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Siria: il Potere e la Rivolta

La guerra e le forme di repressione: uso di armi chimiche contro la popolazione

Subito dopo l’inizio degli scontri, il Regime adottp delle misure di sicurezza per combattere la crisi.
All’inizio di giugno, le organizzazioni non governative presenti sul territorio, su richiesta dell’ONU, iniziarono a scrivere dei rapporti circa quello che stava succedendo nel Paese.
Mentre la situazione stava degenerando velocemente, sia i ribelli sia le forze del governo si affrontarono in violenti scontri, che portarono ad un enorme spargimento di sangue.

Tra le forme di repressione adottate durante la rivolta, quella più grave riguardò l’uso delle armi chimiche sulla popolazione civile.

Il problema fondamentale, dietro al loro utilizzo, fu l’identificazione di chi le avesse effettivamente usate, se il Regime o i ribelli.
Un’arma chimica o biologica utilizza di agenti nocivi, presenti in natura o alterati geneticamente, al fine di arrecare danno alle popolazioni o agli eserciti nemici.
Per assistere all’utilizzo su larga scala di questo tipo di armi, si dovette attendere fino alla Prima Guerra Mondiale. L’esercito tedesco, infatti, utilizzò dei gas tossici per decimare il fronte nemico.

I primi gas nervini vennero prodotti in Germania durante l’epoca nazista, in particolare nel decennio che va dal 1934 al 1944, in cui vennero sintetizzati il Tabun, il Sarin, il Soman ed il VR-55.
Al momento della caduta della Germania e della fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati vennero in possesso di numerose tonnellate di gas nervini, caricati in proiettili di artiglieria.
A causa della grande perdita di vite umane durante la Grande Guerra, la Convenzione di Ginevra del 1925 impegnava i Paesi membri della Lega delle Nazioni a non usare queste armi negli scontri, ma non ne vietava lo sviluppo, la produzione e lo stoccaggio. Solo nel 1993 queste armi vennero messe al bando con la Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi.

Durante la Guerra Fredda non furono utilizzati i gas tossici in Europa, ma gli americani furono accusati di stragi legate a questo tipo di armi durante la Guerra di Corea (1950 – 1953) e la Guerra in Vietnam (1960 – 1975).
L’opinione pubblica venne a conoscenza dell’esistenza di questo tipo di gas nel 1968, quando un branco di pecore nello stato americano dello Utah venne decimato a causa della perdita di 'as da un aereo, quindi l’utilizzo di queste armi
sembrò essere solo per scopo militare.

L’unico attentato terroristico in cui sia stato impiegato del Gas Nervino avvenne nella metropolitana di Tōkyō nel 1995. Infatti con molta probabilità, i componenti per la creazione di questo tipo di armi vennero reperiti abbastanza facilmente e permisero al gruppo della setta Aum Shinrikyo di creare il veleno per compiere l’attacco. Purtroppo però, nonostante le convenzioni siglate nel passato, queste armi vennero usate frequentemente nei conflitti e sovente ad essere colpita fu la popolazione civile, trovatasi coinvolta in un nuovo tipo di guerra, ovvero la Guerra Chimica.
La Guerra Chimica ebbe, da sempre, lo scopo di utilizzare armi strategiche e di distruzione di massa, per far proseguire le azioni belliche provocando disastri contro i nemici e la popolazione.

Queste armi vennero classificate in base ai vari aggressivi chimici presenti al loro interno e al tipo di effetto prodotto:
- ARMI IRRITANTI: leggermente tossiche e non letali
- VESCICANTI: sempre letali
- SOFFOCANTI: sempre letali
- VELENI SISTEMICI: sempre letali
- INABILITANTI PSICHICI: come LSD
- ISETTICIDI: non letali se a basso dosaggio
- ECCITANTI PSICHICI: letali se ad elevate dosi
- DEPRIMENTI PSICHICI: letali se ad elevate dosi Il primo impiego di armi chimiche documentato in Siria risale al 21 agosto del 2013 in un sobborgo della capitale siriana, Damasco.

Nel caso siriano venne usato del Gas Nervini di tipo Sarin, ovvero un organo fosforico sintetizzato in Germania nel 1937 come pesticida.
I Gas Nervini possono essere di tipo singolo, ovvero con un solo agente tossico, oppure di tipo binario, ovvero con una miscela di due o più gas che mischiati contemporaneamente creano componenti letali.
In uso bellico, questi gas vengono normalmente caricati in bombe da aeroplani, missili e granate, oppure irrorati da mezzi aerei.
I proiettili di artiglieria e le bombe, nelle guerre che attualmente stanno sconvolgendo il nostro mondo, sono caricate con neurogas di tipo binario. Al loro interno, la miscela tossica si crea solo al momento dell’esplosione perché, inizialmente, i singoli componenti gassosi sono inattivi.

