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Videogiochi violenti e aggressività: influenza su comportamenti, atteggiamenti e giudizio morale nei minori.

Tipologie di videogiochi violenti

Grazie alla diffusione e al successivo grande successo ottenuto da parte dei videogiochi violenti in tutto il mondo, gli sviluppatori di videogiochi hanno voluto crearne differenti tipologie sempre più elaborate e con diverse categorie di protagonisti, scopi, strumenti, ricompense ecc.
Per questo motivo alcuni autori (Salvatore, Quarta & Ruggieri, 2010; Gabbiadini, 2013) hanno individuato alcune tipologie di videogiochi violenti riassumibili in 3 principali categorie:

1) Videogiochi in cui la scelta morale rappresenta un aspetto fondamentale nella storia del videogioco e negli obbiettivi dello stesso
2) Videogiochi illeciti
3) Videogiochi legittimati

Nella prima tipologia, il giocatore si trova di fronte a numerose scelte di condotta, le migliori delle quali corrispondono, spesso, a comportamenti e ad atti immorali (furto, spaccio, violenza, stermini, sparatorie ecc.) che lo premiano e che gli permettono di perseguire il proprio obbiettivo, al contrario la scelta di comportamenti considerati più morali (come per esempio il rifiutarsi di uccidere un altro personaggio o il non voler commettere un furto) vengono contrastati, non permettendo il proseguire del gioco (Gabbiadini, 2013).
Le teorie dell’etica utilitaristica (MCCormick, 2001), che considerano immorale tutto ciò che provoca danni a se stessi e agli altri, ritengono che giocare a videogiochi che richiedono l’utilizzo della violenza, seppur virtuale possa aumentare la probabilità di condotte immorali nella realtà (MCCormick) e portare ad una modifica del giudizio morale del giocatore.

Nella seconda tipologia di videogiochi (videogioco illecito) è richiesta al giocatore l’esecuzione di comportamenti aggressivi per poter raggiungere lo scopo del gioco stesso. Di conseguenza gli scopi di questa tipologia di videogiochi risultano socialmente censurabili, ovvero richiedono l’utilizzo di violenza e di azioni immorali (quindi “fuori legge”) per poter procedere nel gioco portando al rifiuto della norma sociale e della legge. A differenza della precedente tipologia, nella terza (videogioco legittimato) il giocatore agisce in ragione di scopi legittimati come, per esempio, la cattura di criminali, la difesa di innocenti e l’autodifesa; quindi rispetto alla categoria precedente si aderisce alla normale sociale nonostante il raggiungimento degli obbiettivi richieda comunque l’utilizzo della violenza che, in un certo senso, viene giustificata da una buona causa (Salvatore, Quarta & Ruggieri, 2010).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Videogiochi violenti e aggressività: influenza su comportamenti, atteggiamenti e giudizio morale nei minori.

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Bertelli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Maria Luisa Gennari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

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Parole chiave

psicologia
aggressività
influenza mediatica
videogiochi violenti

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