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Il progetto F.A.R.O. (il Farmacista nell’Analisi dei Record Ospedalieri) per il monitoraggio della qualità dei percorsi terapeutici

Aspetti critici della terapia del dolore

In particolare, da valutazione delle note, emerge che la mancata rilevazione del dolore riguarda sia medico che infermiere. Questa appare carente specie in dimissione da parte del medico mentre è più frequentemente effettuata dall’infermiere in ingresso.

Va sottolineato che sulla cartella infermieristica vi è un apposito spazio dedicato alla valutazione del dolore tramite scala NRS (numerical rating scale).

Le schede di “valutazione completa del dolore” (di competenza del medico) e di “rilevazione del dolore” (di competenza dell’infermiere) non sono presenti in circa un caso su due. L’infermiere, presumibilmente per attitudine storica nel rilievo di parametri vitali, è più aderente alla compilazione della scheda supplementare. Tuttavia l’esistenza di due schede distinte, in parte sovrapponibili e comunque interdipendenti per una corretta valutazione complessiva del dolore, è probabilmente alla base di tale scarsa aderenza.
Altro aspetto critico è la rilevazione del dolore ogni 24 ore, specie per le degenze prolungate tale rilevazione tende a diventare saltuaria. A tale rilevazione è riservato uno spazio dedicato sulla cartella infermieristica, distinto da quello riservato alla valutazione del dolore in ingresso.

Presumibilmente l’unificazione in un'unica scheda delle informazioni inerenti la terapia del dolore potrebbe migliorare questo quadro.
Riguardo la scelta del farmaco per la terapia del dolore al momento non è ancora stata formalizzata una linea guida.
Tuttavia sono stati effettuati diversi interventi formativi per un uso corretto della terapia del dolore. Unitamente a tali interventi la Commissione Farmaco Terapeutica ha rivisto il Prontuario Terapeutico Ospedaliero al fine di rendere il più ampia possibile la scelta della terapia del dolore più adeguata. In particolare, negli ultimi 2 anni, sono stati introdotti diversi oppiacei per la terapia cronica del dolore nonché medicinali appositamente indicati per il breakthrough pain.

Nonostante tale ampia disponibilità si evidenzia una forte preferenza per l’uso di ketorolac iniettivo.

In particolare in circa il 15% dei pazienti il ketorolac viene utilizzato senza indicazione del livello di dolore quindi anche per il trattamento del dolore lieve, il che non è previsto dalle sue indicazioni terapeutiche.

Si evidenzia anche un ampio uso di ketorolac iniettivo nel corso dell’intervento chirurgico. Il ketorolac è controindicato durante gli interventi chirurgici perché aumenta il rischio di sanguinamento, a causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e del prolungamento del tempo di sanguinamento e pertanto nei casi di chirurgia maggiore può essere usato solo quale complemento ad un analgesico oppiaceo.

Il 20% dei pazienti ha utilizzato nel corso della sua degenza almeno un farmaco fuori indicazione terapeutica, nella stragrande maggioranza dei casi (19 su 27) ciò è dovuto proprio all’uso di ketorolac in pazienti che presentavano una chiara controindicazione.

Nonostante i profusi sforzi di applicazione della Legge 38/2010, da parte della Direzione Sanitaria e del Comitato Ospedale senza Dolore, al momento di analisi, la rilevazione del parametro vitale dolore nonché l’esecuzione di una terapia corretta dello stesso appare nel complesso molto carente.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il progetto F.A.R.O. (il Farmacista nell’Analisi dei Record Ospedalieri) per il monitoraggio della qualità dei percorsi terapeutici

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Pomarico
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Farmacia Ospedaliera
Anno: 2014
Docente/Relatore: Paola Minghetti
Istituito da: Università degli Studi di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

FAQ

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