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Il Seicento in Ampezzo: Statuti, vita processi e devianze

Cenni su castello di Botestagno

Il tanto citato castello di Botestagno si trova a circa 6 chilometri da Cortina, su un costone roccioso, alla confluenza di due torrenti, e la scelta del sito fatta dagli antichi fu certamente di primo piano, in quanto la rocca dominava tutta la valle da nord ed impediva qualsiasi assalto sia da nord che da sud. Probabilmente il castello era stato eretto nel 1100 dal Patriarca di Aquileia e rimase sotto il patriarcato fino al 1420. Nel 1476, sotto la Serenissima ci fu una grande ristrutturazione del castello senza risparmio; l'opera venne svolta sia da operai specializzati sia da operai forniti dalle centene del Cadore, senza innalzare muri di cinta ma fortificando il lato nord, quello più esposto ad attacchi, fino ad arrivare ad una altezza di circa 23 metri.
La torre non aveva feritoie, ma un ballatoio per le ronde da cui venivano lanciati proiettili di pietra o frecce della balestra.
C'era un ponte levatoio per l'ingresso e all'interno vi trovavano posto, oltre all'alloggio per le persone, due stube, una cucina con forno per il pane. L'acqua al castello era convogliata in una cisterna dall'acqua piovana poiché non c'era un acquedotto. La vita al castello era veramente difficile, in particolare in inverno; spesso i capitani erano sposati, ma le mogli ed i figli alloggiavano all'interno del castello, tanto che si parla di ben tredici bimbi nati nel Castello.
Ogni soldato si specializzava in un lavoro di artigianato: chi fabbro, chi calzolaio etc.
Nel periodo che ci riguarda, l'epoca di Massimiliano, la guarnigione del castello era composta da un capitano, un vice, un artigliere, un cavalleggero, otto soldati, un cappellano, una cuoca e due cavalli. Solo nel XVII secolo la guarnigione raggiunse il suo massimo, fino ad arrivare ad una dozzina di soldati. Nel 1794, il Comune di Cortina chiese il permesso al Tirolo di demolire il castello, diventato oramai solo un cumulo di rovine; il permesso fu dato immediatamente ma, visti i costi, le cose procedettero con estrema lentezza ed i muri maestri rimasero in piedi fino alla metà del '800, quando il Genio militare austriaco lo demolì per intero, per farne una fortezza mai più realizzata.
Nel 1847, il governo austriaco aveva restituito agli Ampezzani il bosco del castello e quanto usurpato dai capitani, ma del castello rimanevano solo rovine.
Se anche fosse stato restaurato, la guerra del 1914-1918 l'avrebbe distrutto completamente.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Seicento in Ampezzo: Statuti, vita processi e devianze

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Informazioni tesi

  Autore: Adriano Lorenzi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Sergio Zamperetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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