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Patrimoni Culturali e Turismo: il caso dei Claustri di Altamura

Turismo educativo, storico e culturale

Riprendendo il discorso dai claustri in itinere, e dai relativi percorsi realizzati, l'attenzione, ora, si spinge verso l'idea turistica, che questi luoghi possono rivestire. La consapevolezza di narrare questo patrimonio culturale, attraverso l'invenzione di tre itinerari, legati dalla stessa tematica, ha ampliato, in qualche modo, la volontà di affrontare l'argomento turistico, correlato sia alla visione descrittiva dei claustri, sia, ancor di più, ad una questione tanto cara alla comunità e alla sua idea di sviluppo territoriale. L'invenzione itinerante dei claustri, quindi, può essere intesa come la maniera adatta a raccontare tale patrimonio e, soprattutto, a divenire lo strumento di informazione e conoscenza, di promozione agli occhi del visitatore, dello studioso, del turista, insomma, di chi è interessato ad esso. Per di più, l'itinerario, come mezzo di divulgazione, attraverso le sue peculiarità e la tematica, aiuta a comprendere la tipologia turistica a cui è rivolto tale strumento, facilitando anche la comprensione del rapporto sistemico domanda-offerta turistica. Proprio per tale ragione, i claustri, come patrimonio culturale, possono essere inseriti in una, o in più di una, specifica tipologia di turismo. E secondo le forme del turismo a interessi speciali, proposti da Alessandro Simonicca, per ciò che riguarda la motivazione turistica, il patrimonio culturale in questione, andrebbe inserito nella tipologia del turismo educativo, artistico e dei patrimoni culturali, storico e delle tradizioni culturali locali. Il turismo educativo, perché legato all'interesse per l'arte, l'architettura, il folklore, per la fruizione dei siti storici, per il fascino delle tradizioni culturali. Il tutto è scandito dalla volontà del turista o del visitatore, di scoprire, di conoscere e di crescere culturalmente. Si tratta, comunque, di una tipologia turistica molto vecchia, che si ricollega al Grand Tour del Settecento, quando i giovani figli delle famiglie aristocratiche ultimavano la propria formazione, visitando i luoghi della classicità occidentale, tante volte immaginati, soltanto sui libri di scuola. Il turismo artistico e dei patrimoni culturali, in quanto, si caratterizza per un movimento di persone, motivato da interessi essenzialmente culturali, come i viaggi di studio, manifestazioni artistiche, visite a siti e monumenti. Si tratta di un turismo che si alimenta della nostalgia per il passato, del desiderio di fare esperienze culturali strettamente legate al folklore, alle tradizioni e agli artefatti dell'antichità. Può essere considerato, un sotto settore del turismo più genericamente culturale, molte volte valutato come «industria che fiorisce sui giacimenti culturali», e che, ancor di più, dovrebbe essere ritenuto come un settore parallelo all'azione di conservazione, e promozione dei beni culturali e storici.
Il turismo storico e delle tradizione culturali locali, perché legato al desiderio di scoprire la storia, di rivivere il passato e la memoria di luoghi sconosciuti. È un turismo connesso all'etnostoria, alle arti e all'artigianato, alle celebrazioni culturali e ai costumi sociali. Tre forme di turismo diverse per definizione, ma molto simili nei contenuti e nella loro essenza. Interessi e motivazioni dei visitatori assieme ai beni culturali, agli elementi storici e ai luoghi d'interesse, divengono complementari, evidenziando le note similitudini, che ci sono tra le tre tipologie turistiche analizzate. Più in generale, queste tre forme di turismo, definiscono meglio le caratteristiche del viaggio, in questo caso, considerato come etico o alternativo. E, difatti, rappresentano parte della segmentazione del nuovo turismo globale, che ha avuto inizio dai primi anni novanta, e che mette in evidenza, un modo diverso di fare turismo, per molti versi anche tradizionale, ma essenzialmente interessato alla ricerca di autenticità, nel contatto con le realtà locali, con la loro storia e tradizioni; dedito ad arricchire le conoscenze e il bagaglio culturale del turista. Tutto ciò, introduce il discorso relativo ai claustri, visti in un'ottica turistica, come una componente rilevante per il territorio e la comunità, e come un importante attrattore nel sistema locale di offerta turistica.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Patrimoni Culturali e Turismo: il caso dei Claustri di Altamura

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Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Cannito
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi della Basilicata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze del Turismo e dei Patrimoni Culturali
  Relatore: Ferdinando Mirizzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

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