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Le imprese multinazionali: i soggetti che dominano l'economia mondiale

I proprietari delle multinazionali

Chi sono i proprietari delle imprese multinazionali? E’ di certo difficile dare una risposta; molti di questi sono tra gli uomini più ricchi del pianeta, che da generazioni hanno ereditato ricchezze da poter investire o, magari, le hanno ricavate attraverso i profitti della propria multinazionale (a conferma di ciò, l’ultima classifica di Forbes – 2013 – sugli uomini più ricchi al mondo vede svariati proprietari e componenti dei direttivi delle multinazionali tra le prime posizioni). Spesso oltre a singoli individui le proprietà azionarie delle multinazionali appartengono ad altre società attraverso articolati meccanismi di collegamenti o di controllo e, tali interconnessioni sembrano portare alla creazione di strutture di controllo in grado di influenzare le decisioni economico-finanziarie nei mercati globali; proprio con l’obiettivo di indagare le relazioni proprietarie che intercorrono tra le multinazionali nel 2011 è stato pubblicato sulla rivista New Scientist uno studio del Politecnico ETH di Zurigo dal titolo “The network of global corporate control”.

Tale indagine è stata condotta da due studiosi italiani (Stefania Vitali e Stefano Battiston) e uno svizzero (James B. Glattfelder), i quali hanno scoperto interessanti correlazioni attraverso l’applicazione di modelli matematici a dati ricavati dal database di Orbis, società leader a livello mondiale nella gestione delle risorse per il marketing.

Gli studiosi in questione sono partiti dall’analisi di circa 30 milioni di entità, in 194 paesi, tra aziende e persone, arrivando a considerare ai fini del loro lavoro 43060 imprese multinazionali, o meglio, come definite dall’OCSE, TNC (Trasnational Corporations); tra queste imprese, 1318 costituiscono la base essenziale delle proprietà delle 43060 attraverso varie forme di controllo e di partecipazioni reciproche. Analizzando più a fondo le 1318 multinazionali, gli analisti in questione sono riusciti a scoprire che l’80% di queste appartiene ad un gruppo ancora più piccolo pari a 737 società; infine, risalendo al vertice di queste 737 TNC, si arriva ad un nucleo ancor più ridotto pari a 147 imprese che controllano direttamente o indirettamente il 40% delle proprietà di tutte le multinazionali al mondo.

Nella top 50 figurano principalmente banche e altri istituti finanziari che, a loro volta, possiedono importanti società appartenenti a tutti gli altri settori; in base alla nazionalità tra le prime 50 troviamo 24 compagnie americane, 8 inglesi, 5 francesi, 4 giapponesi, 3 cinesi, 2 tedesche, 2 olandesi, una italiana e una canadese; tale catalogazione sembra ampiamente giustificare la precisazione avanzata dalla dottoressa Vitali, uno degli autori dello studio, la quale afferma che “sebbene Stati Uniti e Gran Bretagna dichiarino la necessità di libero mercato, si finisce per avere un network di imprese perlopiù inglesi e americane strettamente interconnesse tra loro”.

In generale tali collegamenti tra grandi imprese in una prima fase possono essere utili a fini della stabilità dell’intero sistema economico ma, in una fase di crisi globale come quella attuale, tali correlazioni potrebbero risultare molto pericolose poiché, come avviene quando vi è un’ eccessiva concentrazione di potere, il fallimento di una compagnia del genere potrebbe provocare devastanti ripercussioni sull’economia mondiale; a tal proposito gli autori dello studio precisano che “si sa che le istituzioni costituiscono contratti finanziari, con diverse altre istituzioni. Questo permette loro di diversificare il rischio, ma, allo stesso tempo, li espone al contagio. In una situazione così interrelata, connotata da forti rapporti di proprietà, perciò il rischio di una contaminazione a catena è dietro l’angolo”.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le imprese multinazionali: i soggetti che dominano l'economia mondiale

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Caligiore
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Management e Governance (Direzione e Controllo Aziendale)
  Relatore: Ernesto Screpanti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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