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Le concentrazioni bancarie

Principali determinanti delle concentrazioni bancarie

Le motivazioni che spingono due banche ad aggregarsi sono molteplici e variano da caso a caso; tuttavia è possibile ricondurle in due grandi gruppi.
In un primo gruppo vi sono le motivazioni economico-aziendali finalizzate al miglioramento della performance e alla creazione di valore per gli azionisti; tra queste vi rientrano:

- la ricerca di una maggiore efficienza;
- la diversificazione dei rischi;
- l'accrescimento del potere di mercato;
- il salvataggio di intermediari in crisi.

In un secondo gruppo è possibile racchiudervi invece le ragioni extra-aziendali ispirate da finalità e interessi propri del management, che portano alla realizzazione di M&A bancarie principalmente per:

- motivazioni opportunistiche e private dei dirigenti,
- finalità protettive e difensive, -emulazione.

In ogni caso, oltre agli obiettivi appena citati, tali operazioni comportano sempre il raggiungimento di un obiettivo implicito che è quello dello sviluppo dimensionale.
L'incremento dell'efficienza è una delle motivazioni economico-aziendali primarie alla base delle operazioni di M&A nelle industrie bancarie dei principali paesi europei; efficienza perseguibile attraverso il ricorso ad economie di scala e di scopo e alla cosiddetta X-efficiency, introdotta per la prima volta da Leibenstein in alcuni articoli alla fine degli anni sessanta, che postula la minimizzazione dei costi e la massimizzazione dei ricavi attraverso l'individuazione della combinazione meno costosa dei fattori produttivi e l'espansione al massimo delle vendite. Saranno pertanto le capacità organizzative del manager, non le maggiori dimensioni dell'impresa, ad essere cruciali per il successo del'X-efficiency.
Un'ulteriore motivazione economico-aziendale alla base delle M&Atra banche è rappresentata dalla possibilità di poter ridurre il rischio del proprio portafoglio di attività, diversificando sia a livello geografico e settoriale, distribuendo su più aree o più settori lo stesso prodotto, sia a livello di produzione, attraverso l'offerta ai propri clienti di un maggior numero di prodotti diversi.
Le imprese bancarie possono inoltre decidere di aggregarsi per rafforzare il proprio potere di mercato (inteso come maggior potere di fissare i prezzi), principale motivazione alla base di una fusione orizzontale.
Un'ulteriore motivazione economico-aziendale ispirata da esigenze strettamente collegate con le banche acquisite e con gli obiettivi delle autorità di vigilanza piuttosto che con le banche acquirenti, è data delle concentrazioni finalizzate al salvataggio di intermediari in crisi; M&A di questo tipo sono attuate su iniziativa delle autorità di vigilanza che invitano banche sane ed efficienti ad acquisire banche in crisi, nel tentativo di far superare loro il momento di difficoltà.
Le banche che nascono in seguito a un processo di consolidamento, per effetto della maggiore dimensione raggiunta sono spesso considerate come delle "too big to fail", ovvero come delle imprese bancarie troppo grandi per essere lasciate fallire: in caso di un'ipotetica difficoltà futura ciò dovrebbe consentire loro di ottenere maggiori garanzie dalle autorità di vigilanza. Se ne deduce quindi che le aggregazioni bancarie possono rispondere anche a finalità diverse da quelle economiche finora analizzate e che rientrano invece nella sfera degli interessi privati del management.
La maggiore dimensione e l'accresciuto potere di mercato di una banca in seguito ad un'operazione di aggregazione possono spingere i dirigenti bancari a perseguire obiettivi personali spesso in conflitto con le aspirazioni degli azionisti; sulla probabilità che una banca partecipi ad un'operazione di M&A può pertanto influire anche il fatto che il management delle banche coinvolte nelle trattative possa essere motivato da interessi di carattere privato, non corrispondenti a quelli dei rispettivi azionisti. In tal caso però spesso accade che l'operazione si risolva in un insuccesso e in una perdita di valore per gli azionisti.
La crescita esterna può essere motivata dall'obiettivo di difendersi dai potenziali concorrenti e dunque per preservare le posizioni competitive già acquisite su determinati comparti o segmenti di mercato; anche in questo caso si è in presenza di un management che ricorre a M&A per finalità protettive, cioè per evitare che la propria banca divenga un potenziale target di intermediari non graditi, comportando così il ridimensionamento della propria posizione e, nell'ipotesi peggiore, l'uscita dalla società.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le concentrazioni bancarie

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Marrafino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Amministrazione delle Imprese
  Relatore: Gaetano Matonti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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