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Lorquianas: le donne nel teatro di Federico García Lorca

El maleficio de la mariposa

È l'estate del 1919 quando Lorca scrive la sua prima opera teatrale: El maleficio de la mariposa. Scritta interamente in versi, fu concepita in principio per il teatro dei burattini ma subito ripensata per attori in carne e ossa. Con la partecipazione della celebre ballerina La Argentinita, debutta al teatro Eslava di Madrid nel marzo 1920 ma viene ritirata dopo soli quattro giorni e mai più rappresentata durante la vita dell'autore. Protagonisti della storia sono degli insetti, che vivono in “un minuscolo e fantastico villaggio di grotte” nel bosco. All'apparenza può sembrare un racconto che ha come mero scopo l'intrattenimento del lettore, ma a uno sguardo più attento possiamo coglierne lo spiccato realismo. Gli scarafaggi infatti parlano e ragionano come esseri umani, il loro villaggio rappresenta il calco di un qualsiasi villaggio spagnolo dell'epoca dell'autore. Primo tentativo drammatico di Lorca, è la storia di un amore non corrisposto e di un amore impossibile. Scarafaggetta Silvia è innamorata dello Scarafaggetto, che, alla ricerca di un amore perfetto, non la ricambia. Nonostante le madri, Donna Superbiosa e Donna Scarafaggia, si sforzino per far funzionare questo amore e farli sposare, il matrimonio non s'ha da fare. Addirittura lo Scarafaggetto si invaghisce di una farfalla, eterea creatura che, ferita, è caduta nel villaggio. La Scarafaggia Negromantica però lo avverte: "se di lei ti innamori, povero te, morrai". Ma lui, incurante delle parole della vecchia saggia, desidera più di ogni altra cosa sposare la candida Farfalla. Ella, dal canto suo, non è mai stata innamorata e non ricambia i suoi sentimenti. Finisce così per avverarsi ciò che la Scarafaggia Negromantica aveva previsto: lo Scarafaggetto muore di disperazione.
Con le protagoniste femminili di questa vicenda possiamo cominciare a distinguere le due categorie in cui Lorca divide le donne. La prima è quella delle donne appartenenti a uno sfondo tipicamente spagnolo, la seconda comprende invece le creature essenzialmente lorchiane, caratterizzate da una costante impossibilità di realizzazione.
Alla prima categoria appartengono sicuramente la Scarafaggia Negromantica, Donna Scarafaggia e Donna Superbiosa. La prima rappresenta la donna dedita al benessere degli altri, chiunque essi siano. È la donna anziana e saggia a cui tutti si rivolgono e che, grazie alla sua vasta esperienza, ha molto da insegnare e sa come va il mondo. Donna Scarafaggia e Donna Superbiosa rappresentano l'antitesi della Scarafaggia Negromantica. Fanno parte di quella borghesia mediocre che si interessa soltanto alla ricchezza e agli agi, ottenuti con qualsiasi mezzo. Non prestano attenzione a ciò che di bello e spirituale c'è nella vita.
Donna Superbiosa si distingue come una madre assente ed egoista ed è il primo accenno di un tipo di donna che raggiungerà il suo apice nella figura di Bernarda Alba.
Nella seconda categoria rientrano Scarafaggetta Silvia e la Farfalla. Fra le due collochiamo la figura dello Scarafaggetto, oggetto dell'amore della prima e innamorato della seconda. La farfalla rappresenta l'amore irraggiungibile e la donna che, in quanto tale, esercita un potere sull'uomo. Silvia invece rappresenta la donna innamorata che, non essendo ricambiata, non riesce a perseguire la sua realizzazione. È l'incarnazione della donna sopraffatta dall'amore, che per la sua naturale inclinazione ai sentimenti agisce solo in funzione di quello. E più l'amore si allontana da lei, più lei lo rincorre. Questo è il maleficio. Nessuno ricambia l'altro e l'innamorato idealizza l'amato con la propria fantasia, l'amore si concentra più su questa figura creata con l'immaginazione che sulla persona reale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lorquianas: le donne nel teatro di Federico García Lorca

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Scialla
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Manuel Barriuso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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