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Il telelavoro e la flessibilità disciplinare

Quale telelavoro: imprescindibilità della telematica

Telecentro privato e telecottage riproducono le medesime caratteristiche del lavoro in sede, pertanto rendono applicabili senza sostanziali deroghe la disciplina di riferimento dei contratti ordinari, trattandosi di un mero decentramento nulla più aggiungono all'attività produttiva, eccetto la diversa sede di lavoro. In astratto, ogni attività è telelavorabile, seppur a diversi stadi di attuazione, a seconda del grado di impegno intellettuale richiesto, della autonomia di svolgimento concessa, del prodotto o servizio finale da raggiungere e della misurabilità del risultato così perseguito, della prestazione più o meno svincolata da tempi fissi e da procedure imposte. La modalità di telelavoro attuata nel mobile teleworking (e al limite dall'impresa virtuale), presenta le caratteristiche più spiccate alla diffusione sia quantitativa che qualitativa (nuovi servizi o nuovi prodotti) del fenomeno.
Diffusione che tuttavia trova ancora forti attriti applicativi nella normativa di riferimento, in quanto poco adatta ad assecondarne i continui sviluppi tecnici ed applicativi nella ricerca continua di flessibilità organizzativa. Gli sviluppi del telelavoro patiscono quindi alcune rigidità disciplinari, poiché la normativa è strutturata ancora in gran parte su paradigmi organizzativi di stampo fordista. Per quanto riguarda le attività che si prestano ad essere svolte con strumenti telematici a distanza si potrebbe, in linea di principio, ricomprendere tutte quelle che non comportino produzione fisica di beni materiali, cioè tutte le prestazioni intellettuali, creative o di elaborazione, distribuzione, catalogazione di conoscenze o di informazioni. In particolare, sono state individuate per le attività telelavorabili quattro caratteristiche:

1. l'autonomia nello svolgimento della prestazione;

2. il basso bisogno di comunicazione continua con gli altri;

3. la programmabilità del lavoro;

4. la facilità di controllo e di valutazione dei rischi;

Pertanto le prestazioni più idonee ad essere svolte a distanza sono quelle a basso contenuto professionale, da un lato, e , dall'altro, quelle creative e ad elevato contenuto professionale. L'impresa è ormai sbilanciata verso l'uso della telematica, l'alta velocità di connessione e la rete internet unite allo sviluppo dei servizi ad alto valore aggiunto per famiglie e imprese, supporta una prospettiva di sviluppo del telelavoro specialmente nella direzione del tipo mobile o comunque a elevato contenuto professionale, una volta esauriti i margini di risparmio derivanti dalla delocalizzazione del lavoro tradizionale. Il telelavoro comunque costituisce solo una diversa modalità di svolgimento del lavoro e non incide sullo status giuridico del telelavoratore, anche di lavoratore subordinato. Le definizioni che si sono occupate del telelavoro hanno caratterizzato soprattutto le attività con peculiarità esterne ad esse per individuare quelle suscettibili di trasformazione in rapporti a distanza per via telematica, tralasciando invece le attività che, per doti intrinseche alla prestazione di lavoro, non potevano prescindere dall'uso del mezzo telematico. Quest'ultime hanno evidenziato le maggiori debolezze applicative della disciplina del rapporto di lavoro di tipo subordinato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il telelavoro e la flessibilità disciplinare

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Spagnuolo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Flavia Schiavetti (diritto del lavoro - Maresca)
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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