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Le potenzialità comunicative dei linguaggi espressivi. Un percorso di scoperta e sperimentazione dei linguaggi grafico, motorio e musicale in classe prima.

La Metodologia Didattica

Ho strutturato l'intervento didattico con l'intenzione di coinvolgere tutti i bambini, proponendo situazioni varie e stimolanti. Li ho motivati incoraggiandoli ad esprimere i propri pensieri, a condividere le idee e a partecipare alle attività. Mi sono impegnata per valorizzare ciascuno, per farlo sentire accolto ed importante.
Ho alternato proposte didattiche attive con forma laboratoriale a momenti riflessivi.

Realizzare attività didattiche in forma di laboratorio favorisce l'operatività e allo stesso tempo incoraggia il dialogo e la riflessione su quello che si fa: il laboratorio, se ben organizzato, è la modalità di lavoro che meglio incoraggia la ricerca (…), coinvolge gli alunni nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri.

I bambini hanno avuto l'occasione per coinvolgersi in prima persona. Inizialmente hanno esplorato liberamente i materiali per scoprirne caratteristiche e possibilità di utilizzo; li ho osservati e ho valorizzato le loro proposte. Successivamente ho adottato la tecnica della scoperta guidata: ho stimolato l'immaginazione, ho sollecitato la curiosità, ho posto domande guida, ho accompagnato con suggerimenti e ho gratificato la scoperta di soluzioni creative.
Dopo ogni attività laboratoriale, i bambini hanno avuto l'occasione per riflettere in gruppo, condividendo esperienze, sensazioni e pensieri. L'intervento di ognuno ha arricchito e stimolato tutta la classe. Le conversazioni sono avvenute con la disposizione in cerchio, che ha favorito la relazione interpersonale e l'ascolto. Il mio ruolo è consistito nell'avviare e guidare la discussione, nel stimolare gli interventi di tutti e nel valorizzarli.
Ho coinvolto i bambini individualmente, a coppie, in piccoli gruppi e in plenaria. Il lavoro individuale è stato circoscritto a poche occasioni, le altre modalità sono state funzionali all'interrelazione e all'educazione delle abilità sociali. Le riflessioni sono avvenute in plenarie per favorire il confronto fra tutti.
Per quanto riguarda la modalità di lavoro in gruppo, in particolare, essa è da educare: la coesione del gruppo non è un punto di partenza, ma un obiettivo da perseguire, mantenendo in equilibrio le dimensioni dell'efficacia e dell'affettività. Le relazioni che vi si instaurano costituiscono lo sfondo dentro al quale vivono le parole e le azioni dei singoli. Le relazioni risultano costantemente trasformate, in un gioco di influenze reciproche. Il gruppo diventa l'occasione per esplorare e arricchire la propria esperienza personale attraverso l'interazione significativa con gli altri. Nel contempo, educa a regolare il proprio agire in funzione del gruppo, al senso di responsabilità, ad essere rispettosi delle altrui posizioni, non accondiscendenti né prevaricanti.
Nella modalità cooperativa si raggiunge l'interdipendenza sociale quando i bambini comprendono che il proprio risultato dipende anche dal rendimento degli altri e viceversa. Attraverso la cooperazione e gli eventuali conflitti, se superati in maniera costruttiva, il bambino matura le abilità interpersonali necessarie per vivere e lavorare insieme.
L'insegnante ha il ruolo di aiutare gli alunni a partecipare attivamente alla vita socio-operativa del gruppo e di creare le occasioni di confronto e conoscenza fra tutti i compagni.
Ho condotto gli interventi con flessibilità, adeguando i tempi, i contenuti e le strategie in base alle risposte dei bambini, cercando di accogliere i loro bisogni e desideri, rendendo l'intervento accessibile a tutti.
Le lezioni sono state svolte in tre differenti contesti, ovvero l'aula consueta della classe, il laboratorio di arte e un'aula utilizzata per attività varie. Ho predisposto un ambiente di apprendimento adeguato curando il setting: durante la lettura della storia i bambini si sono seduti in cerchio, la visione del film d'animazione è avvenuta con le sedie disposte in file, durante le attività grafiche i bambini sono stati in piedi attorno ai tavoloni e per terra, durante le attività motorie e musicali si sono avvicendati momenti seduti per terra e seduti sulle sedie, mantenendo sempre il cerchio, per favorire la partecipazione di tutti; infine, per preparare la drammatizzazione ho disposto i bambini in piccoli gruppetti di sedie. Sempre il cerchio è stato il setting per le conversazioni riflessive. Alcune attività di verifica, invece, si sono svolte in classe nella consueta distribuzione nei propri banchi. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le potenzialità comunicative dei linguaggi espressivi. Un percorso di scoperta e sperimentazione dei linguaggi grafico, motorio e musicale in classe prima.

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Marras
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Franca Filippini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

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Parole chiave

comunicazione
creatività
espressività
scuola primaria
linguaggi espressivi
intervento didattico

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