Skip to content

L'imperativo estetico nelle organizzazioni aziendali, l'imposizioni di cultura e valore attraverso artefatti e simboli

Il Simbolismo Organizzativo

I critical studies (come ribadito più volte) offrono importanti spunti circa l’influenza che la cultura ha sulla struttura hard di una organizzazione. Quindi, particolare attenzione verrà dedicata al simbolismo organizzativo (Gagliardi, 1990) definito come una prospettiva di analisi sulla quale le organizzazioni vengono considerate come sistemi di Credenze, Sentimenti e Valori. “Tali elementi sono alla base di ogni manifestazione superficiale o immediatamente osservabile nella vita organizzativa” (Gagliardi, 1990). Si può notare, infatti, che i sentimenti, i valori e le credenze sfociano nelle formazioni linguistiche, negli atti e negli oggetti riconoscibili come simboli, riferendosi in modo ambiguo ad una molteplicità di significati. Pertanto, essi evocano emozioni e spingono i membri dell’organizzazione all’azione.

Tale riflessione nasce dallo studio di una letteratura relativamente recente, diffusasi verso la fine degli anni 70’ sotto la spinta di autorevoli studiosi (Louis Pondy e Per Olof Berg) quali membri del filone di pensiero americano ed europeo.

Fino a quegli anni la letteratura analizzava tutt’altri aspetti della vita organizzativa. Infatti, fino al recente passato, erano molto diffuse pratiche come il taylorismo le quali prevedevano che l’organizzazione divenisse funzione del prodotto. Le organizzazioni aziendali, spinte da questa “visione”, scrivevano il proprio setting secondo schemi razionalistici adottando modelli di tipo Funzionale; per prodotto; a postazioni fisse ed a celle (Sciarelli, 2008), istituzionalizzando, così, la specializzazione del lavoro e la burocratizzazione delle pratiche aziendali.

Tali pratiche, alla lunga, si sono trasformate in un vero e proprio modo di pensare, infatti, la specializzazione del lavoro ha portato ad una divisione dei compiti non solo negli ambiti aziendali, ma anche nei laboratori di ricerca, negli ambienti universitari, nei quali col passare degli anni si è affermata la figura dello specialista.

Tale fenomeno, seppur valido dal punto di vista dei risultati, ha portato con sé la necessità di agire su nuovi livelli della vita organizzativa. La necessità è quella di adottare pratiche manageriali che abbiano l’obiettivo di coordinare le diverse aree funzionali ormai “defunzionalizzate”. Infatti, l’utilizzo estremo di pratiche tecnico scientifiche ha portato alla nascita di fenomeni di emarginazione sociale, dovuti sia a conflitti di tipo politico sia alla eccessiva chiusura di ogni funzione/divisione.

Il reiterarsi di tali pratiche ha creato una sorta di chiusura mentale degli attori organizzativi che ossessionati unicamente dallo svolgimento della propria mansione hanno trascurato le relazioni sociali a discapito dello spirito collaborativo.

Sulla scia di questo così diffuso modo di pensare sono nate scuole di pensiero e business school che hanno basato i propri corsi di studio ed i propri ideali sui concetti di razionalità tecnico-scientifica (Starkey, Tempest, 2006). Quindi, dalla esasperata ricerca di tali valori nascono i critical studies, appunto, studi orientati alla ricerca di una nuova prospettiva, un punto di vista “inaspettato” basato sullo studio di variabili ambientali, strutturali e comportamentali.

L’obiettivo degli studiosi degli studiosi del criticall turn va oltre l’analisi dei comportamenti “immediatamente osservabili” espliciti. Infatti, essi non si soffermano sul significato oggettivo di una certa pratica, ma cercano realizzare se quell’atto è dovuto a mere ragioni tecnico-razionali oppure è dettato da sentimenti, valori o ideologie.

L’analista critical, posizionandosi da una pluralità di prospettive, dovrà riuscire ad interpretare il problema nella sua interezza. Il risultato che l’analista auspica è di arrivare a percepire quella dimensione implicita, informale e non razionale della vita organizzativa.

Sulla scia di tale approccio, quindi, si creerà l’opportunità di trovare un punto di rottura nel quale lo studioso abbandona il suo “vecchio” bagaglio composto da “strumenti quantitativi”, facendo posto a strumenti olistico-qualitativi.
Tali strumenti prospettano una modalità di analisi “elevata ad un livello dal quale si riescono a rilevare quei caratteri soft, la cultura, i simboli, che hanno caratterizzato da sempre il mondo delle organizzazioni, ma che solo da poco sono stati presi in considerazione.

Nel condurre tali studi, critici, analisti e studiosi hanno formulato il seguente modus operandi:
1. Estrapolare i simboli dall’ harem organizzativo
2. Interpretare la molteplicità di significati che i simboli riescono a trasmettere.

Questa rappresentazione, forse, rappresenta uno dei pochi schemi logico-analitici che caratterizza questo ineffabile aspetto delle organizzazioni aziendali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'imperativo estetico nelle organizzazioni aziendali, l'imposizioni di cultura e valore attraverso artefatti e simboli

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Gennaro D'ambrosio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Luigi Maria Sicca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi