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Memoria ed emozioni: Le Flashbulb memories

Le Flashbulb Memories

"Era un giorno di scuola come gli altri, e sedevo al mio solito posto in prima media. (…) all'improvviso, entrò in classe il preside e tirò da parte il nostro insegnante. Era venuto a portarci una terribile notizia: Avevano sparato al presidente Kennedy.
Non ricordo molto di quanto successe poco prima o poco dopo quell'annuncio sconvolgente, ma l'immagine del momento in cui ho appreso la notizia mi è rimasta impressa per oltre trent'anni.
Per molti di noi, è come se quel pomeriggio del novembre 1963 si fosse stampato come una foto, al riparo dai danni del tempo che consuma e degrada quasi tutti gli altri ricordi". (Schacter, 2007, pp. 210-211)

"Potete ricordare cosa stavate facendo quando è esplosa la navicella spaziale Challenger o cosa avete sentito quando avete appreso la notizia dell'assassinio del presidente Reagan? Se siete abbastanza adulti, ricordate anche le circostanze in cui avete appreso la notizia della morte del presidente Kennedy?. Per la maggior parte delle persone, la risposta è affermativa. Molti possono raccontare non solo quello che è successo (l'evento stesso), ma quello che stavano facendo, da chi hanno appreso la notizia e forse anche dettagli minuziosi, tra i quali, in compagnia di chi erano o ciò che indossavano" (Weaver, 1993; pp. 39-46).

Questi particolari tipi di memorie sono state definite dagli psicologi Roger Brown e James Kulik, Flashbulb Memories (FBM) nel 1977. Le FBM, sono ricordi fotografici vividi, dettagliati e persistenti del contesto di apprendimento di un evento pubblico, inaspettato e di grande impatto emotivo, in grado di innescare un particolare meccanismo cerebrale definito "Now Print" (istantanea), che conserva o "fissa" ciò che accade nel momento in cui si apprende un evento emotivamente saliente. Brown e Kulik, hanno coniato il termine FBM, in riferimento al campo della fotografia; infatti flashbulb, è il nome che viene utilizzato per indicare l'apparecchio o la lampada, che fa scattare il flash. Il flash, ha il compito di far entrare all'interno dell'obiettivo una quantità sufficiente di luce, in modo tale da impressionare la pellicola, congelando la scena fotografata. Il termine, dunque, suggerisce sorpresa, illuminazione indiscriminata e brevità (Conway, Anderson, Larsen, Donnelly, McDaniel, McClelland, Rawles, & Logie, 1994). I due studiosi, pionieri in questo campo, chiesero ad 80 persone, 40 bianchi e 40 neri, cosa ricordassero dell'assassinio del Presidente Kennedy (Neisser, 2003) e di altri scioccanti eventi pubblici, compreso l'assassinio di Martin Luther King Jr. e Robert F. Kennedy e definirono FBM ("istantanee fotografiche") le rievocazioni di quell'evento, che si rivelò essere stato inedito e sconvolgente. Quando gli intervistati rispondevano affermativamente alla domanda «Ti ricordi in che occasione hai sentito per la prima volta di …?» ed erano in grado di fornire dettagli su dove avevano appreso la notizia, da chi, o su cosa avevano provato (loro o gli altri) in quel determinato momento, veniva loro attribuito un flash. Un solo soggetto, tra i tanti, non aveva un flash della morte di Kennedy e questo secondo i due psicologi, rifletteva una straordinaria importanza di quell'evento per l'intera popolazione statunitense, come se quell'avvenimento si fosse stampato nella mente delle persone in modo indelebile. È opportuno chiedersi, cosa si ricorda, quali sono i dettagli che di più di tutti gli altri restano impressi nella memoria.
Il contesto di apprendimento è caratterizzato dal ricordo di alcuni elementi definiti categorie canoniche; Brown e Kulik, ne individuano sei e precisamente:
- Il luogo in cui ci si trovava al momento della notizia;
- l'attività in corso di svolgimento;
- la fonte di apprendimento;
- l'effetto su di sé;
- l'effetto sugli altri;
- le immediate conseguenze.

Differenti autori, suggeriscono altre categorie canoniche fondamentali per discriminare un ricordo FBM, ad esempio S. Christianson (1989) propone la categoria"con chi si era al momento della notizia", mentre S. Larsen (1992) suggerisce la categoria "i pensieri al momento dell'apprendimento".
Il fascino di tali ipotesi è indubbio e ispirò alla fotografa americana, Anne Turyn, la creazione di una nutrita serie di opere che raffigurano visivamente l'esperienza del flash, rispetto ad un evento nuovo e scioccante del XX secolo. In ogni sua opera, l'autrice, abbina il titolo di un giornale che riporta la notizia sensazionale- il "disastro dell'Hindeburg", la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'atterraggio sulla Luna e lo schianto contro l'Empire State Building nel 1945, sono solo alcuni esempi- a una fotografia del contesto fisico in cui una persona potrebbe averla appresa. Le fotografie, sono caratterizzate da un iperchiarore, che conserva le precise sfumature di luci ed ombre, come l'esatta disposizione degli oggetti; il genere di dettagli che un'istantanea potrebbe immortalare (Schacter, 2007).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Memoria ed emozioni: Le Flashbulb memories

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Informazioni tesi

  Autore: Vittoria Cullia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua
  Relatore: Maria Antonella Brandimonte
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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Parole chiave

amigdala
memoria autobiografica
memoria collettiva
reiterazione
flashbulb memories
stati emotivi e memoria
memoria riepisodica
ruminazione mentale
condivisione sociale di un ricordo emotivo
brown e kulik

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