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Giornalismo online: dalla retribuzione alla visibilità

Pagamenti a visualizzazioni e Google AdSense

La retribuzione del lavoro su Internet, seppur minima, non è tuttavia così scontata. Una delle strategie preferite dagli editori per diminuire i rischi di perdita è legata a quello che si potrebbe definire un compenso vincolato. Ovvero, l'articolo viene pagato solamente nel momento in cui la pagina raggiunge un certo numero di visualizzazioni da parte di utenti unici. Altrimenti il lavoro svolto dal collaboratore, che in ogni caso genera un certo traffico e degli introiti pubblicitari, non viene retribuito, trasformandosi in gentile concessione al sito di turno. A tal proposito posso riportare un'esperienza personale che si colloca perfettamente in questa tipologia di situazioni. Nel 2011 ho collaborato per alcuni mesi con una testata online regolarmente registrata presso il tribunale. Il sito in questione si occupava – e si occupa tuttora – di sport e mi avrebbe consentito, qualora avessi lavorato in questa redazione per un periodo non inferiore ai 24 mesi, di maturare i requisiti necessari per sostenere l'esame di Stato per ottenere il tesserino da pubblicista. La collaborazione era infatti regolarmente retribuita e vincolata da contratto: 4 euro lordi ad articolo. Una cifra che il sottoscritto riteneva sufficientemente dignitosa in relazione al lavoro svolto e al tempo che effettivamente richiedeva. Un giorno, senza alcun preavviso, ricevetti una email nella quale si faceva presente la necessità di firmare un nuovo contratto che avrebbe stravolto gli accordi precedentemente raggiunti in virtù dell'intenzione di ridurre dei costi gestionali. Secondo il nuovo contratto gli articoli avrebbero previsto un compenso solamente nel momento in cui avessero raggiunto un certo numero di visualizzazioni, 300 per l'esattezza. Una cifra non esorbitante, ma certo non scontata per una piccola realtà come quella per la quale collaboravo. Posto di fronte ad un bivio, scelsi di non accettare il nuovo accordo e abbandonai quella che a distanza di anni rimane la migliore opportunità in ambito giornalistico che ho avuto modo di trovare. La motivazione è piuttosto elementare: raggiungere il numero di visualizzazioni richiesto dal nuovo contratto non sarebbe stato impossibile, ma la mia ferma opposizione era legata all'idea di dovere, anche fosse successo una sola volta, cedere il mio lavoro in forma gratuita.
Un'altra forma di retribuzione simile al compenso vincolato è quella di Google AdSense, sistema che ha riscosso e continua a riscuotere un enorme successo tra gli editori. Di cosa si tratta? «Google AdSense è un programma gratuito che consente ai publisher online di guadagnare dalla visualizzazione di annunci pertinenti in una vasta quantità di contenuti online». In altre parole, questa funzione dà la possibilità di pubblicare annunci pubblicitari sul proprio sito Web e di guadagnare dalle entrate pubblicitarie da essi generate, derivanti tanto dal numero delle esposizioni (impression), quanto dal numero di click. «Il rapporto tra click sui banner/annunci e le impression degli annunci è espresso in percentuale ed è chiamato CTR della pagina (Click Through Rate). In base al CTR, AdSense calcola l'RPM della pagina ovvero l'efficacia degli annunci (costo per mille impression), ossia il ricavo che l'utente ottiene ogni 1000 visite della pagina». Naturalmente, così come è possibile pubblicare l'annuncio pubblicitario sul proprio sito, allo stesso modo il banner può essere posizionato altrove previa la concessione dello spazio. È esattamente questo che viene offerto da molti editori: viene data la possibilità di inserire il proprio annuncio pubblicitario sulla pagina dell'articolo e di guadagnare tramite il Click Through Rate del banner. In altre parole, qualsiasi ricavo non viene elargito dall'editore, ma da Google stesso, azzerando in questo modo tanto la percentuale di rischio quanto i costi della manodopera del sito. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Giornalismo online: dalla retribuzione alla visibilità

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mastrangeli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Informazione, editoria e giornalismo
  Relatore: Roberto Baldassari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 406

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