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La questione dell'Anschluss nei rapporti italo-tedeschi 1934-38

Il primo tentativo di Anschluss e l'opposizione italiana

Il 1934 fu un anno caldo per la politica austriaca, un nuovo cambiamento si stava prospettando, lo spettro del nazismo si avvicinava con sempre più incombenza su Vienna, cercando di colpire dall'interno attraverso i gruppi facinorosi nazisti e dall'esterno con la pressione esercitata da Berlino. La politica mussoliniana, volta a contenere la spinta tedesca verso sud-est, era uno degli ostacoli da abbattere. Un incontro tra Mussolini e Hitler a questo punto era inevitabile: l'occasione si presentò per la prima volta nel giugno 1933. Hitler venne ricevuto da Mussolini a Stra nei pressi di Padova il 14 giugno 1934, poi a Venezia essendosi rivelato troppo scomodo il palazzo di Stra. Hitler, mal consigliato dal suo ambasciatore a Roma, era vestito in abiti civili e faceva una misera figura a fianco del Duce, agghindato con una magnifica uniforme. Mussolini aveva la pretesa di parlare in tedesco, pur pronunciandolo lentamente, unica lingua conosciuta da Hitler, non facendo mai ricorso ai servigi dell'interprete. Né da parte italiana né da parte tedesca ne fu tenuto il verbale dato l'intimità che caratterizzò l'incontro. Per ricostruire i contenuti delle conversazioni sono state quindi prese in esame "voci di corridoio", notizie trapelate dai collaboratori più stretti dei due leader. Il primo colloquio, di oltre due ore, fu dedicato pressoché completamente all'Austria e fu "molto movimentato". Hitler cercò di riversare tutte le responsabilità su Dollfuss, ma alla fine si mostrò disposto ad un accordo, che si concretizzò il giorno dopo attraverso cinque punti:1) nessun interesse tedesco per l'Anschluss, perché come problema non era acuto e non era realizzabile internazionalmente; 2) sostituzione di Dollfuss con un uomo non legato ad alcun partito; 3) nuove elezioni al più presto; 4) inclusione dei nazionalsocialisti nel governo uscito da tali elezioni; 5) stretta collaborazione italo-tedesca per tutte le questioni economiche austriache. Oltre a ciò Hitler chiedeva espressamente che Mussolini ritirasse la sua protezione sull'Austria. La reazione di Mussolini non sono riportate con certezza, ma i cinque punti, come vedremo, furono in linea di massima ignorati da entrambi, nei mesi a venire. Durante il secondo colloquio invece si parlò di disarmo, della Società delle Nazioni, della politica francese e sovietica, fino ad arrivare alla situazione interna tedesca in riferimento al nazionalsocialismo, ai rapporti antisemiti e alla Chiesa. Sembra che Hitler rimase fermo sulla questione del disarmo, mentre Mussolini affermò di non voler prendere più iniziative su questo argomento. Entrambi gli interlocutori riconobbero infine che "la questione austriaca non ostacolava e non avrebbe ostacolato l'andamento delle loro relazioni".

L'incontro fu solo il primo tentativo di conoscenza e studio dell'altro, il primo tentativo verso una direzione non ancora libera da ostacoli, anche difficili da superare, ma che sarebbe maturata in futuro. In quel momento infatti, per Mussolini accettare le richieste di Hitler sull'Austria avrebbe rappresentato l'intero fallimento della politica fascista relative all'area danubiana e in politica estera in generale, avrebbe significato l'immediata disgregazione di quel fragile castello di credibilità che il Duce aveva conquistato in duri anni di compromessi e accordi diplomatici. [...]

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La questione dell'Anschluss nei rapporti italo-tedeschi 1934-38

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Informazioni tesi

  Autore: Sofia Turchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Antonio Cardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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