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Duello all'ultimo Schermo. Migrazioni del Western nel nuovo Panorama Audiovisivo.

Il post-western: genere – trans – genere

Oggi viene chiamato post-western, una nomina che può significare molto e niente. Possiamo riferirci alla grande epopea come ad un trans-genere dalle mille sfaccettature, che adeguatosi al mondo postmoderno gioca con i suoi temi, si prende in giro e si confonde, esplora i confini del sistema di rappresentazione del mito, senza però arrivare mai ad infrangerlo. Film come There Will Be Blood (Il Petroliere, di Paul T. Anderson), No Country For Old Man (Non è un paese per vecchi, di Joel ed Ethan Cohen), The Assassination of Jessie James by the Coward Robert Ford (L’assassinio di Jesse James, di Andrew Dominik), tutti datati 2007, sembrano volgere verso una forma di racconto classica e lineare, mentre in realtà nascondono riverberi e assonanze che proseguono quel lavoro di rimessa in forma del linguaggio cinematografico con modalità rinnovate. Sebbene queste opere, in un modo o nell’altro, si richiamino al western, lo fanno anzitutto per ribaltarne i valori, dal momento che tutte spiccano per il senso di spaesamento, caos e pulsione di morte che le attraversa, rispecchiando quindi l’apocalittico, odierno disastro del relativismo ideologico contemporaneo. Se nel cinema dei fratelli Cohen queste considerazioni fanno parte della loro stessa poetica, è invece più paradossale incontrarle nel film di Anderson dove il non-sense, mascherato dal viaggio interiore e spirituale compiuto dal cercatore d’argento texano, emerge nel momento in cui ci si accorge che le sue azioni non rimandano ad alcuno spazio ulteriore, e che la riflessione sulla "terra promessa" scivola in brandelli di una storia fatta di scene irrelate e frammenti involuti.
In tal senso, allora, il western di oggi potrà essere dichiarato postmoderno, nel momento in cui non rompe con la tradizione, ma dall’interno, ne compromette la funzionalità, ne deforma i codici, i valori e le logiche narrative.
Ciò che di rilevante viene a galla dalla produzione western dell’ultimo decennio non è inscritto nelle sole opere, bensì nella sua stessa esistenza. Nel 70% dei prodotti audiovisivi dagli anni Settanta ad oggi, possiamo cogliere riferimenti al vecchio West più o meno marcati, pur collocandoli in un contesto totalmente differente, a dimostrazione del fatto che il grande mito è talmente radicato nelle nostre coscienze collettive da non poterne più fare a meno, anche quando sappiamo che quello stesso mito non è mai realmente esistito. Sempre più opere tornano oggi a riflettervi, quale genere dalla capacità di parlare di tutto, rimanendo ancorato ai suoi saldi principi di un tempo. È tramite questi che gli Stati Uniti si sono formati come "comunità interpretativa" e che, ancora oggi, utilizzano per riforgiare o demolire la propria immagine nazionale. Il western rimane, così, a spopolare sui vari media in versione pop, o come contesto ideale per zombie, videogiochi o animazione. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Duello all'ultimo Schermo. Migrazioni del Western nel nuovo Panorama Audiovisivo.

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Reali
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Musica e Spettacolo
  Relatore: Giovanni Spagnoletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

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