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La provincia di Macerata, tra disagio sociale e sicurezza - Uno studio statistico del territorio: dalla pianificazione all'analisi dei dati

Il disagio sociale

Accostando alla parola "disagio" l'attributo sociale ci si insinua in uno dei temi più fecondi della letteratura scientifica, in quanto molti autori e ricercatori, sia in passato che ai nostri giorni, si sono occupati di questo problema e dei suoi diversi aspetti. Il disagio sociale è un grande contenitore al cui interno troviamo settori specifici, come il disagio giovanile oppure il disagio culturale che vivono gli immigrati. In questi casi il disagio è appunto percepito da un gruppo di soggetti che possono essere raggruppati in base a caratteristiche comuni, quali l'età, la posizione economica o la provenienza, etc.
Spesso i ricercatori e gli scienziati sociali hanno definito di volta in volta i settori di studio: l'ambito scolastico, quello dei malati (sia quelli che soffrono di patologie psichiatriche sia di quelli affetti da malattie terminali o congenite), il settore del disagio delle famiglie povere oppure dei senzatetto. È difficile poter circoscrivere un ambito così vasto e che contiene problematiche così tanto diverse tra loro.
Si è creduto opportuno concentrare la seguente ricerca, sia in termini teorici che in termini empirici, solo su alcune sfere del disagio senza attribuzione di importanza, poiché non esiste un problema sociale che sia più rilevante rispetto ad un altro in assoluto. Bisogna considerare lo spazio ed il tempo in cui una ricerca viene effettuata, poiché sarebbe assurdo e quanto improbabile verificare la validità di una teoria creata sul disagio dei giovani che vivono negli slum statunitensi per poi applicarla su un campione di giovani che vive nella Provincia di Macerata.
Soprattutto al fine della ricerca, cioè l'individuazione di una relazione tra due tematiche così delicate come il disagio sociale e la sicurezza, si è ritenuto importante analizzare il problema rispetto a questi ambiti:

• Disagio ambientale;
• Disagio economico;
• Disagio nell'uso dei servizi;
• Disagio familiare e giovanile;

