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Gli effetti dell’“Eastern Mediterranean Transient” nel Mediterraneo Occidentale

L’EMT ovvero il transiente nel Mediterraneo Orientale

I cambiamenti delle caratteristiche della LIW e di conseguenza anche della WMDW sono stati largamente attribuiti alla riduzione antropogenica del flusso di acqua dolce nel Mediterraneo (Rohling e Bryden 1992; Boscolo 2002) anche se va considerata l'influenza dell’EMT.
Questo in particolare è un evento causato dalla combinazione di fattori meteorologici e idrologici che hanno modificato drammaticamente la pre-esistente circolazione termoalina del Mediterraneo Orientale nella fine degli anni ‘80 (Roether e al. 1996).

In sintesi circa 20% delle acque profonde di origine adriatica al di sotto dei 1500 m nel Mediterraneo orientale sono state rimpiazzate da giovani acque di origine egea (CSOW - Cretean Sea Overflow Water) con differenti proprietà rispetto alle acque profonde adriatiche (maggiore temperatura e salinità).

Le proprietà della WMDW sono influenzate anche dalla variazione annuale delle condizioni ambientali e dall’intermittenza della convezione profonda che potrebbe non avvenire annualmente. Tuttavia si prevede che i cambiamenti di salinità della WMDW possano alterare la circolazione termoalina del Mediterraneo nel prossimo secolo (Smith e Bryden, 2007 e le referenze citate nell'articolo).

Si è verificato dunque un cambiamento particolarmente rimarcabile della circolazione termoalina che è stato osservato nel bacino orientale dagli ‘80, quando sia il “conveyor belt” intermedio e profondo hanno cambiato i loro precedenti cicli noti. La circolazione termoalina intermedia è guidata dalla formazione della LIW esclusivamente prodotta a nord- ovest del Levantino con contributi dall’Egeo meridionale. Che produce i principali e storici contributi alle acque profonde e di fondo del bacino dello Ionio e del Levantino nell'Adriatico.

Dopo il 1987 è stato osservato un cambiamento nella regione di formazione delle acque profonde e di fondo dall'Adriatico all’Egeo (Gasperini e al. 2005). Un nuovo apporto ha dunque determinato la formazione di grandi quantità di masse d'acque molto dense (fino σteta=29.4), la Cretean DW, che dopo aver, fluito tra i Cretean Arc Straits ancora con masse d'acqua profonde e sul fondo, però più dense si chiama EMDW (circa σteta 29.18) (Gasperini e al. 2005).

L'incremento di densità dalla fine degli ‘80 ai ‘90 nell'Egeo può essere diviso in 2 fasi :dal 1987 al 1992 caratterizzato dall'aumento della salinità, la seconda fase dal 1992 invece dall'abbassamento della temperatura. Per di più, le misure del flusso nello stretto Cretean Arc sembrano indicassero che il 1989 sia stato l'anno d’inizio, mentre l'inizio della seconda fase corrisponde bene ai relativi inverni freddi del 1992 e 1993.

La prima fase è stata caratterizzata da un'interruzione della LIW dal bacino del Levantino a quello dello Ionio e la deviazione della LIW nell'Egeo, dove si è formata un'acqua salata, la CIW (Cretean Intermediate Water).

La seconda fase è relativa alla formazione di CDW (Cretean Deep Water) e il suo affondamento verso gli strati più profondi del bacino orientale. Conseguenza di questo affondamento è la riduzione di sale in corrispondenza degli strati intermedi ed una risalita di old Ioinian deep water verso gli strati meno profondi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Gli effetti dell’“Eastern Mediterranean Transient” nel Mediterraneo Occidentale

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Informazioni tesi

  Autore: Gianmaria Giannini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Scienze Nautiche
  Corso: Scienze e tecnologie della navigazione marittima e aerea
  Relatore: Giannetta Fusco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

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Parole chiave

mediterraneo
clima
eastern mediterranean transient
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