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Green & Agility: due paradigmi per la Supply Chain. Il caso del settore del tessile e dell'abbigliamento in Europa

Quale strategia green attuare?

Lo studio di Fisher (1997), esposto precedentemente, presentava esempi di una vasta gamma di prodotti di consumo come cibo, abbigliamento e automobili, dimostrando quali strategie di SC sono state appropriate a seconda che i prodotti siano funzionali o innovativi. Prodotti funzionali tendono a soddisfare delle esigenze di base che non cambiano molto nel corso del tempo (ad es. i chiodi), e ad avere una domanda stabile con un ciclo di vita lungo e prevedibile (Christopher e Towill, 2002), perciò, il loro sistemi di produzione devono essere anche funzionali. Dall'altra parte, invece, i prodotti innovativi tendono a soddisfare le esigenze in rapida evoluzione; come tali, hanno una richiesta imprevedibile e cicli di vita brevi, ad esempio, i cellulari e l'abbigliamento; di conseguenza, necessitano di processi produttivi di natura innovativa.

Anche se questa classificazione può sembrare molto semplificativa allo stesso tempo è molto pratica. Infatti, come nella gestione della SC convenzionale, la scelta delle strategie delle GSCM è direttamente influenzata dalle caratteristiche del prodotto (Fisher, 1997). Il raggiungimento degli obiettivi della GSCM è fortemente dipendente dalle attività o processi green scelti. Da un lato, i processi possono essere eco-efficienti concentrandosi su operazioni basate su obiettivi di efficienza che portano secondariamente a benefici ambientali. Dall'altro lato, i processi possono portate a benefici specifici per l'ambiente, con particolare considerazione al ciclo di vita del prodotto (Hart, 1995). Tali processi indirizzano l'impresa ad obiettivi di efficienza green. È importante notare che anche il processo green è direttamente correlato alle caratteristiche del prodotto.

Un'altra osservazione importante è che, la SC, in generale, e qui le GSC tendono a migliorare le proprie prestazioni sviluppando della capacità green specifiche e con la costruzione di relazioni collaborative (Kumar & Yamaoka, 2007). Spesso le relazioni in una SC possono essere sviluppate sulla base di due climi differenti, vale a dire, (a) un clima coercitivo, dove clausole contrattuali obbligano ad alcune azioni clienti e fornitori (Zhu & Sarkis, 2007), vengono richiesti degli standards minimi di conformità non incoraggiando a prestazioni maggiori rispetto a quanto richiesto; e (b) un clima collaborativo, che richiede reciproco coinvolgimento e maggiore volontà tra clienti e fornitori (Liker e Choi, 2004; Paulraj et al., 2008), ciò favorisce nuove conoscenze, tecnologie e innovazione, richiedendo un livello superiore di coinvolgimento inter-organizzativo (Christopher, 2000).

A questo proposito, ci si potrebbe porre una domanda ovvero: Quale potrebbe essere la più appropriata strategia di GSC con un particolare prodotto, uno specifico processo e/o delle particolari relazioni di SC? Mutingi (2013) ha condotto uno studio tassonomico, considerando come tre dimensioni principali: il tipo relazione (coercitiva o collaborativa), il prodotto (funzionale o innovativo) e il tipo di processo (efficienza green o eco efficienza) della SC per la selezione delle strategie più appropriate di GSC.

Rispetto a quanto esposto prima si potrebbe pensare che una relazione coercitiva, poiché presuppone una bassa condivisione delle informazioni, è ideale per i prodotti funzionali, poiché si cerca di soddisfare domande prevedibili e allo stesso tempo minimizzare i costi. Al contrario, la collaborazione in una SC comporta un maggiore scambio di informazioni, le SC tendono a rispondere rapidamente alle richieste imprevedibili grazie ad una maggiore agilità e flessibilità, quindi un approccio più idoneo per i prodotti innovativi. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Green & Agility: due paradigmi per la Supply Chain. Il caso del settore del tessile e dell'abbigliamento in Europa

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Informazioni tesi

  Autore: Caterina Strumbo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Alfio Cariola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

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