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Relazioni tra Cina e Africa: storia, economia e risorse

Sicurezza energetica cinese in Africa

La storia dell'economia internazionale prova che un'economia aperta verso il commercio con i Paesi esteri, sia di beni sia di capitali, contribuisce in modo positivo alla crescita economica nazionale, garantendo livelli più elevati di reddito pro capite e raggiungendo un maggiore tasso di crescita rispetto a un'economia chiusa. L'apertura di Deng, in questo senso, è stata essenziale per aumentare il benessere della popolazione e la produttività nazionale. Secondo la teoria del vantaggio comparato, lo scambio internazionale è vantaggioso per tutte le parti coinvolte, migliorando il costo opportunità di ogni bene. La diversità nelle tecnologie utilizzate e la diversità nella dotazione di fattori sono, sempre secondo la teoria del commercio internazionale, i principali elementi che determinano il vantaggio comparato di ciascun Paese. Per quanto riguarda il primo, l'adozione di una nuova tecnologia può avvenire in due modi: inventandola ex novo, oppure imitandola da un altro Paese che l'ha inventata per primo. Sostanzialmente un Paese, che adotta la prima strategia, è uno Stato avanzato che deve mantenere la sua superiorità e la sua leadership tecnologica. L'acquisizione di una nuova tecnologia tramite un processo di imitazione è effettuata, invece, da un Paese «follower», il quale trova vantaggioso specializzarsi nel copiare la tecnologia già esistente nello Stato «leader», perché è meno costoso rispetto a reinventarla ex novo. Inoltre, l'allargamento del divario tecnologico tra i due Paesi contribuisce alla riduzione del costo dell'imitazione e di conseguenza provoca l'aumento del tasso di crescita del paese follower. Pechino dal 1979 ha adottato questa strategia verso gli Stati occidentali per sostenere la sua rapida ascesa economica. Negli ultimi anni, però, questo processo di imitazione ha avuto un rallentamento perché il divario tecnologico tra la Cina e l'Occidente è diminuito a tal punto da non essere più vantaggioso come in precedenza.
Rispetto alla diversità nella dotazione di fattori si deve tenere in considerazione la disponibilità delle risorse come il capitale – che può essere riprodotto – mentre, invece, quelle naturali e/o ambientali sono limitate. Con la globalizzazione economica è aumentata la mobilità del capitale tra gli Stati, garantendo in questo modo anche alle economie in via di sviluppo – fase in cui si trova gran parte degli Stati africani – di attingere al risparmio estero per aumentare i propri investimenti e il proprio PIL.
La limitatezza delle risorse, invece, pone un considerevole problema alle possibilità di crescita futura di ogni Paese. Sebbene la questione possa essere risolta attraverso l'importazione di risorse naturali da altri Stati più dotati, resta il rischio che il venir meno di tale afflusso possa compromettere una regolare crescita economica. La carenza di risorse energetiche come petrolio, carbone o gas naturale può essere fatale per la prosperità economica di uno Stato, dal momento che la strategia di sicurezza energetica è cruciale ai fini della sicurezza nazionale ed economica. Già all'alba della prima guerra mondiale, Winston Churchill, affermò: «La sicurezza e la certezza nell'ottenere il petrolio stanno nella pluralità e solo nella pluralità».
Questa affermazione è vera ancora oggi. La diversificazione dell'approvvigionamento delle risorse è fondamentale per la sicurezza energetica al fine di diminuire il rischio derivato dalla possibile perdita di una fonte d'importazione, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di risorse naturali esauribili. Questo tipo di risorse, come minerali o combustibili fossili, sono indispensabili perché costituiscono la base dell'energia che permette all'attuale sistema economico di funzionare. In Stati molto grandi e che stanno affrontando un rapido sviluppo e un'enorme crescita, come Cina e India, c'è una forte domanda di combustibili fossili per soddisfare il loro crescente fabbisogno energetico. Le loro richieste provocano così un aumento crescente del prezzo delle risorse esauribili essenziali come petrolio e gas naturale. Con l'incremento dei prezzi per le risorse energetiche e con la grande necessità che ne hanno i nuovi Paesi emergenti, specialmente i BRIC, per soddisfare la loro crescita, l'abbondanza di risorse dei Paesi africani si dimostra essenziale nello sviluppo delle relazioni diplomatiche e commerciali. Di conseguenza la Cina rappresenta il partner ideale per lo sviluppo degli imprenditori locali e statali dei Paesi africani, che si occupano di sfruttamento di risorse energetiche. Durante gli anni 2000 Pechino è diventato il più grande consumatore di petrolio, secondo solo agli Stati Uniti: ben il 40% della crescita della domanda mondiale di petrolio è dovuto al fabbisogno cinese.
Lo sviluppo futuro del consumo di tale combustibile avrà tre caratteristiche che lo contraddistingueranno da quello delle altre risorse energetiche. La prima è che continuerà ad avere un ruolo predominante e decisivo come principale combustibile fossile in grado di soddisfare la maggior parte delle necessità energetiche di ogni Stato. Il secondo aspetto rispecchia quanto detto in precedenza, in altre parole, che anche in futuro si prevede un elevato consumo di petrolio per sostenere l'esponenziale crescita economica di Paesi, come India e Cina. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Relazioni tra Cina e Africa: storia, economia e risorse

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Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Taccetti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Maria Stella Rognoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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Parole chiave

petrolio
energia
storia dell'africa
africa
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cina
risorse
pechino
sicurezza energetica
relazioni cina-africa

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