle opere di raccolta, regolazione, estrazione, derivazione, condotta, uso e restituzione dell'acqua in assenza o in difformità delle autorizzazioni previste. In caso di esercizio di una derivazione o di una utilizzazione di acqua pubblica senza un provvedimento autorizzativo o concessorio, l'autorità concedente dispone immediatamente la cessazione dell'utenza abusiva e il contravventore è tenuto a corrispondere, oltre alla sanzione amministrativa (compresa tra tremila e trentamila euro), anche i canoni non versati fino a quel momento.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il sistema di allocazione degli usi idrici e la determinazione del canone

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Bellone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Dario Casalini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

FAQ

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