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la deistituzionalizzazione in campo psichiatrico con particolare riferimento all'esperienza compiuta nell'Ospedale Psichiatrico di Gorizia

Lungodegenza

Nella risoluzione dei problemi posti dai lungodegenti bisogna tener conto a mio parere di vari fattori, quali: l'età e lo stato psico-fisico, e quindi il grado di autonomia; i rapporti con eventuali familiari, la zona di provenienza e quindi le possibilità di un rientro in famiglia; i servizi di reintegrazione e di assistenza esistenti sul territorio.

Innanzitutto è giusto secondo me favorire il rientro in un adeguato sostegno in termini di assistenza domiciliare e sociale, in modo da non lasciar soli i parenti davanti ai problemi di questa persona anziana,
che per lungo tempo ha vissuto in un'istituzione chiusa quale quella manicomiale.

Molti tentativi di deospedalizzazione sono falliti proprio perchè mancava quest'opera di sostegno.
Oltre all'assistenza domiciliare di sostegno alla famiglia “di rientro" o al gruppo appartamento dei degenti più autonomi, è necessaria un'opera di reinserimento e riabilitazione affidata ai servizi di salute mentale, in modo da riunificare i tre momenti dell'intervento (prevenzione, cura e riabilitazione ) e riproporre i temi dell'emarginazione su quel territorio che li ha generati, perchè solo in questa sede potranno venir discussi e risolti.

Per poter realizzare la riabilitazione e reintegrazione del lungodegente è necessario tener conto innanzitutto della sua storia precedente al ricovero, di come ha trascorso il periodo di ricovero e capire che, per quanto regredito sia questo soggetto, nell'ospedale che ha passato buona parte della sua vita, qui si è formato le sue amicizie, da questi ritmi sono regolate le sue azioni.

Riabilitare in questo caso non significa quindi riciclare i vecchi manicomi nelle nuove case di riposo, nei reparti geriatrici o nelle altre strutture territoriali, ma vuol dire recupero di una personalità tramite legami sempre più stretti con il territorio, coinvolgimento di tutta la comunità in momenti di aggregazione sui problemi del lungodegente. Nel momento in cui si decide di trovare altre soluzinni per queste persone e si chiude l'ospedale psichiatrico, ciò vuol dire socializzare le situazioni che prima erano esclusivamente di competenza manicomiale, ed affidare al quartiere la presa in carico di colui che ha perduto ogni dimensione umana.

In riferimento allo specifico goriziano ciò che viene fatto è ben poca cosa e anche se le intenzioni e le dichiarazioni programmatiche delle varie forze sociali sembrano essere favorevoli ad impegni concreti, manca di fatto una seria azione politica volta a:
- prevenire le situazioni di disagio;
- reperire alloggi ed altre soluzioni alternative al tuttora esistente O.P.
- collaborare con le forze del quartiere di S.Anna in cui si trova l' O.P. per gestire assieme i problemi psichiatrici e non e, soprattutto, cercare di risolverli.

Questo brano è tratto dalla tesi:

la deistituzionalizzazione in campo psichiatrico con particolare riferimento all'esperienza compiuta nell'Ospedale Psichiatrico di Gorizia

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Informazioni tesi

  Autore: Bianca Della Pietra
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 1978-79
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scuola Superiore di Studi Sociali
  Corso: assistente sociale
  Relatore: Armando  benfenati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

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Parole chiave

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