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Il distretto vulcanico del Lago di Vico. Tutela ambientale e patrimonio storico

La Riserva Naturale Regionale del lago e la sua fruizione

Dal punto di vista educativo e ricreativo, nella Riserva sono stati creati alcuni "Sentieri Natura" che, attraversando gli ambienti più caratteristici, hanno lo scopo di far conoscere i vari aspetti del territorio.

Recentemente è stato realizzato un particolare "Sentiero Natura" attrezzato per i non vedenti nel quale vengono utilizzati plastici e tabelle in Braille. In diverse località del comprensorio vi sono delle aree attrezzate per la sosta e per il picnic. Sempre all'interno della Riserva sono in funzione un galoppatoio e un campeggio; vi è la possibilità inoltre di noleggiare biciclette e pedalò. Tutte queste attività, a cui dovrebbero aggiungersi un centro velico e di canottaggio, sono compatibili con l'ambiente naturale in cui si trovano. Il problema che emerge è quello di un’eccessiva domanda in rapporto alle potenzialità dell'ambiente, che non va intesa come possibilità da sfruttare, ma come carico incompatibile. L’istituzione di una Riserva Naturale ha fra i suoi scopi anche quello di rendere fruibile e apprezzabile uno spazio ricco di risorse, ma non si deve tradurre in una concentrazione di attività, singolarmente lodevoli ma complessivamente dannose per lo stesso territorio che ci si prefigge di tutelare.

Sentieri della Riserva sono percorsi studiati per dare l’opportunità di esplorare direttamente il territorio e le sue risorse naturalistiche; alcuni si intersecano fra loro, altri sono isolati:

- Sentiero n°1 – Pozzo del Diavolo
E' un sentiero impegnativo, che attraversa la faggeta di Monte Venere e che incontra una grotta chiamata, appunto, “Pozzo del Diavolo”, rifugio diurno dei rapaci notturni. La stragrande maggioranza delle grotte si trova in terreni calcarei ed è dovuta al carsismo, un processo di dissoluzione della roccia dovuto all'acqua piovana. Il Pozzo del Diavolo, invece, si è aperto nelle colate laviche del Monte Venere in seguito a processi di crollo, ed è l'unica grotta vulcanica del Lazio. Nelle vicinanze si notano gli scavi che hanno messo in luce reperti risalenti al periodo del Neolitico, ora conservati nel Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma. Passavano di qui pellegrini, commercianti, soldati, viandanti diretti a Roma, che, per motivi di sicurezza, al tracciato "di pianura" della Via Francigena - coincidente in quest'area con l'attuale Cassia - ne preferivano uno più impervio, ma sicuro e meno esposto al brigantaggio e al banditismo.

- Sentiero n°2 – Fondo delle Tavole
Sentiero facile, pianeggiante, che percorre la base del Monte Venere.

- Sentiero n°3 – Le Pantanacce
Sentiero di facile percorrenza che attraversa uno degli ambienti più belli della Riserva, la palude. È lungo circa 1,5 km, il punto di partenza è situato presso il parcheggio in loc. Cerretto, lungo la Strada Provinciale del Lago di Vico che circonda appunto il lago omonimo. Si attraversa una sbarra e si percorre la strada battuta che attraversa la palude. Questo è il sentiero migliore per gli appassionati di birdwatching perché qui si possono osservare moltissimi passeriformi tra cui, nei mesi estivi, l’averla piccola che nidifica nei cespugli della zona. La vegetazione è quella tipica della palude con i giunchi e la canna palustre. Si possono incontrare greggi di pecore che pascolano, segno che l’attività della pastorizia, anche se molto ridotta, ancora vive all’interno della valle di Vico. Si oltrepassa un'altra sbarra e proseguendo dritti il sentiero termina ad un fontanile detto di “Riacci”, dalla località omonima. Il fontanile viene utilizzato da anni dai pastori per abbeverare il bestiame. Questo sentiero è anche molto utilizzato da chi ama fare passeggiate in bici o a cavallo.

- Sentiero n°4 – Strada di Mezzo
Sentiero un po' impegnativo in particolar modo per la sua lunghezza: 8 km. Attraversa tutta la cerreta settentrionale; ogni tanto si aprono degli squarci che permettono di ammirare panorami sul lago. Percorrendolo si arriva fino alla quota di 750 m. s.l.m., fino ad uscire dalla foresta fitta e raggiungere un’area più aperta con i noccioleti e alcuni casali dei contadini della zona.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il distretto vulcanico del Lago di Vico. Tutela ambientale e patrimonio storico

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Verticchio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Paola Falcioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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Parole chiave

geologia
urbanistica
storia dell'architettura
storia dell'arte
monti cimini
riserva naturale
caprarola
lago di vico
lago vulcanico
famiglia farnese

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