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La pianificazione generale nel modello polifasico

Il procedimento polifasico

Esaminato l’aspetto principale del sistema pugliese rappresentato dal tentativo di circoscrivere i poteri degli Enti d’area vasta nella formazione del PUG valorizzando invece il ruolo del Comune, bisogna ora focalizzare l’attenzione sui singoli istituti che il legislatore ha introdotto perché strumentali alla realizzazione di un modello polifasico a cui era ispirato.

Gli aspetti del DPP, delle osservazioni e dell’istituto di accelerazione e semplificazione (silenzio-assenso) rappresentano il corollario del disegno legislativo. Anzi, pure l’Amministrazione Regionale ha usato il DRAG relativo agli “indirizzi per i PUG” per dirigere il sistema verso la cooperazione istituzionale, estendendo il bacino dei portatori di interesse che un PUG coinvolge e allargando il coinvolgimento civico, sia quando ha individuato momenti di confronto civico preliminari alla redazione del piano, sia quando ha descritto il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica.

Non solo questo, una “Dichiarazione di intenti” tra Regione e Province contenuta nel “Documento dell’Assessorato all’Assetto del Territorio della Regione Puglia” con oggetto il “decentramento e la semplificazione in materia di pianificazione territoriale e urbanistica”, approvata dalla Giunta regionale nel luglio 2005, presentata e approvata dalle Province, aveva addirittura stabilito che il potere di verifica della conformità dei piani comunali al DRAG sarebbe spettato alle Province una volta approvati i rispettivi PTCP. Per di più, l’impegno della Regione era nel senso di coinvolgere medio tempore anche gli Uffici di Piano provinciali nella verifica di compatibilità dei piani comunali in attesa delle approvazioni dei PTCP e che tale sistema di decentramento entrasse a regime. L’intento della Regione era ricevere supporto collaborativo per la redazione del DRAG e rafforzare le Province decentrando loro la verifica della compatibilità col DRAG stesso (una volta approvato).

Se si considera che tale Documento è stato disposto dopo 4 mesi dopo l’insediamento della allora neo-eletta Giunta regionale (appartenente ad un orientamento politico diverso rispetto a quella precedente) si può pensare che vi fossero spinte per alleggerire il peso regionale rispetto a quello riservato dalla legge.

Nei paragrafi che seguono si prenderanno in considerazione i singoli istituti risultanti dal disposto della legge pugliese integrata con quanto risultante dal DRAG sugli “indirizzi” per il PUG. Verranno descritti gli istituti introdotti dal legislatore nella direzione della creazione di un modello polifasico (DPP, partecipazione civica, silenzio-assenso) e successivamente verrà preso in considerazione l’istituto della VAS, non previsto dal legislatore, ma introdotto con normativa nazionale e disciplinato, per la formazione dei PUG, con il DRAG, pur non avendo una precisa collocazione temporale nel procedimento, ma abbraccialo nell’intero.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La pianificazione generale nel modello polifasico

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Petrachi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università del Salento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pier Luigi Portaluri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

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Parole chiave

piano regolatore generale
atto complesso
pianificazione urbanistica generale
1150/42
modello polifasico
l.r. puglia 20/01
piano urbanistico generale

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