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Oligopolio e two-sided market. Il mercato delle console e dei videogiochi

Gli sviluppatori indipendenti

I videogiochi indipendenti, o indie, sono videogiochi creati da un gruppo di sviluppatori o da uno solo di essi senza il supporto finanziario degli editori ed è il mancato finanziamento che li rende dei giochi dalla grafica molto semplice, senza particolari investimenti; questo tipo di videogiochi ha avuto molto successo con la distribuzione digitale dei giochi. Il non avere un supporto finanziario significa sia che gli sviluppatori autofinanziano la sviluppo del proprio gioco, sia che essi non devono rispettare le richieste degli editori, dando così spazio alla propria fantasia. Inoltre, gli sviluppatori indipendenti sono estranei a qualsiasi pressione riguardante, ad esempio, decisioni commerciali: mentre, a volte, nelle grandi aziende si decide quali caratteristiche un gioco debba avere anche in base al rispetto del termine ultimo in cui esso deve essere reso disponibile agli utenti finali, uno sviluppatore indipendente decide la data di uscita di un videogioco solo dopo averlo completato. In un’intervista Andy Schatz, creatore di uno dei più famosi videogiochi indie, Monaco, sostiene che, seppur il successo commerciale sia qualcosa di molto ambito, la soddisfazione più grande sta nel poter fare ciò che veramente piace ed è per questo che Schatz è rimasto nel mondo dei videogiochi indipendenti, nonostante il successo sia modesto e intermittente; ciò che per lui conta è soddisfare le esigenze che non vengono soddisfatte dai giochi ad alto budget. A tale scopo nel 2010 alcuni dei più famosi sviluppatori indipendenti hanno deciso di formare l’Indie Found, un progetto che mira a fornire agli sviluppatori indie un’alternativa monetaria agli editori e, quindi, ad incoraggiare lo sviluppo di questo tipo di videogiochi. Il co-fondatore Jonathan Blow, sviluppatore di importanti videogiochi indipendenti, afferma che lo scopo dell’Indie Found è di proteggere gli sviluppatori in quanto parte debole di un contratto che prevede che gli editori incassino gran parte dei profitti e paghino gli sviluppatori il più tardi possibile; questa posizione di potere porta gli sviluppatori a rinunciare al proprio incarico, senza però arrecare danni all’editore che ha subito a disposizione altri sviluppatori disponibili a firmare quello stesso contratto. Il funzionamento è molto semplice: l’Indie Found sovvenziona mensilmente lo sviluppatore (ovviamente viene finanziato un piccolo numero di sviluppatori rispetto alle centinaia di richieste), il quale deve mensilmente fornire un prototipo giocabile del videogioco, senza che gli vengano richiesti documenti o programmazioni dettagliate del gioco; se il gioco, dopo il lancio, ottiene successo, lo sviluppatore dovrà restituire il finanziamento ricevuto ed una piccola percentuale dei profitti; se, invece, il videogioco non ha successo nei tre anni successivi al lancio, il debito si estingue. Si tratta di un modello non privo di rischi i quali, secondo il co-fondatore, sono coperti dal fatto che la commissione che sceglie quale progetto finanziare è costituita da esperti del settore. «L'altra ragione per cui siamo meglio degli editori è che non diciamo allo sviluppatore che cosa fare, diamo loro consigli, ma alla fine li lasciamo prendere le proprie decisioni e questo è importante perché quel potere decisionale è ciò che significa essere indipendenti» (J. Blow).
Di solito coloro che acquistano questi videogiochi possono essere o giocatori che vogliono provare un’esperienza di gioco diversa dai giochi commerciali o persone che di solito giocano su Internet o gente che lavora e che, quindi, ha poco tempo da dedicare al mondo dei videogiochi o, infine, giocatori che fanno questo per professione.
Anche i produttori di console sono consapevoli del potenziale di questi videogiochi e per questo, con la presentazione delle console di ottava generazione, sono stati lanciati numerosi titoli indie; per di più, Microsoft ha deciso di dedicare agli sviluppatori indipendenti un particolare programma di pubblicazione dei loro giochi per Xbox One: l’azienda americana si impegna ad offrire dei pacchetti (kit) di sviluppo per la sua console e l’accesso a documentazione utile per la pubblicazione del videogioco relativa, ad esempio, a come promuovere e pubblicizzare il gioco.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Oligopolio e two-sided market. Il mercato delle console e dei videogiochi

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Greco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Management e Governance
  Relatore: Nicola Dimitri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

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Parole chiave

teoria dei giochi
console
videogiochi
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nintendo
two-sided
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