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La Napoli di Pier Paolo Pasolini

Totò e Pasolini

Suscita meraviglia pensare due artisti come Antonio de Curtis, in arte Totò, e Pier Paolo Pasolini che decidono di collaborare e girare insieme ben tre film - Uccellacci e uccellini (1966), La Terra vista dalla Luna (1967) e Che cosa sono le nuvole? (1968) -, che costituiscono una vera e propria trilogia, anche se non dichiarata. L'incontro tra Pasolini e Totò è uno degli eventi più interessanti del cinema italiano del dopoguerra e ha segnato per entrambi un momento di vitalità artistica e reciproca influenza. Sono due personalità profondamente diverse: il primo è un comico che scatena la sua fantasia in piena libertà; il secondo è un'intellettuale, la cui vita, poesie e film sono dei veri e propri atti politici. Totò è un conservatore molto legato alla monarchia, al contrario il regista è un uomo di sinistra sempre in aperto conflitto con chiunque, perfino con il partito d'appartenenza. E ancora, l'arte di Totò si sviluppa seguendo la scia della tradizione culturale, mentre quella di Pasolini è costantemente percorsa dalla ricerca di sperimentazione. Come sottolinea Alberto Anile, queste due importanti figure in comune hanno però la timidezza. La sera in cui s'incontrarono per la prima volta per discutere del progetto di Uccellacci e uccellini si verifica, infatti, uno “scontro tra timidi” che “consente appena di parlare, tra le lunghe pause di imbarazzato silenzio”. Da quest'incontro difficile nascerà poi il film Uccellacci e uccellini, girato dopo La Mandragola (1965) e prodotto nuovamente da Alfredo Bini. Quando questi due geni dello spettacolo si conoscono e iniziano a lavorare insieme Pasolini era nel pieno della sua carriera di regista, ha avuto già diverse denunce per oscenità, è dichiaratamente omosessuale ed è apprezzato soltanto da una piccola cerchia di intellettuali di sinistra. Totò, invece, è ormai giunto alla fine della sua lunga carriera, è stanco, cieco e amato quasi alla venerazione dalla platea popolare. I film di Pasolini sono difficili e non incontrano il favore del grande pubblico, ma per la critica straniera sono dei capolavori. Il comico napoletano è, al contrario, considerato dalla critica come un pagliaccio, un attore di serie B, incapace di lavorare con grandi registri e di selezionare i copioni. Contrariamente a queste premesse, che potrebbero far pensare che tra Pasolini e Totò non potesse scaturire nulla di positivo, l'incontro tra i due ha dato vita a uno straordinario trittico cinematografico e a una serie di progetti mai realizzati. Con Pasolini Totò ha potuto realizzare il sogno di essere diretto da un grandissimo regista, dal momento che Fellini non lo chiamerà mai per recitare nel film mai realizzato Il viaggio di G. Mastorna. Pasolini nutre però dell'interesse per Totò già nel 1964. Il 6 dicembre 1964 esce su «L'Unità» un soggetto cinematografico, mai realizzato, intitolato La (Ri)cotta a firma di Pier Paolo Pasolini. È un progetto poco noto, ma che rappresenta la prima testimonianza della futura collaborazione artistica tra il regista e il comico napoletano. La (Ri)cotta è una sorta di seguito dell'episodio La Ricotta del film RoGoPag (1963). Apologo surreale e fiabesco che ha per protagonista il principe de Curtis, ricco capitalista milanese, che incontra la figlia di Stracci, una povera bambina costretta a chiedere l'elemosina suonando il violino. Intenerito, il principe con la sua auto lussuosa la va a cercare nella degradante periferia romana, chiedendo notizie e ringraziando i poveri gettando banconote che volano “come uccellacci al sole della borgata”. Riesce a ritrovare la piccola, ma i fratelli di lei approfittando della situazione lo iniziano a ricattare. In seguito a quest'episodio i parenti del principe lo trascinano in ospedale per farlo interdire e, mentre “se ne stava col suo scucchione come un Cristo sul banco degli imputati”, riceve da ogni parente una ricotta sul viso. La Corte, annunciata da un urlo di rapace, si pronuncia per l'interdizione, L'industriale, così senza la sua macchinona, torna nella borgata a piedi per cercare nuovamente la bambina che intanto è diventata una diva del cinema. L'uomo morirà disperatamente tra l'immondizia. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Napoli di Pier Paolo Pasolini

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna D'Urso
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Editoria e Pubblicistica
  Relatore: Pasquale Iaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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