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Illuminazione e architettura: la luce elettrica alle esposizioni industriali di Torino del 1884 e del 1898

L’Esposizione del 1898: il volto laico e religioso del progresso

Se nel 1884 la propaganda dell'esposizione fa leva sulle iniziative intraprese dall’industria italiana per fronteggiare la concorrenza estera, nel 1898 il messaggio di promozione della nuova manifestazione si associa a quello commemorativo in memoria della concessione dello Statuto albertino; in pieno clima di rinnovamento economico e politico ha così luogo l’Esposizione Generale italiana ed Esposizione di Arte Sacra e missioni cattoliche che si inaugura il 1°maggio 1898, mentre le agitazioni e le repressioni contro le manifestazioni operaie si estendono da Milano in tutta Italia.

La kermesse del 1898 è caratterizzata da una rilevante novità: il ponte della Concordia collega l'esposizione alla manifestazione cattolica della Mostra d'Arte Sacra e delle Missioni: l'esposizione cattolica celebra, insieme all'ostensione della Sindone, alcune date importanti per la cristianità torinese, come la ricostruzione del duomo ordinata dal cardinale Domenico della Rovere nel 1498 e la nascita di alcune confraternite cittadine. La mostra sul «progresso materiale degli uomini» è l’occasione per mostrare l’attività delle numerose missioni cattolico-italiane all’estero, soprattutto in territori extra-europei, come l’oriente, l’Africa e il sud America: in questo modo i due volti del progresso italiano esportato fuori del contesto geografico europeo si fronteggiano nella festa della libertà italiana, entrambi dando luogo a suggestioni esotiche, dal momento che anche l'esposizione laica vanta il suo villaggio di amazzoni in scena con le loro «pantomime africane».

Nel frattempo, nei quindici anni trascorsi dall'Esposizione del 1884 la guida della città ha cominciato a tener conto dei più diversi atteggiamenti del visitatore che arriva a Torino in occasione dell'esposizione, atteggiamenti che mutano a seconda del denaro posseduto, del tempo a disposizione, degli interessi e, perché no, anche degli stati d'animo; vengono così proposti percorsi suddivisi in itinerari pianificati in base alla permanenza in città dei lettori, o ancora si consigliano acquisti a seconda della disponibilità economica.

La Guida di Torino e dell'Esposizione del 1898 [Figura 61] è curata dalla Camera di Commercio di Torino e sin dalla prima pagina il linguaggio utilizzato cerca di cogliere l'occasione per far conoscere Torino ai forestieri, per trattenere quei visitatori che di solito non si soffermano «forse perché ignorano quanti tesori d'arte, d'industrie d'ogni specie, di istituzioni scientifiche, benefiche, artistiche, educative e sportive essa contenga, e quanta attraenza vi sia in molti suoi dintorni»: l'intento programmatico consiste nel sensibilizzare i lettori a cogliere un'immagine di Torino più duratura di quella catturata di sfuggita, in un rapido passaggio. Sembra proprio dunque, che, già a partire dagli anni ottanta dell’Ottocento, Torino avesse la necessità di “forzare” il visitatore ad andare oltre l’immagine superficiale di antica capitale sabauda.

La formula vincente sembra dunque essere quella che conduce il visitatore tra le bellezze della città proponendo degli itinerari suddivisi in un percorso che riconosca alle piazze torinesi la funzione di partenza e arrivo di qualsiasi giro turistico; una copertina colorata e festosa incornicia l'ingresso dell'esposizione, contornata da un ramo di palma d'ulivo e sullo sfondo la collina discreta di Superga accanto alla Mole Antonelliana. Questo collage di immagini apre la Guida di Torino – Vademecum del visitatore alla Esposizione Nazionale Italiana del 1898 e Arte Sacra [Figura 63], mentre la quarta di copertina, raffigurante la statua equestre di Emanuele Filiberto che ripone la spada nel fodero, la chiude.

L'ospitalità culturale da parte della città è qui enfatizzata nella sua vocazione a farsi portavoce delle aspirazioni nazionali prima risorgimentali e poi espositive: la prima parte della guida dedicata all'esposizione non è che un semplice excursus descrittivo dei padiglioni suddivisi secondo le divisioni decise dalla commissione, quanto alla logica delle scelte e ai dettagli dell'organizzazione non ci sono riferimenti. Ma è nella seconda parte, quella dedicata ad una rapida panoramica sulla città, che emerge il campanilismo sabaudo, il quale si sofferma soprattutto sui primati tecnici e scientifici della città, ottenuti grazie a decenni di influenza francese e studi compiuti all’interno di sinergie europee.

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Illuminazione e architettura: la luce elettrica alle esposizioni industriali di Torino del 1884 e del 1898

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Informazioni tesi

  Autore: Marta Amione
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
  Relatore: Annalisa Dameri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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illuminazione
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