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La coda lunga e l'industria musicale nell'epoca del web 2.0

Caratteristiche principali e trend di crescita

Spotify è un esempio di moderno aggregatore, un rivenditore digitale puro di musica lanciato nel 2008 dalla startup svedese Spotify AB, che mette a disposizione dei beni in funzione della sottoscrizione di un abbonamento. Chiunque volesse usufruire di questo servizio può scegliere fra due modalità di fruizione: quella gratuita scaricabile su qualsiasi dispositivo, che consente l’ascolto di canzoni unicamente online e con degli intermezzi pubblicitari o quella premium, che con 9.99 euro al mese (il primo è gratuito) permette di ascoltare i brani su tutti i dispositivi sia online che offline, con un audio ad alta qualità e senza pubblicità. L’ascolto di un brano dall’immenso catalogo a disposizione, pur essendo il core business di questo brand che può contare su più di 5 milioni di abbonati a pagamento a livello internazionale, non è l’unica cosa che viene offerta al consumatore.

Spotify è lo strumento perfetto per scoprire musica attraverso la funzione scopri e le migliaia di playlist create per ogni momento o stato d’umore della giornata, per ogni genere o strumento musicale. Ogni canzone ascoltata o playlist creata può essere condivisa con chiunque attraverso i social network e allo stesso tempo si possono seguire artisti e amici, che possono rivelarsi fonti di scoperta di nuovi brani mai ascoltati prima.

Per l’ascoltatore che ama mettersi le cuffie e ascoltare cosa gli viene proposto è stato creato Spotify Radio, la radio personale che a partire da un brano o un artista selezionato propone una lunga lista di altre tracce interessanti una dopo l’altra.

Per rispondere a tutti i bisogni dei propri consumatori e per aiutarli a muoversi all’interno di un archivio che conta più di 20 milioni di brani, l’azienda si è rivolta anche a degli sviluppatori esterni che hanno dato vita ad alcune applicazioni come ad esempio Jazzify, che permette di esplorare il mondo della musica jazz scegliendo tra gli artisti principali dei vari decenni, tra le hits dei suoi sottogeneri o tra i migliori interpeti a seconda dello strumento musicale.

La capacità di questa realtà di aggiornarsi continuamente e di avere un’offerta completa e a basso costo sono i principali fattori del suo incredibile trend di crescita e dei risultati conseguiti anche nel corso di quest’anno.
In un report annuale pubblicato a dicembre, l’azienda ha comunicato che solo nel 2013 sono stati ascoltati quattro miliardi e cinquecento milioni di ore di musica, più di un miliardo sono state le playlist create e circa ventimila le canzoni aggiunte ogni giorno.

Gli utenti registrati sono ventiquattro milioni e solo nella prima metà di quest’anno sono stati versati cinquecento milioni di dollari di diritti d’autore. Proprio su questo tema e sul pre-filtraggio che Spotify effettua sulle canzoni che vengono messe a disposizione del pubblico, sono state mosse critiche da parte di alcuni esponenti del mondo musicale.

Le cifre pagate agli autori che caricano le loro canzoni sul servizio sono state da alcuni definite irrisorie e l’obbligo di dover passare per una delle case discografiche associate per la pubblicazione del proprio materiale è considerato anti-democratico (soprattutto se paragonato alla libertà di pubblicazione di Youtube).

Le risposte date dagli amministratori stanno proprio nei dati: la cifra di diritti pagata e il numero di canzoni aggiunte ogni giorno, dimostrano quanto l’azienda stia facendo non solo per la musica ma anche per gli artisti e soprattutto chiariscono che il filtraggio effettuato, non vuole essere un ostacolo per i nuovi talenti, ma serve per evitare che nella coda si accumuli materiale di qualità scadente o non inerente al contenuto musicale del servizio.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La coda lunga e l'industria musicale nell'epoca del web 2.0

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Corcelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Culture Straniere
  Relatore: Fabio Forlani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

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