Per disagio ambientale s'intende le condizioni "fisiche" del territorio, quindi tutto ciò che riguarda la presenza ed il tasso di inquinamento, l'esistenza o meno di zone verdi, la legislazione in materia di tutela ambientale. L'ambiente non può essere escluso dalla tematica del disagio, in quanto, è a stretto contatto con il soggetto. Una comunità basa la sua percezione di qualità vita anche secondo ciò che lo circonda, l'uomo è comunque un animale inserito in un ecosistema. Spesso i problemi della natura non vengono considerata allo stesso livello di quelli socio-economici, anche se le due questioni sono strettamente collegate.
Il disagio economico è forse la problematica più ampia di tutta la ricerca. Come già sottolineato, siamo in un periodo di crisi economica che ha prodotto i suoi effetti anche nella Provincia di Macerata, che in precedenza era considerata un piccolo paradiso rispetto all'andamento produttivo del resto dell'Italia. L'economia maceratese è trainata dal settore manifatturiero: vi sono dei poli industriali che fino a qualche anno fa reclutavano forza lavoro dai paesi limitrofi.
In questo periodo di forte globalizzazione gli industriali marchigiani hanno dovuto far fronte alla concorrenza delle economie emergenti dei Paesi in via di sviluppo che immettono nel mercato prodotti ad un prezzo inferiore dato il basso costo della mano d'opera. Se questo problema può essere marginato grazie alla qualità del bene venduto ce ne sono altri due che creano grosse difficoltà. Il primo è strettamente legato al prodotto di qualità che ha un prezzo più elevato e quindi è indirizzato ad una fetta di mercato che si sta riducendo progressivamente. Poiché, al di là dei consumatori che hanno una capacità economica rimasta invariata nonostante la crisi e che per lo più sono residenti all'estero ( ad esempio i russi), vi sono sempre meno persone in Italia e in questa provincia in grado di comprare un bene di tale valore. Molte aziende inoltre, secondo problema, hanno deciso di delocalizzare fasi produttive all'estero abbassando così i costi di produzione ma creando allo stesso tempo disoccupazione all'interno dell'area.
Si dovrà valutare come riuscire a misurare la portata del fenomeno sia livello aziendale, quindi valutare la produzione e la vendita delle imprese, sia a livello di lavoratori i quali sempre più spesso hanno dovuto far fronte a cassa integrazione, flessibilità e contratti a tempo determinato. Tutto questo naturalmente incide moltissimo sulla qualità della vita e sulla presenza di disagio sociale soprattutto per una "popolazione" conosciuta con lo stereotipo del "vivere per lavorare".
Associato alla scarsità della domanda di lavoro offerte nel mercato vi è inoltre un'altra questione da dover affrontare che riguarda il lato dell'offerta di lavoro. Essa non è composta solo dai lavoratori italiani ma, soprattutto nella zona del maceratese, si è aggiunta una quota cospicua di immigrati. Nell'impostazione delle sociologie strutturaliste, che si occupano di immigrazione, gli autori ricorrono al concetto di "esercito industriale di riserva" e lo associano ai lavoratori immigrati che formano una massa di lavoratori deboli, facilmente sfruttabili, la cui presenza tiene a freno le rivendicazioni e rintuzza le conquiste della classe operaia nazionale. In particolare è interessante la teoria di Castles e Miller denominata "Segmentazione del mercato del lavoro". I due autori dividono gli immigrati in due categorie di lavoratori; la prima è una nicchia che proviene dai paesi sviluppati e occupa settori qualificati e con alti salari. Il secondo segmento, molto più ampio va a coprire tutti quei lavori a basso salario, che richiedono una bassa qualificazione e sono spesso flessibili, cioè a costante ricaduta nella disoccupazione. Questi due segmenti non comunicano tra loro e di conseguenza porta alla formazione di minoranze etniche escluse e marginalizzate, quindi, non solo ricadono tra gli esclusi della società ma vengono anche visti come la causa dei problemi.
Il disagio nell'uso dei servizi è collegato all'efficienza di tutte quelle prestazioni offerte dallo Stato ai propri cittadini, quali i servizi socio-sanitari o educativi. Misurare la capacità e il funzionamento permette di indagare sulla qualità degli agi presenti all'interno di una comunità i cui bisogni vengono più o meno soddisfatti. Nella vita di tutti i giorni i cittadini entrano continuamente in contatto con questi enti che erogano servizi poiché fondamentali per la vita sia del singolo che della collettività.
L'ultimo ambito che riguarda il disagio è quello attinente alla sfera familiare con una specifica attenzione verso i giovani. La famiglia è principalmente considerata la prima agenzia educativa in cui viene inserito l'individuo. Tradizionalmente ha svolto le funzioni di base, cioè quella generativa, educativa, di cura , sessuale, economica,etc. ma tutte queste funzioni hanno oggi diverse concezioni perché i cambiamenti avvenuti dopo gli anni del boom economico ne hanno ridisegnato la formazione (la famiglia non è più formata da padre, madre e figli) e nei doveri. Secondo gli studi dei sociologi funzionalisti la famiglia è il nucleo di riferimento delle società consumiste, tendendo in piedi il sistema economico della società di massa. Nella formazione del nucleo familiare si sono diffuse nuove tipologie, l'Istat le ha così suddivise:

• Persone sole;
• Miscellanee, cioè genitori con figli non celibi o nubili (es: figlio divorziato con madre vedova), oppure insieme di parenti, parenti ed altri o non parenti;
• Coppia senza figli coniugata;
• Coppia senza figli non coniugata;
• Coppia con figli coniugata;
• Coppia con figli non coniugata;
• Monogenitore maschio;
• Monogenitore femmina;
• Monogenitore maschio vedovo;
• Monogenitore femmina vedova;
• Famiglie con due o più nuclei.

Le esigenze e di controparte i disagi cui devono far fronte i diversi aggregati sono completamente differenti, un anziano che vive solo avrà maggiori difficoltà da affrontare nella quotidianità rispetto ad una coppia coniugata con figli, quest'ultima ne avrà altrettanti differenti da una coppia senza figli non coniugata. Non solo i cambiamenti strutturali interni influiscono sul disagio familiare, la nostra epoca è caratterizzata dalla crisi del welfare state creando delle mancanze, dei buchi che prima erano coperti dall'assistenza statale. L'Italia appartiene al modello di welfare mediterraneo in cui gli assegni familiari sono bassi per mogli, figli e altri parenti a carico e in cui i servizi di cura, sia per l'infanzia sia per gli anziani, hanno avuto un basso sviluppo. Per ovviare a queste carenze si sono sviluppati, da un lato, un settore di servizi privati che però non sono alla portata di tutti, dall'altro lato è maturata e si è rafforzata la rete parentale a sostegno soprattutto dei nuclei appena formati. […]

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Santoni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Cooperazione e Sviluppo nell'area Euromediterranea
  Relatore: Cristina  Davino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

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