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1984 alla luce di Michel Foucault

La regole delle ubicazioni funzionali

Tale regola secondo il filosofo tende a codificare lo spazio nelle istituzioni disciplinari. I luoghi che prima venivano lasciati disponibili per più usi vengono ora ritagliati ed assegnati ad una sola funzione, permettendo inoltre la creazione di nuovi spazi. Il primo esempio portato a testimonianza di ciò è rappresentato dai porti marittimi: luoghi in cui la grande circolazione di persone creava confusione, portava malattie e agevolava attività illecite come il contrabbando. Proprio per questo motivo lo spazio si articola e si suddivide, nel porto si crea l’ospedale marittimo che deve assicurare una presa sugli individui: deve controllarli, filtrarli, annotarne gli spostamenti e registrare tutti i dati utili. Ed oltre ai controlli medici sugli individui vi sono quelli fiscali sulle merci, quelli militari sui disertori: tutte ulteriori suddivisioni funzionali dello spazio per venire incontro alle necessità di controllo.

Questo processo si rileva anche nelle officine anche se: “il principio della suddivisione individualizzante si complica. Si tratta di distribuire gli individui in uno spazio dove si possa isolarli e reperirli, ma anche di articolare questa distribuzione su un apparato di produzione che ha esigenze proprie” (Foucault, 2011: 157). Nelle manifatture infatti si dividono gli spazi prima in base alle differenti attività e poi in essi si articolano gli individui in modo tale di poterli osservare tutti con estrema facilità, sino a formare una griglia permanente che dissolva ogni confusione. Con essa il lavoro si articola in due direzioni: secondo le sue fasi e i suoi stadi, ma anche secondo gli individui che lo compiono e tutte e due le variabili possono essere agevolmente sorvegliate. Foucault evidenzia quindi come, con la nascita dell’industria, complementare al processo di divisione della produzione, si sviluppò la scomposizione individualizzante della forza di lavoro.

Orwell non descrive gli ospedali, anzi non si sa neanche se esistano, ma la regola delle ubicazioni funzionali è certamente il principio che struttura gli spazi in Oceania. I membri del Partito trascorrono le giornate lavorative in uno dei quattro edifici, ognuno relativo ad uno dei Ministeri, in cui è suddivisa l’organizzazione governativa. Ossia il Ministero della Verità che si occupa della stampa, dei divertimenti, delle scuole e delle arti; il Ministero della Pace, che si occupava della guerra; il Ministero dell’Amore che manteneva l’ordine e faceva rispettare la legge; infine il Ministero dell’Abbondanza che era responsabile dei problemi economici. Quando non lavorano i membri del Partito abitano in palazzi suddivisi in stanze e denominati «Appartamenti della Vittoria».

L’unico spazio della città non diviso e regolato fin nelle più piccole parti è quello destinato ai prolet, che però sono lasciati volutamente in uno stato di confusione poiché non rappresentano nessuna minaccia tangibile per il resto della società. Leggendo questo passaggio si rileva subito quanto lo spazio, prima diviso, venga ricomposto ed articolato per gli scopi produttivi: “E tutta la sala, coi suoi cinquanta impiegati, non era che una sottosezione, appena una cellula, nella complessa immensità dell’Archivio. Sotto, sopra, dietro e davanti c’erano altri alveari di impiegati occupati in una inimmaginabile quantità di lavori. C’erano gli enormi magazzini per la stampa, coi loro redattori, i tipografi e gli studi provvisti dell’adeguato equipaggiamento per la falsificazione delle fotografie” (Orwell, 1984: 44).

Questo brano è tratto dalla tesi:

1984 alla luce di Michel Foucault

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Informazioni tesi

  Autore: Marzio Egeo Silvio Balzarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Enzo Colombo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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Parole chiave

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1984
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george orwell
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