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Il Capitale relazionale nei sistemi produttivi della DOCG Brunello di Montalcino e della DOC Alcamo

I Casi Studio: aspetti strutturali, produttivi e di mercato della DOCG Brunello di Montalcino

Le sette aziende di produzione del Brunello oggetto dello studio operano, secondo disciplinare, all'interno del territorio del comune di Montalcino.
Si tratta di realtà imprenditoriali medio piccole, forti di una grande tradizione vitivinicola e di una qualità del prodotto riconosciuta in tutto il mondo. Sono infatti consapevoli della notorietà del vino di Montalcino e per questo si mostrano molto attente nel cogliere le molteplici opportunità che provengono sia dai mercati che direttamente dal territorio di appartenenza.
Nello specifico si tratta di 4 imprese individuali e di 3 società semplici, ottenendo l'intero fatturato (tranne in un caso) – che si attesta tra i 100 mila ed 500 mila euro in cinque casi su sette e fra i 500 mila ed 5 milioni di euro per le atre due aziende – dalla commercializzazione del prodotto finito e confezionato.
Sono aziende a conduzione familiare (tipologia molto diffusa a Montalcino), nelle quali sono impegnate a tempo pieno circa 3-4 unità lavorative (in 6 casi su 7); l'azienda con il fatturato più elevato – tra i 2,5 ed i 5 milioni di euro – ha indicato 10 unità tra dipendenti ed indipendenti. In merito agli addetti stagionali, soltanto in un caso (azienda con il fatturato più elevato) si contano 8 addetti, mentre nelle altre aziende sono impiegate non più di 3 unità.
La presenza femminile è più numerosa nella categoria addetti a tempo pieno, sotto la voce impiegati, mentre è poco rappresentata tra gli addetti stagionali.
Trattandosi di conduzione familiare, all'interno dell'organizzazione non è presente una suddivisione definita delle competenze e delle responsabilità, pertanto non sono individuabili figure quali il responsabile amministrativo, commerciale e della qualità.
Le realtà vitivinicole sono condotte da imprenditori che posseggono un diploma di scuola media superiore in 4 casi ed una laurea magistrale in tre casi (laurea in ingegneria, biologia, agraria).
Soltanto due di loro hanno più di 60 anni, tre rientrano nella classe compresa fra 40 e 60 anni, mentre i restanti non hanno compiuto ancora i 40. Il livello di scolarizzazione è medio-alto, coincidendo con il diploma di scuola media superiore in 4 casi e con la laurea in tre. Tra i laureati, due hanno indicato di avere oltre 60 anni.
Le aziende (4 su 7) destinano una somma di denaro, seppur modesta (mediamente intorno a 2.000, 2.500 euro/anno), alla qualificazione degli addetti: di norma si tratta comunque di una spesa destinata alla frequenza di corsi di aggiornamento obbligatori, secondo quanto prescritto dalla legislazione in vigore.
Delle 7 aziende intervistate, 5 hanno indicato di possedere soltanto la certificazione di origine mentre in due casi è presente, in aggiunta alla DO, anche la certificazione di sistema secondo la norma ISO 9001 e la certificazione Biologica.
Indipendentemente dalle certificazioni di qualità possedute, quasi tutte le aziende in questione (5 su 7) si muovono all'interno di un piano triennale (2008-2010) di investimenti in impianti ed attrezzature che si aggira intorno ai 30-60 mila euro (due casi) e 100-125 mila euro (tre casi). Della stessa entità risulta inoltre la spesa in ricerca e sviluppo indicata da due delle aziende di cui sopra.
Queste imprese hanno innovato i propri processi/prodotti prevalentemente ricorrendo a consulenti esterni, ovvero attraverso personale interno (addetto al processo produttivo/laboratorio) e collaborando con altre imprese dello stesso settore. Più raramente l'innovazione è stata acquisita per scambio di informazioni con le imprese fornitrici ovvero attraverso collaborazioni con le Università.
Per quanto riguarda gli aspetti produttivi, i vigneti delle aziende di Montalcino si estendono su una superficie che va dai 3 ai 6 ettari; soltanto in un'azienda è stata rilevata una superficie più estesa (25 ettari). La varietà coltivata è, quasi esclusivamente, il Sangiovese.
La quantità di uva prodotta nel 2010 è stata di 1.000 quintali per l'azienda di maggiori dimensioni, mentre si attesta tra i 100 ed i 250 quintali per le altre.
Buona parte dell'uva prodotta viene destinata alla vinificazione del Brunello, con un produzione di 70 mila bottiglie di DOCG per l'azienda di maggiori dimensioni e di 10-30 mila per le altre di dimori dimensioni.
Le aziende si presentano sul mercato con circa 2-4 etichette, soltanto un'azienda ne possiede 8.
Oltre alla DOCG, le aziende producono vini con il marchio DOC, IGT (3 casi su 7) e Biologico (1 caso).
I vini vengono commercializzati prevalentemente all'estero (60-90% della produzione). I principali paesi esteri di destinazione delle produzioni aziendali sono gli Stati Uniti ed il Giappone. Altri mercati sono stati indicati in Germania, Canada, Brasile.
La vendita in Toscana avviene prevalentemente tramite agenti (5 casi su 7) e con vendita diretta in due casi, mentre la commercializzazione dei vini nel resto d'Italia avviene prevalentemente tramite intermediari (tre casi), attraverso commercianti e grossisti (vendita non strutturata) in due casi e con vendita diretta per le imprese restanti.
La commercializzazione all'estero si realizza tramite gli importatori per tutte le imprese intervistate ad esclusione di una azienda che pratica la vendita diretta. Nessuna delle tre aziende utilizza l'e-commerce o fa uso di una rete di propri venditori.
Le Bottiglie di Brunello, sia in Italia che all'estero, trovano la loro collocazione principalmente nelle enoteche e presso la ristorazione. Soltanto in un caso il prodotto viene commercializzato anche attraverso gli alberghi e gli agriturismi (in Toscana e nel resto d'Italia).
Per quanto riguarda l'attività promo pubblicitaria, una sola delle sette aziende intervistate ha dichiarato di non destinare alcuna risorsa a tale attività essendo pienamente soddisfatta di quella realizzata dal Consorzio di tutela.
Le altre aziende, per l'anno 2010, hanno indicato una spesa pubblicitaria contenuta compresa tra i 500 euro ed i 4mila euro circa, destinata per circa il 50-70% al mercato estero. Tra i diversi mezzi pubblicitari utilizzabili le aziende hanno scelto di pubblicizzare i propri prodotti prevalentemente attraverso il sito web ovvero gadget e volantini. In un caso è stato indicato anche l'utilizzo della stampa specializzata e della radio.
L'attività promozionale viene realizzata da 6 imprese; queste ultime nel 2010 hanno investito circa 10-15 mila euro per la partecipazione ad eventi in Italia (Vinitaly) ed all'estero.
Le aziende intervistate hanno dichiarato che l'attività promopubblicitaria viene destinata in egual modo ed in egual misura e tutte le tipologie di prodotto proposte al mercato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Capitale relazionale nei sistemi produttivi della DOCG Brunello di Montalcino e della DOC Alcamo

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Informazioni tesi

  Autore: Lorella Di Giovanni
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato di Ricerca in Economia e Politica Agraria
Anno: 2011
Docente/Relatore: Pietro Columba
Istituito da: Università degli Studi di Palermo
Dipartimento: DEMETRA
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

FAQ

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