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Presenza del lupo (Canis lupus) nel settore Marchigiano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e aree contigue

Ululato indotto (wolf howling)

Il wolf howling è una delle tecniche più efficaci nel censire i nuclei familiari e si basa sulla naturale tendenza del lupo ad ululare. Consiste nell’emissione di ululati preregistrati tramite strumentazione oppure a voce, inducendo così risposte vocali da parte dei lupi. La tecnica è utilizzata al fine di determinare la presenza/assenza, di stimare il numero minimo di individui e di accertare l’avvenuta riproduzione attraverso la risposta dei cuccioli (Harrington & Mech, 1982a). La tendenza del lupo a rispondere agli ululati indotti non é costante durante l’arco dell’anno ed é funzione del ciclo biologico e del ruolo comunicativo (comunicazione intra-e inter-branco) (Harrington & Mech, 1979; Gazzola et al., 2002; Nowak et al., 2007). Il periodo migliore per applicare la tecnica ê rappresentato dall’estate, in particolare tra luglio e ottobre, quando il branco frequenta le aree di svezzamento cuccioli (rendez-vous site) (Giacchini et al., 2012).

Questo è il momento in cui è possibile accertarsi dell’avvenuta riproduzione della specie e localizzare le aree di riproduzione (Genovesi, 2002). Boscagli (1982), invece, ha suggerito di limitare l’uso del wolf howling ai mesi di maggiore disponibilità di risposta, che vanno da ottobre a fine febbraio, per non disturbare inutilmente la specie (Cellina, 2001). Zimen (1981) descrive, in un lavoro svolto dieci anni prima, la frequenza degli ululati corali di un branco in cattività nell’arco di un anno; i risultati confermavano che il picco massimo si ha in inverno e il minimo in primavera-estate (Boscagli, 1985). Le ore notturne sono le più favorevoli in quanto è stata osservata una maggiore tendenza da parte dei lupi a rispondere alle stimolazioni (Rutter & Pimlott, 1968; Harrington & Mech, 1978a; 1979); inoltre sono minimi i rumori provenienti dall’ambiente circostante, soprattutto quelli legati alle attività umane (Boscagli, 1985).

Il lupo può ululare anche di giorno ma è molto più probabile riuscire ad ascoltarlo nelle ore crepuscolari o notturne (Esposito, 2007). L’ululato può essere ascoltato anche a distanza di diversi chilometri (Genovesi, 2002). Un ululato individuale può durare da 0,6 a 8,2 secondi e una sessione di ululati da meno di 10 secondi ad alcuni minuti per un individuo isolato (Harrington & Mech, 1978b). Usando solo il wolf howling è quasi impossibile contare gli individui con precisione, perché gli ululati dei lupi giovani e degli adulti subordinati consistono in modulazioni rapide di frequenza che aumentano la complessità del coro e rendono l’individualizzazione dei soggetti impossibile, anche usando sonogrammi di registrazioni d’alta qualità (Harrington, 1975).

Invece, secondo Filibeck, Nicoli, Rossi e Boscagli (1982) l’analizzatore di frequenza ê uno strumento che consente di scomporre gli ululati in coro registrati, al fine di determinare la fondamentale e le armoniche specifiche di ogni animale che compone il coro, per il conteggio dei lupi che costituiscono il branco (Adriani, 1999). La condizione sociale influenza il tasso di risposta; un individuo separato dal proprio nucleo tende ad ululare in misura molto maggiore rispetto a quando si trova in compagnia (Fentress, 1967; Theberge & Falls, 1967; Rutter & Pimlott, 1968), questo è probabilmente da porsi in relazione con l’esigenza di riunirsi al gruppo (Boscagli, 1985). Invece gli individui solitari tendono in minor misura a manifestare la propria presenza con la vocalizzazione, così da evitare problemi di tipo sociale-territoriale (Boscagli, 1985). In uno studio condotto da Boscagli (1982) in Italia con la tecnica del wolf howling, egli constatò che i lupi isolati non sempre rispondevano, almeno alla prima stimolazione (Boscagli, 1985).

Secondo Mech (1989) il branco di lupi ulula: « [...]
1) quando è disturbato, ma non abbastanza da fuggire;
2) quando i lupi si risvegliano;
3) dopo intense attività di gioco o interazioni sociali;
4) quando i membri sono separati.
L’unico denominatore comune ê una qualche forma di tensione ». « L’ululato ê un’affermazione di “presenza-possesso” sul territorio » afferma Boscagli (1985).

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Presenza del lupo (Canis lupus) nel settore Marchigiano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e aree contigue

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tomei
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze forestali (SFN)
  Corso: Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo
  Relatore: Andrea Amici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

lupo
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settore marchigiano
parco gran sasso e monti della laga
danni alla zootecnia
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wolf howling
genetica non-invasiva

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