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Il Movimento Trans in Italia

La transfobia

Un paragrafo a parte merita una delle piaghe maggiori e principale causa della discriminazione delle persone trans: la paura, cioè la transfobia.
Infatti la stigmatizzazione culturale e sociale che colpisce il mondo trans non genera soltanto emarginazione e disprezzo, ma anche attacchi violenti fisicamente e psicologicamente, tali da non poter essere giustificati soltanto con l'ignoranza in sé per sé, ma più in profondità con il terrore dell'altro che l'ignoranza provoca – stesso meccanismo alla base dell'odio razziale. Il motore è il fatto che le persone trans non rispondono alle comuni aspettative di genere, e questa incongruenza può generare rabbia, fastidio e confusione che vanno poi ad innescare la spirale di violenza. Nella zine "Cosa vogliono dai nostri corpi?" del blog Anarcoqueer viene approfondita la differenza tra l'omofobia, intesa come "paura irrazionale e l'odio violento nei confronti delle persone omosessuali" e la transfobia. La prima sembrerebbe derivare dall'eterosessismo, definito come "la convinzione assoluta, derivante o da osservazioni (errate) naturali o da convinzioni religiose, secondo cui gli uomini devono desiderare sessualmente le donne e viceversa", e il cui "cavallo di battaglia" è che solo il rapporto eterosessuale garantisce la prosecuzione "della specie, della razza, del casato, del nome del codice genetico". La transfobia invece è descritta come conseguenza del genderismo, inteso come "la convinzione assoluta, derivante da osservazioni naturali (errate) o da convinzioni scientifiche (errate) o da convinzioni religiose, secondo cui i sessi sono due e non possono essere cambiati o modificati". Anche il punto forte di questa convinzione è pseudoscientifico, e riguarda il fatto che se i sessi possibili geneticamente sono due, anche i generi devono conformarsi a questa naturalità. Non a caso, Gilbert Herdt ha chiarito in maniera franca e concisa che "[i]l sistema del dualismo sessuale non è inevitabile. È solo un prodotto delle società vincolate alla riproduzione sociale".
Inutile dire quanto dannose possano essere convinzioni di questo tipo, soprattutto se giustificate da un credo religioso o da paure ataviche come quella del cambiamento e dell'instabilità. Se a questo aggiungiamo il fatto che la nostra è una società patriarcale e con forti connotati maschilisti, si comprende che l'atteggiamento transfobico è un problema soprattutto per le donne trans più che per gli uomini trans poiché il passaggio da uomo a donna viene avvertito e interpretato come una "discesa" nella scala sociale, e data la supposta vulnerabilità dell'universo femminile, è più facile che i soprusi siano procurati a danno delle donne (trans). Difatti, Izzo sostiene che eterosessismo e genderismo abbiano in comune la radice del sessismo, evidente in una società in cui l'impronta maschilista è ancora forte.
Essendo sempre state vittime di disprezzo e abusi dal momento in cui hanno deciso di venire allo scoperto, le persone trans sono spesso vittima anche di una discriminazione che si autoinfliggono: quel meccanismo, derivante da una interiorizzata transfobia, che impedisce loro di pensarsi capaci di costruire un futuro libero ed emancipato, avere un lavoro e una casa. Questo accade perché la stigmatizzazione prodotta dalla cultura dominante, in questo caso eteronormativa e binaria rispetto ai possibili generi, influisce sull'elaborazione della propria identità da parte delle persone trans, che maturano intimamente un forte sentimento di disvalore e di disistima di sé. "Ciò che ho avuto modo di capire – dice Daniele in un'intervista – è che molte persone trans* hanno interiorizzato un senso di disvalore tanto profondo da arrivare ad accettare e addirittura legittimare l'oppressione che subiscono".
Va da sé che in quest'ottica i servizi di accoglienza e sostegno psicologico alle persone trans si rendono quanto mai indispensabili, soprattutto in casi più recenti in cui, data la giovane età, non si tratta di persone che hanno preso parte attiva nel movimento di legittimazione di sé promosso dal M.I.T. e dalle altre associazioni nella prima fase del loro percorso, e che perciò si scontrano per la prima volta con una società e/o una famiglia che le osteggia ed emargina inspiegabilmente.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Movimento Trans in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Irene Lucia Federica Terracina
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingua, Società e Comunicazione
  Relatore: Fiorenza Tarozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

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