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Il "Governo del Presidente": patologia o fisiologia del parlamentarismo italiano?

Il Governo Monti: il primo ''Governo del Presidente''. L'imprimatur di Napolitano tra la crisi economico-finanziaria e quella istituzionale

L'insoddisfazione delle istituzioni UE verso lo scarso attivismo del governo italiano si manifesta in una lettera del segretario del comitato ECOFIN Olli Rehn, contenete una richiesta di dettaglio e di garanzie sulla messa in atto di misure di risanamento economico e finanziario, ma il governo mostra evidenti segni di difficoltà nell'allestire un concreto apparato di riforme. Napolitano constata il degenerare dello stallo e si adopera su due fronti: nel primo instaura una serie di contatti telefonici ed informali con i vari leader europei nel cercare di rassicurare gli stessi sulla futura fattibilità delle riforme in Italia, mentre sul secondo instaura una serie di incontri con il Premier Berlusconi per stimolarlo a far approvare il Rendiconto Generale e le successive leggi di stabilità e bilancio (vengono incontrati anche i leader dell'opposizione Bersani, segretario PD, Casini della UDC, e Di Pietro della IDV). Secondo la stampa nazionale e la dottrina sono in atto in questo frangente una sorta di "pre consultazioni" o consultazioni "informali", poiché precederebbero la ormai palpabile crisi del governo. L'8 Novembre il Rendiconto viene approvato con i voti del gruppo del PDL e l'astensione di tutta l'opposizione ed alcuni dissidenti della destra alla Camera dei Deputati: è il segnale che il governo non possiede più i numeri all'interno del Parlamento per governare. La sera stessa Berlusconi presenta le sue dimissioni al Quirinale, che in un comunicato espone che saranno rese ufficiali a partire dall'approvazione della legge di stabilità. Il 9 Novembre viene nominato senatore a vita da Napolitano il Professor Mario Monti, Presidente dell'Università Bocconi di Milano, ex Commissario Europeo alla concorrenza e stimato economista a livello internazionale: il 12 Novembre approvata la legge di stabilità vengono ufficializzate le dimissioni di Berlusconi e conferito l'incarico a formare il governo a Monti: quasi vent'anni dopo Ciampi, un'altra personalità estranea al circuito politico risiederà a Palazzo Chigi. Napolitano "giustifica" la sua prassi con una lettera al quotidiano "Il Messaggero" del 14 Novembre 2011 in cui spiega che la necessità primaria era quella di evitare "un vuoto di governo" e di portare "a un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l'attuale emergenza finanziaria ed economica esige". Il giorno prima il presente articolo infatti le forze politiche parlamentari eccetto la Lega Nord avevano espresso appoggio parlamentare all'esecutivo Monti, che il 16 Novembre scioglie la riserva, presentando la lista dei ministri e viene nominato Presidente del Consiglio: tutti i membri sono di provenienza "tecnica" (accademici, membri della P.A. e specialisti di settore). Nasce il primo "Governo del Presidente" della storia repubblicana formato esclusivamente da personalità di provenienza tecnica. Il discorso d'insediamento alla Camera dei deputati presenta un inciso di notevole importanza: "il governo ha il compito di rinsaldare le azioni civili ed istituzionali, fondandole sul "senso dello Stato". Il carattere emergenziale ed eccezionale del Governo Monti sembra da questo inciso essere un mero strumento per tentare di raggiungere un obiettivo ben più ampio e di fondo: ricompattare l'assetto istituzionale e far ripartire il sistema politico-istituzionale. Sul programma dettagliato i compiti vengono così ripartiti: al governo vanno le riforme di stampo economico ed il lavoro in stretto concerto (visti anche gli obblighi determinati dal cd. "semestre europeo") con Bruxelles, mentre al Parlamento spetta il compito di percorrere la via delle riforme istituzionali, partendo dalla riforma della legge elettorale. La voce dell'opinione pubblica italiana comincia infatti a farsi esigente e pressante grazie al progressivo sviluppo del Movimento 5 Stelle, afferente all'ex comico Giuseppe Grillo e al blogger Gianroberto Casaleggio: un movimento che, secondo il suo leader Grillo, si dichiara "non politico" ma portavoce delle esigenze e dei continui malumori dei cittadini italiani, scontenti del sistema politico vigente e stretti nella morsa della crisi economica. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il "Governo del Presidente": patologia o fisiologia del parlamentarismo italiano?

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Marolda
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Morrone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

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Parole chiave

costituzione
presidente della repubblica
capo dello stato
parlamentarismo
prassi
forma di governo
crisi istituzionale
governo del presidente

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