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La stanza di arte terapia come spazio di rappresentazione: i fantasmi prendono corpo

Uno spazio per pensare, sognare e dipingere

Lo spazio del setting è fisicamente determinato dalla stanza che accoglie paziente e terapeuta. Si è scritto molto in merito alle caratteristiche che tale luogo dovrebbe avere, prima fra tutte, la reale consistenza di un contenitore, con pareti e porte che possano essere chiuse. Sentirsi contenuti è rassicurante.
Rimanda all'idea di confine tra dentro e fuori che le prime sensazioni del corpo contribuiscono a costruire, nonché al conforto dato dal sentirsi sostenuti e protetti contro un'angoscia di frantumazione di antiche origini.
La stanza di terapia rievoca tali esperienze. Essa deve essere quanto più "solida" possibile per impedire che vissuti ingombranti e dolorosi travalichino i suoi confini e si riversino al di fuori. Lo stesso deve fare il terapeuta, contenitore a sua volta contenuto in uno spazio che parla della sua presenza. Accogliere un paziente nel setting terapeutico è contemporaneamente farlo entrare nello spazio mentale del terapeuta, in quel posto cioè che egli ha adibito all'incontro con l'altro e con la sua storia . Tutti gli oggetti che popolano la stanza e la stanza stessa sono, in un certo senso, sue estensioni e possono diventare elementi attivi nel transfert.
Scrive Resnik: "Mentre il padre e la madre raccontavano la sua storia, Charles teneva lo sguardo fisso su un angolo della stanza: in riferimento allo spazio mentale e al transfert, direi che egli trasferiva qualcosa di se stesso in quell'angolo. Charles non ha quindi sviluppato direttamente un transfert con me, ma potremmo dire che noi ci siamo incontrati indirettamente in quest'angolo" (Resnik, Spazio mentale pag. 79). Questo passo, in cui l'autore riporta un momento iniziale dell'analisi di un paziente, sottolinea l'importanza dello spazio in cui avviene l'incontro terapeutico e del possibile significato che esso o sue parti rivestono. A proposito degli angoli scrive Bachelard "...ogni angolo in una casa, ogni cantone in una camera, ogni spazio ridotto in cui è piacevole rannicchiarsi, raccogliersi in se stessi, è per l'immaginazione una solitudine, vale a dire il germe di una camera, il germe di una casa" (Bachelard , La poetica dello spazio pag. 167).
Il terapeuta deve essere pronto a cogliere la potenzialità generatrice anche di certi sguardi per sapersi muovere nella loro direzione e far fiorire il germe di una nuova relazione. All'interno di questo luogo quindi, la coppia terapeutica inizia la propria storia e proprio come la madre ed il bambino, da avvio ad un gioco delle parti, in cui ciascuno porta qualcosa di sé, influenzando l'altro.[...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La stanza di arte terapia come spazio di rappresentazione: i fantasmi prendono corpo

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Borghi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Specializzazione in Psicoterapia Espressiva integrata all'Arte Terapia
Anno: 2012
Docente/Relatore: Rosaria Dott.ssa Mignone
Istituito da: Istituto di Psicoterapia Espressiva. Psicoterapie Integrate all'Arte Terapia e alla Danza Movimento Terapia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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Parole chiave

winnicott
sogno
corpo
arte terapia
sviluppo affettivo del bambino
resnik
fantasma
reverie materna
transfert e contro-transfert somatico
spazio di rappresentazione

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