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Le proposte educative in alcuni saggisti del XVIII secolo

L’istruzione pubblica, è l’origine della prosperità nazionale?

Il nostro saggista risponde con fermezza e in maniera diretta a questo primo interrogativo evitando in tal modo contro-argomentazioni dicendo: “sin duda. Esta es una verdad no bien reconocida todavía, […]; pero es una verdad”. L’educazione, dal punto di vista di Jovellanos garantisce il benessere sociale, migliora gli uomini conducendoli ad acquisire la felicità individuale, come già riferito varie volte, quest’ultima si considera come mera utopia dell’illuminismo.

Come mi ha confermato personalmente María Torregrosa Sánchez, ricercatrice della facoltà di lettere e filosofia presso l’Università di Granada, è da notare un chiaro parallelismo con il grande filosofo Aristotele, secondo il quale il fine ultimo a cui aspira sempre l’essere umano è la felicità; Hobbes, Espinosa, Helvecio, e altri che il nostro saggista definisce impíos de nuestra edad crebbero che il fine ultimo della felicità umana fosse il piacere e il fatto di non provare il dolore morale.

Sempre come asserisce la ricercatrice qui sopra menzionata, che in larga parte si è occupata del pensiero filosofico jovellanista, Jovellanos ha interpretato questa affermazione constatando che ogni volta che l’uomo sperimenta il dolore e il piacere deve fare sempre un uso attento della ragione, qualità primaria della nostra anima. Ma parlando di Cicerone, Torregrosa Sánchez enuncia che le dispute tra i più grandi filosofi della storia sono varie ed interminabili e un grande esempio lo riporta dicendo che il fine ultimo di ogni singolo individuo secondo Cicerone è l’onestà, mediante la quale è possibile provare una leggerezza d’animo e qualsivoglia un’immensa felicità interiore.

Procedendo con la nostra analisi, Jovellanos in questo trattato non solo si limita alla felicità alla quale può mirare il singolo soggetto attraverso tutti i benefici conferitigli dall’educazione, ma spiega ampiamente che anche la Nazione in sé può godere della dimensione della felicità in quanto l’istruzione è fonte primaria della prosperità dello Stato. Per tale ragione lo stesso autore incita non solo il governo spagnolo ma anche i governi di altri paesi europei a prendere atto di quanto stabilito, conservare e diffondere l’educazione a tutti i cittadini indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza.

Sostiene anche che l’istruzione è strettamente legata alla ragione poiché quest’ultima permette a tutti gli esseri umani di conoscere tutti gli ambiti della cultura, in particolare le scienze naturali eliminando molti ostacoli e barriere che impediscono il lento e discusso progresso.

Inoltre tramite l’educazione è possibile incentivare le ricchezze della società perfezionando l’agricoltura, l’industria, il commercio e la navigazione, la cui base primordiale è senza alcun dubbio l’istruzione, riecheggiando sicché il concetto secondo cui quest’ultima si configura come fulcro e come mezzo per raggiungere la prosperità nazionale; e quindi detta istruzione costituisce la base sia dei beni materiali, ma soprattutto di quelli intellettuali.
Nel presentare questa questione, l’autore associa il concetto di istruzione a quello di corruzione, ovvero l’autore constata che l’istruzione contribuisce a migliorare le arti, apportando sempre di più e nuove ricchezze, il lusso, il quale per sventura andrà a corrompere i buoni costumi di una società attiva, rischiando in tal modo di trasformarsi in una società dominata dalla passività.

Ma in questo contesto l’istruzione svolge un ruolo fondamentale, ossia quello di moderare ed equilibrare il lusso sfrenato presente in tutte le Nazioni del mondo e negli strati sociali più privilegiati:

Pero sea la que fuere la causa del lujo, la instrucción lejos de fomentarle, le modera: mejora, si así puede decirse, los objetos; le dirige más bien a la comodidad, que a la ostentación, y pone un límite a sus excesos. Ciertamente que no es un defecto de hombres instruidos; es de hombres frívolos y vanos. Es en fin, el vicio, es la pasión de la ignorancia. No por eso negaré que haya desórdenes y hórrores producidos o patrocinados por la instrucción: pero por una instrucción mala y perversa, que también en ella cabe corrupción; y entonces ningun mal mayor puede venir sobre los hombres y los Estados, Corruptio optimi pessima.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le proposte educative in alcuni saggisti del XVIII secolo

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Moretti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Maria Rosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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Parole chiave

pedagogia
saggi
educazione femminile
feijoo
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jovellanos
educazione xviii secolo

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