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Tracciabilità dei materiali nelle filiere dell'acciaio: stato dell'arte e processi chiave

La tracciabilità nel settore alimentare

Nel settore alimentare l'intensificarsi della competizione, a cui hanno contribuito diversi elementi come l'intensificazione della globalizzazione, l'espansione della grande distribuzione, lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione, l'armonizzazione della regolamentazione e la riduzione delle barriere tecniche, ha reso la gestione delle operations sempre più critiche e complesse. Ecco quindi che tale controllo viene distribuito su attori diversi e coinvolge numerosi stakeholders, ognuno dei quali monitora una parte dell'azienda.
Un altro fattore da considerare è la crescita della complessità tecnologica la quale ha incrementato notevolmente le tensioni sull'affidabilità dei prodotti creando maggiori sfide per i manager, coinvolti nella gestione di Supply Chain. In un tale contesto, la tracciabilità gioca un ruolo chiave per un'organizzazione al fine di guadagnarsi credibilità agli occhi dei clienti, governando al meglio la Supply Chain e le relazioni che in essa intercorrono.
Più nello specifico, il fattore su cui si concentra maggiormente l'attenzione del settore è la sicurezza alimentare. La crescente attenzione dei consumatori per la sicurezza degli alimenti è una delle maggiori sfide che fronteggia oggigiorno l'industria alimentare.
Negli scorsi decenni sono sorti numerosi problemi in seguito a cibi malsani presenti in commercio, con inevitabili ricadute sui consumatori e sul business. Una ricerca condotta dall'Unione Europea nel 1998 (Trienekens 2001) ha mostrato come l'11% di tutti i prodotti controllati dall'UE non era conforme con la legislazione dell'UE stessa. stato stimato che milioni di europei si ammalano in seguito a contaminazione legata al cibo. Le cause principali sono Salmonella ed Eschericchia Coli (M.H. Jansen-Vullers 2003)
Diversi fatti accaduti negli anni passati, come l'epidemia di BSE in Europa, il benzene nell'acqua minerale o il problema della diossina nelle produzioni avicole, hanno provocato ingenti costi e perdite di immagine a scapito delle imprese. La sicurezza degli alimenti è diventata perciò un importante e vitale pre-requisito per tutte le aziende della catena alimentare, tanto che i maggiori retailer a livello europeo e mondiale hanno stabilito il principio che "la sicurezza del prodotto agroalimentare non è un elemento competitivo".
Insieme alla richiesta di sicurezza, si è fatta con gli anni sempre più pressante la richiesta dei consumatori di avere prodotti di alta qualità. Sempre più attenzione è rivolta non solo alla qualità degli ingredienti, all'assenza di additivi o alla modalità di produzione, ma anche a caratteristiche come l'origine tradizionale, la riconducibilità a una precisa area geografica, l'identificabilità certa del produttore, l'impatto ambientale e sociale delle attività produttive.
La tracciabilità ha proprio il compito di rispondere a queste esigenze. A titolo di esempio si può prendere in considerazione il settore delle carni, in cui le aziende sono tenute ad assicurare la rintracciabilità delle materie prime utilizzate e dei prodotti finiti. In merito alla materia prima "carne" deve essere effettuato un controllo sull'idoneità degli stabilimenti, i relativi standard di sicurezza, il rispetto del benessere animale sino al controllo completo del ciclo produttivo. Ad esempio le carni bovine provenienti da animali macellati, devono essere obbligatoriamente immesse al consumo corredate di etichetta contenente le seguenti informazioni:
- un numero o un codice di riferimento che evidenzi il nesso e legame tra le carni e l'animale di origine; il numero può essere il codice di identificazione del singolo animale da cui provengono le carni o il numero di identificazione di un gruppo di animali;
- il numero di approvazione del macello presso il quale sono stati macellati l'animale o il gruppo di animali e il nome dello Stato o del paese terzo in cui è situato il macello;
- il numero di approvazione del laboratorio di sezionamento presso il quale è stata sezionata la carcassa e lo Stato membro o il paese terzo in cui è situato il laboratorio (Agricoltura Regione Lombardia s.d.).

Inoltre, sempre ai fini della tracciabilità per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari, l'Unione Europea ha varato una precisa normativa, stabilendo due livelli di riconoscimento: DOP e IGP. La sigla DOP (Denominazione di Origine Protetta) estende la tutela del marchio nazionale DOC (Denominazione di Origine Controllata) a tutto il territorio europeo e, con gli accordi internazionali GATT, anche al resto del mondo. Il marchio designa un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità e caratteristiche siano essenzialmente, o esclusivamente, dovute all'ambiente geografico (termine che comprende i fattori naturali e quelli umani). Tutta la produzione, la trasformazione e l'elaborazione del prodotto devono avvenire nell'area delimitata.
La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) introduce un nuovo livello di tutela qualitativa che tiene conto dello sviluppo industriale del settore, dando più peso alle tecniche di produzione rispetto al vincolo territoriale. Tale sigla identifica un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità, reputazione e caratteristiche si possono ricondurre all'origine geografica, e di cui almeno una fase della produzione, trasformazione ed elaborazione avvenga nell'area delimitata. Entrambi questi riconoscimenti comunitari costituiscono una valida garanzia per il consumatore, che sa così di acquistare alimenti di qualità, che devono rispondere a determinati requisiti e sono prodotti nel rispetto di precisi disciplinari. Costituiscono inoltre una tutela anche per gli stessi produttori, nei confronti di eventuali imitazioni e concorrenza sleale (Montana Food s.d.).
La progettazione e l'implementazione di un sistema di tracciabilità completo lungo tutta la filiera alimentare (dal campo alla tavola), è diventata un'esigenza sempre più pressante al fine di fornire costantemente prodotti alimentari di massima qualità, sicuri e sani e di creare così un rapporto di fiducia con il consumatore finale. Inoltre, la tracciabilità estesa sull'intera Supply Chain è diventata una responsabilità legale non appena è entrata in vigore nel Gennaio 2005 la legislazione europea sulla tracciabilità alimentare. [...]

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Tracciabilità dei materiali nelle filiere dell'acciaio: stato dell'arte e processi chiave

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Debellis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Marco Perona
Coautore: Alessandro Boni, Leonardo Tanchella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 619

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