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Epigenetica

Alimentazione ed epigenetica

Per quanto riguarda la nutrizione, si è osservato che particolari concimi, fitofarmaci o disinfettanti usati in agricoltura, tendono ad accumularsi nei tessuti adiposi dell'uomo e degli animali portando, nel tempo, ad insorgenza di mutazioni e malattie. Si deduce, quindi, che la dieta risulta un fattore ambientale dal ruolo importante nell'epigenetica poiché il genoma è continuamente modificato da questo tipo di esposizione. Ad esempio, durante la gravidanza la dieta può influenzare lo sviluppo fetale attraverso una pressione selettiva che fornisce un contributo fondamentale nell'insorgenza di nuove mutazioni genomiche che possono determinare diverse caratteristiche e predisposizioni dell'organismo adulto. Interazioni gene-nutriente, infatti, non producono cambiamenti fenotipici osservabili e rivelabili nello stato di salute dell'embrione o del feto, ma possono influenzare la salute del soggetto adulto predisponendolo ad una serie di malattie e di risposte comportamentali. Attraverso l'analisi dei dati epidemiologici si è confermato che durante le prime fasi dello sviluppo prenatale e postnatale l'alimentazione può influenzare la suscettibilità a varie malattie in età adulta tra le quali il diabete, il cancro, l'obesità e le malattie cardiovascolari. Secondo il filosofo tedesco Feuerbarch, “Noi siamo quello che mangiamo”. Quest'affermazione è stata presa in gran considerazione dagli studiosi di epigenetica i quali hanno ipotizzato che il singolo individuo potrebbe essere tale o possedere determinate caratteristiche per ciò che i suoi genitori o, addirittura, i suoi nonni hanno mangiato prima che venisse al mondo.

Si è giunti a questa conclusione poiché si è osservato che oltre a tutti quei cambiamenti programmati nell'ambito del piano di sviluppo individuale che coinvolgono numerosi geni, come il periodo della pubertà; ve ne sono altri, invece, del tutto imprevisti e inopportuni, che, stando a recenti studi di epigenetica, possono aumentare il rischio di insorgenza di malattie come il diabete e le allergie.

L'aspetto più impressionante è che i genitori, trasmettendo questi geni mal funzionanti ai figli, farebbero correre loro gli stessi rischi per la salute e in alcuni casi, è stato riscontrato che si ammalano i figli e non i genitori. Queste affermazioni sono state confutate da studi di epigenetica nutrizionale condotte su individui che hanno trasmesso dei geni mutati ai propri figli per effetto di un'errata alimentazione:
- ricerche condotte su donne olandesi incinte durante la seconda guerra mondiale, hanno provato che figlie nate da donne che hanno patito la fame in gravidanza, partoriscono figli che in età adulta corrono un alto rischio di sviluppare malattie degenerative;
- ricerche condotte in Taiwan, hanno provato che gli uomini che consumano regolarmente semi betel quid, una mistura vegetale con proprietà stimolanti, presentano un maggior rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 e che questa suscettibilità si trasmette per via paterna;
- infine, una ricerca condotta in Svezia su tre generazioni successive, ha dimostrato che nonni che nella fase precedentemente la pubertà, hanno potuto disporre di cibo in abbondanza, hanno nipoti maschi con maggior rischio di sviluppare diabete.

Da questi studi, nasce la consapevolezza che le scelte alimentari che sono compiute quotidianamente, devono essere fatte tenendo conto non soltanto delle esigenze nutrizionali ed edonistiche, bensì anche delle possibili ricadute sulla salute della progenie. In quest'ottica, notevole importanza è attribuita a determinati composti che non solo assicurano un elevato apporto di sostanze benefiche ma che possono anche ridurre il rischio che i geni subiscano alterazioni deleterie, o addirittura, correggere quelle già indotte da vari errori alimentari. Un certo numero di componenti bioattivi della dieta sono di particolare interesse nel campo dell'epigenetica. Molti di questi composti mostrano proprietà antitumorali e possono svolgere un ruolo nella prevenzione del cancro . Numerosi studi suggeriscono che un certo numero di composti nutrizionali svolgono funzioni epigenetiche nelle cellule tumorali. […]

Attraverso diversi studi, si è osservato che i componenti bioattivi alimentari consumati dall'ingestione di prodotti naturali come frutta e verdura, possono agire come fonti di vitamine e minerali e questo è un ruolo molto importante poiché questi agenti hanno un elevato potenziale per l'applicazione oncogenica per via delle loro proprietà anticancerogene. Molte prove, suggeriscono che gli agenti dietetici, nonché componenti non nutritivi di frutta e verdura, possono influenzare i processi epigenetici e sono coinvolti in processi come la riattivazione di geni oncosoppressori, l'avvio dell'apoptosi, la repressione dei geni legati al cancro e l'attivazione di proteine per la sopravvivenza cellulare in diversi tumori. I fattori dietetici quindi, giocano un ruolo fondamentale in molti processi biologici normali e sono anche coinvolti nella regolazione delle progressioni patologiche. Malattie legate alle modifiche genetiche ed epigenetiche, possono essere influenzate da fattori ambientali e alimentari; in particolare, i fattori nutrizionali, i farmaci, le sostanze chimiche utilizzate nei pesticidi, composti ambientali e i contaminanti inorganici, come l'arsenico, possono alterare l'epigenoma e contribuire allo sviluppo di anomalie. E' diventato sempre più chiaro che i cambiamenti epigenetici indotti dall'ambiente possono essere mediati, in parte, dalla dieta.

Ciò è stato confermato da un esperimento eseguito su un animale modello che ha dimostrato un' alterazione del pattern di metilazione nel fegato, portando allo sviluppo di un epatocarcinoma, in carenza di acido folico, colina e metionina. Da questo esperimento si è evidenziata la prova che le variazioni epigenetiche, possono essere influenzate da fattori dietetici e che questi ultimi possono essere utili nella prevenzione e nel trattamento delle malattie tra cui il cancro e di questo si occupa proprio la Nutriepigenomica, una disciplina interessata allo studio di come il nostro epigenoma viene ristrutturato dai fattori nutrizionali. Gli studi nutriepigenomici si basano sull'osservazione delle risposte individuali, di soggetti presi in esame, a contatto con componenti bioattivi e diete epigenomiche personalizzate e della loro successiva applicazione nella prevenzione delle malattie.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Epigenetica

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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Borrozzino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Bruna De Felice
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

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