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L'eccellenza nell'ISD ponderata dalla competitività del sistema regionale: il caso "Sardegna - Umbria" - Una proposta di modello per l'analisi statistica su base territoriale: "ISCGR"

IDMS -Indice di Deprivazione Multipla in Sardegna (Modello B)

Come ben spiegato nel lavoro di A. Testi, E. Ivaldi e A. Busi (2005), "Gli indici di deprivazione su base geografica sono uno dei pochissimi strumenti operativi disponibili per misurare in modo sintetico le condizioni socio-economiche di un determinato territorio". Utilizzati tra i metodi di pianificazione sanitaria di allocazione delle risorse, sintetizzano le caratteristiche socio-economiche di piccole aree geografiche attraverso l'elaborazione di indici aggregati correlati con un esito di salute della popolazione. In letteratura economica, e soprattutto in quella medica, esistono svariate versioni di tale tipologia di indicatori. Ai fini di questa tesi è stato scelto di analizzare direttamente l'IDMS, ossia l'Indice di Deprivazione elaborato dallo staff dell'Osservatorio Economico. L'IDMS, acronimo di Indice di Deprivazione Multipla in Sardegna, misura il disagio socio economico di una popolazione in un determinato comune della Regione, ovvero, lo stato di svantaggio in relazione alle condizioni di vita della comunità cui un individuo, una famiglia o un gruppo appartengono. In pratica, sintetizza le caratteristiche socio-economiche di determinati aggregati e li relativizza, attraverso tecniche di analisi statistica, rispetto alle condizioni della popolazione generale. Gli Autori (2009), definiscono la deprivazione come: "un fenomeno cumulativo che si costituisce per il sommarsi di molteplici vincoli come l'insufficienza del reddito, la disoccupazione di lunga durata o ricorrente, le relazioni familiari non soddisfacenti, il degrado abitativo, l'inadeguatezza dei livelli d'istruzione, lo stato di malessere fisico, il disagio nell'accesso geografico ai servizi. Tutti questi aspetti, di fatto, limitano le possibilità di vivere esperienze o situazioni cui l'individuo attribuisce valore positivo".
L'IDSM è costruito come combinazione lineare di sette indicatori di sintesi, ciascuno dei quali fa riferimento a una specifica dimensione (dominio) indagata. I sette domini scelti per la costruzione dell'IDMS sono:

. il reddito;

. l'occupazione;

. l'istruzione;

. la salute;

. la qualità ambientale;

. l'accesso ai servizi;

. la sicurezza.

Tra i domini citati, i primi due (reddito e occupazione) sono considerati i fattori di maggiore rilevanza.
L'IDMS è il risultato della media aritmetica degli indici sintetici standardizzati riferiti ai diversi domini. Per ciascuno di questi ultimi, il relativo indice si sintesi è calcolato sulla base di uno, o più indicatori elementari. Di seguito si elencano, raggruppati per dominio, gli indicatori elementari selezionati e inseriti nel modello, specificando tra parentesi la relativa descrizione:

. Reddito:

o (FP) Percentuale di famiglie al di sotto della soglia di povertà relativa (Rapporto tra le famiglie al di sotto della soglia di povertà ed il totale delle famiglie);

. Occupazione:

o Tasso di attività (Rapporto tra la popolazione attiva e la popolazione in età lavorativa, moltiplicato per 100);

o Tasso specifico di occupazione (Rapporto tra la popolazione occupata e la popolazione attiva, moltiplicato per 100).

. Istruzione:

o Popolazione con o senza basse qualifiche (Rapporto tra la somma degli analfabeti, degli alfabeti senza titolo e di coloro che sono in possesso della sola licenza elementare con la popolazione totale di età superiore ai 10 anni);

o Licenziati con il minimo (Rapporto tra gli studenti promossi con sufficiente nelle scuole medie e il totale degli studenti licenziati);

o Percentuale di bocciati (Rapporto tra la somma dei respinti e i non ammessi all'esame di terza media con il totale degli studenti iscritti nello stesso anno);

o Tasso di ritardo scolastico (Rapporto tra i non licenziati con età superiore ai 15 anni e il totale degli studenti in età licenziabile, moltiplicato per 100);

o Presenza/assenza di servizi scolastici (Presenza/assenza di scuole primarie, medie inferiori e medie superiori).

. Salute:

o Tasso di mortalità per malattie del sistema circolatorio (Rapporto tra i decessi per malattie del sistema circolatorio e il totale dei decessi, moltiplicato per 10'000 abitanti);
o Tasso di mortalità per tumori (Rapporto tra i decessi per tumori e il totale dei decessi, moltiplicato per 10'000 abitanti).

. Qualità ambientale:

o Percentuale utilizzata a fini insediativi e produttivi non agricoli del territorio (Rapporto tra l'area relativa a ciascuna modalità di utilizzo del suolo e l'area totale, moltiplicato per 100).

. Servizi:

o Indice dei servizi (Presenza/assenza/distanza dei seguenti servizi: uffici postali, stazioni dei carabinieri e/o di commissariati/posti di polizia, sportelli bancari, farmacie e scuole).

. Sicurezza (Per mancata disponibilità dei dati d'interesse, si è dovuto escludere tale dominio dalla costruzione del modello):

o Indice di criminalità diffusa;

o Indice di criminalità minorile.

Concludendo l'esposizione del modello IDMS, è doveroso sottolineare che la sua applicabilità, rispetto ai fini di questa tesi, è da rintracciarsi anzitutto nella struttura metodologica dal quale scaturisce il giudizio di sintesi. Tale struttura prevede, infatti, la standardizzazione dei dati, la possibilità di associare un peso alle diverse variabili, e il punteggio finale di sintesi ottenuto come media aritmetica semplice degli indicatori elementari standardizzati. Tuttavia, il campo d'indagine di tale modello è riferito alla dimensione territoriale comunale, mentre nel presente lavoro la dimensione territoriale indagata è quella regionale. Inoltre, come nel caso della SAM, anche l'IDMS attinge da una pluralità di fonti diverse dall'Istat, quali l'INPS, l'Ufficio Scolastico Regionale, l'Anagrafe delle Scuole (a cura del MIUR), la Carta dell'uso del Suolo (reperibile presso gli uffici regionali competenti), l'Agenzia delle entrate, etc. Tale pluralità di fonti, come verrà successivamente meglio specificato nel corso del capitolo terzo (cfr. paragrafi 3.5 e 3.6), spesso e volentieri comporta non pochi problemi di reperimento dei dati nel caso in cui sia necessario studiare una dimensione territoriale differente; in altre parole, la disponibilità dei dati aggregati a livello comunale, come nel caso dell'IDMS, non sempre è reperibile anche a livelli di aggregazione superiori, come ad esempio la dimensione provinciale piuttosto che quella regionale (ossia, si ribadisce, quella indagata in questo lavoro). Infine, il modello IDMS, così come appare evidente dalla sua denominazione, limita l'obiettivo della sua indagine allo studio e alla misurazione del disagio socio-economico, non indagando altri fattori del contesto territoriale che sono fondamentali al fine di valutarne la competitività in termini più generali, soprattutto con riferimento alle esigenze sottostanti le attività tipiche d'impresa. Si ricorda, infatti, che il presupposto di questo lavoro è quello di privilegiare la selezione degli indicatori seguendo un approccio aziendalista, cioè orientato ad assecondare le esigenze che, in base alla letteratura economica classica, si riconducono alle attività imprenditoriali in generale. Per via delle precedenti considerazioni, solo alcuni degli indicatori elementari che concorrono alla determinazione dell'IDMS verranno poi ricondotti e inseriti nel modello d'analisi che sarà proposto nel corso del capitolo terzo, si anticipa, sin da ora, che l'attenzione verrà focalizzata sugli indicatori ricompresi nei domini del Reddito e dell'Occupazione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'eccellenza nell'ISD ponderata dalla competitività del sistema regionale: il caso "Sardegna - Umbria" - Una proposta di modello per l'analisi statistica su base territoriale: "ISCGR"

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Informazioni tesi

  Autore: Pierluigi Ariu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Manageriale
  Relatore: Alessandro Spano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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