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Longobardi e Franchi nel Registrum Epistolarum di Gregorio Magno (590-604): analisi della politica di un pontificato Alto Medievale

L'evangelizzazione degli Angli

L'interesse riguardo l'evangelizzazione degli Angli fortemente voluta dal pontefice Gregorio fu religioso più che politico. Tuttavia la questione non può essere esclusa da questa trattazione considerato il fatto che l'evangelizzazione dell'Inghilterra è da considerarsi un elemento fondamentale per la formazione di quella che la storiografia definisce come Europa cristiana, ovvero un elemento geo-politico unitario.
Come già analizzato in precedenza, molte furono le lettere del pontefice indirizzate ai governatori della Gallia per assicurare la protezione e l'aiuto ai missionari diretti in Inghilterra.
Per Gregorio la chiesa abbracciava il mondo intero e per questo doveva penetrare fra tutti i popoli per assoggettarli al Vangelo e donare loro eterna felicità. Nell'anno 596 il papa iniziò a inviare apostoli agli Angli compiendo così uno dei più suoi grandi desideri, a Roma erano infatti arrivate buone notizie sul fatto che quei popoli volevano accogliere la predicazione evangelica. L'impresa di convertire tale regione fu commessa da Gregorio ad alcuni monaci del suo monastero di S. Andrea. Essi s'imbarcarono subito verso le Gallie ma l'impresa di questi primi missionari risultò abbastanza dura e difficile. Il monaco Agostino, infatti, ritornò, poco dopo la sua partenza, a Roma dinanzi a Gregorio e pregò il papa di dispensare lui e i suoi compagni rimasti in Gallia dall'obligo della pericolosa missione. Il pontefice però rimase fermo nella sua convinzione ed Agostino dovette ritornare dai suoi missionari col titolo di abate recando a loro conforto anche una lettera del papa stesso la VI, 53 del suo Registrum. In questa missiva leggiamo che, secondo il pontefice, i missionari non si sarebbero nemmeno dovuti mettere in cammino per questa grande impresa se dovevano arrendersi per la loro pusillanimità e per paura di quello che sentivano dire: quia melius fuerat bona non incipere, quam ab his quae coepta sunt cogitatione retrorsum redire, summo studio, dilectissimi filii, oportet ut opus bonum, quod auxiliante domino coepistis, impleatis. Nec labor vos ergo itineris nec maledicorum hominum linguae deterreant, sed omni instantia omni que fervore quae inchoastis deo auctore peragite, scientes quod laborem magnum maior aeternae retributionis gloria sequitur. Remeanti autem Augustino praeposito vestro, quem et abbatem vobis constituimus, in omnibus humiliter oboedite, scientes hoc vestris animabus per omnia profuturum, quicquid a vobis fuerit in eius admonitione completum. Omnipotens deus sua vos gratia protegat et vestri laboris fructum in aeterna me patria videre concedat, quatenus, etsi vobis cum laborare nequeo, simul in gaudio retributionis inveniar, quia laborare scilicet volo. Deus vos incolumes custodiat, dilectissimi filii.
Dunque, nella primavera del 597 i missionari giunsero nel Kent sbarcando sull'isola di Thanet dando l'inizio vero e proprio all'evangelizzazione degli Angli. L'appoggio pricipale all'opera di conversione fu, e rimase sempre, il regno di Kent non dimenticando anche il fatto che la missione romana in quel territorio aveva antecedenti francomerovingi.
Il re del Kent Etelberto (552-616 o 618) aveva già sposato la regina franca Berta (560- 616), di famiglia merovingia, quindi cattolica. Costei aveva portato con sé un cappellano, il vescovo Liudardo. Per la messa della regina, venne restaurato un edificio ecclesiastico di età tardo-antica che fu consacrato a S. Martino, patrono della casata merovingia. Queste terre dunque non ebbero soltanto una storia cristiana tardo-antica ma, grazie a Berta e al vescovo Liotardo, anche una cristiano-merovingia. Da tali informazioni si può facilmente ipotizzare che il cristianesimo non fu totalmente sconosciuto alla corte del Kent ed è oltremodo possibile che molti sudditi in quel regno fossero cristiani.
Il re si convinse presto a far rimanere i missionari inviati da Roma e concesse loro molti aiuti e la libertà di predicazione. Vennero assegnate loro le antiche chiese romane a Canterbury e nei dintorni affinché potessero fungere da chiese episcopali e residenze monastiche. Agostino fu consacrato dunque vescovo degli Angli forse perché era arrivato l'annuncio a Gregorio del successo della missione probabilmente direttamente da Arles. Furono infatti proprio i numerosi contatti con la gallia a informare Gregorio sulla missione anglosassone come analizzato nel paragrafo precedente. [...]

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Longobardi e Franchi nel Registrum Epistolarum di Gregorio Magno (590-604): analisi della politica di un pontificato Alto Medievale

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Iafelice
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Eleonora Plebani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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Parole chiave

gregorio magno
longobardi
alto medioevo
franchi
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