Al momento del lancio i gas sono separati da un divisorio a cui è collegato dell’esplosivo convenzionale, ovvero del T.N.T., e una spoletta. Con la detonazione e quindi la miscela dei due componenti si viene quindi a creare un mix letale la cui inalazione porta alla morte di chi è nelle vicinanze.
Il Gas Sarin, in particolare, è un di produzione statunitense e la sua tossicità è stata studiata su cavie da laboratorio per cui la percentuale di dose letale è stata del 50% . Il Sarin è un liquido incolore ed inodore, molto volatile e resistente al calore.
L’organizzazione Human Rights Watch, nel caso siriano, dichiarò che era stato fatto uso di gas nervino sarin nel quartiere di Ghouta, che provocò oltre un migliaio di morti e di intossicati. In breve tempo in rete circolarono foto e video delle aree colpite, in particolare dei cadaveri di bambini uccisi a causa delle inalazioni di gas.

I siti colpiti dai razzi furono probabilmente tra i sette e i dodici, quindi, questo fece immediatamente presumere che si trattasse di un attacco ben coordinato, studiato ed eseguito con precisione.
Secondo i dati forniti dall’organizzazione Human Rights Watch e dagli Ispettori ONU presenti in Siria in quel periodo, i missili sarebbero partiti da una base situata nel nord del paese e quindi da un’area controllata dalle forze ribelli e non dal Regime, come invece sostenuto dagli Stati Uniti, che accusarono fin da subito il Governo di Asad come diretto responsabile dell’accaduto.
Tuttavia, alcuni rapporti dei servizi segreti americani, francesi, britannici e turchi infatti, indicherebbero proprio il Regime come mandante della strage.

Secondo diversi studi, tra cui quello del giornalista e premio Pulitzer Seymour Hersh, i ribelli avrebbero potuto produrre il gas nervino in base a tre elementi:
- I tentativi da parte di Al-Qā’ida di impossessarsi di alcune armi chimiche presenti sul territorio;
- La scarsa qualità del gas utilizzato;
- E il fatto che l’utilizzo di gas da parte di gruppi terroristici non fosse un fatto nuovo, ma era avvenuto già nel 1995 a Tōkyō.

Ciò nonostante, altre tesi sostennero che la produzione e l’utilizzo del gas nervino non sarebbero così semplici e quindi sarebbe stato impossibile per dei ribelli compiere un attacco di così gravi proporzioni.
Al termine dell’ispezione in Siria, il capofila della squadra ONU, Ake Sellstrom, scrisse in una nota riguardo la certezza dell’uso dei gas, ritenendo, tra l’altro, l’utilizzo su larga scala contro la popolazione civile.
Nonostante l’immediata diffusione della notizia, accompagnata subito da accuse contro il Regime, il Presidente Asad non negò mai il possesso di tali armi, ma reclamò fin dall’inizio l’estraneità del suo esercito, aiutato anche dall’appoggio incondizionato del governo di Mosca.

Oltre alla proclamazione d’innocenza del governo dietro questo attacco, il Presidente siriano, in un’intervista, invitò il governo americano a farsi carico dello smaltimento dell’arsenale chimico.
arack Obama, che inizialmente avrebbe voluto un’azione diretta in Siria con l’appoggio di &rancia e Gran Bretagna che successivamente cambiarono atteggiamento dati i responsi negativi dei loro stessi cittadini circa un’azione bellica, decise, anche a causa dell’incertezza su chi abbia compiuto effettivamente la strage, di iniziare l’operazione di trasporto delle armi con l’aiuto della Russia, che avrebbe supervisionato le operazioni.
Il disarmo degli armamenti chimici siriani, deciso durante una conferenza dagli Stati Uniti in accordo con Mosca e iniziato nel 2013, sta continuando tutt’oggi con molti ritardi, e resta confermato il ruolo dell’Italia nell’operazione come nazione di transito delle armi con l’utilizzo del porto di Gioia Tauro per il trasbordo dei container contenenti gli armamenti.
Il 20 marzo 2014, la missione congiunta ONU-OIPAC ha annunciato che oltre la metà degli armamenti siriani sono stati smobilitati.
E’ stato reso noto che la Siria, all’inizio di marzo, aveva i componenti piv pericolosi e quelli meno pericolosi, imbarcati su due navi mercantili destinate negli Stati Uniti. Nonostante i passi avanti compiuti, vengono ancora riscontrati dei ritardi nel completamento delle operazioni di disarmo.
Il Regime ha comunicato, infatti, che il termine ultimo per poter far uscire tutte le armi dal proprio territorio sarebbe stato il 27 aprile 2014, ma a causa dei combattimenti in corso le operazioni di raccolta e afflusso sono andate a rilento, anche se, recentemente, l’esercito di Damasco ha conseguito numerosi risultati che hanno consentito il miglioramento della sicurezza della Siria Occidentale.
È probabile, però, che Damasco stia tentando di prendere tempo sulla consegna delle armi per essere di un eventuale aiuto alla Russia circa la situazione ucraina.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Siria: il Potere e la Rivolta

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Informazioni tesi

  Autore: Rossana Carne
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Marco Di Giovanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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