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Nascita e sviluppo della Anglo-Persian Oil Company

La nascita dell’APOC

Il 14 aprile 1909 la Burmah dette alla luce la Anglo Persian Oil Company, in forma di società sussidiaria. Il 19 aprile 1909 la filiale di Glasgow della Bank of Scotland fu presa d'assalto da febbrili investitori: una scena del genere non si era mai vista. Questo giorno passerà alla Storia come il giorno dell' “oil on the brain”: fu il primo giorno atto agli investimenti pubblici nelle azioni della novella Anglo-Persian Oil Company. Per alcuni mesi, fu chiaro che un ingente quantità di petrolio era a disposizione in Persia, e tutti i soggetti coinvolti erano d'accordo nel concepire una nuova struttura societaria per amministrare la concessione, divenuta estremamente importante, e ricca. L'Admiralty prese la decisione di "rendere pubblico" il suo appoggio all'attività della Burmah in Persia; il presidente della compagnia accettò piacevolmente l'acquisizione di "un nuovo buon cliente”.

Nonostante le rimostranze mostrate dalla Signora D'Arcy, fu la Burmah ad acquisire la maggioranza delle azioni, mentre D'Arcy fu compensato, per il suo esborso, con azioni del valore di mercato di £895,000 (£30 milioni al tempo, o 55 milioni di dollari oggi) e con la carica di direttore generale dell'APOC, che si prolungò fino al 1917, anno della sua morte. L'APOC emerse velocemente come importante compagnia petrolifera, e, alla fine del 1910, aveva già 2,500 impiegati. L'organizzazione delle operazioni in Persia rimase complicata, mentre Wilson divenne il consigliere locale della società, facendo da mediatore tra gli inglesi e i persiani. I lavori di costruzione aumentarono considerevolmente, e un gasdotto di 138 miglia (circa 220 km), che avrebbe dovuto attraversare due catene collinari ed una pianura desertica, fu costruito in appena un anno e mezzo, impiegando più di 6,000 muli da lavoro. Il sito scelto per la costruzione della raffineria fu Abadan, nello Shatt-al-Arab, in una zona dove convergevano le foci dei fiumi Tigri, Eufrate e Karun; i lavoratori erano per la maggior parte indiani, provenienti dalla raffineria di proprietà della Burmah, a Rangoon.

Nel mese di ottobre 1912, l'APOC compì un significante passo avanti, assicurandosi l'accordo con l'Asiatic, il braccio commerciale della Royal Dutch/Shell. Al di là dell'estensione nei mercati locali, l'APOC avrebbe venduto il grezzo e tutta la sua benzina attraverso l'Asiatic, mentre si sarebbe riservata ogni diritto sull'olio combustibile, sul quale si preparava a basare la propria strategia futura; in questo momento infatti l'APOC non era in grado di contrastare direttamente i colossi petroliferi mondiali, come la Shell o la Standard. La Shell, da parte sua, volle contenere ogni nuova minaccia, e, come affermò Robert Waley Cohen, in un documento destinato a l'Aia, "la situazione di queste persone, apparentemente in ascesa, sembra una potenziale minaccia economica in Oriente". Ma i problemi finanziari della venture persiana non finirono, e, alla fine del 1912, la compagnia esaurì i suoi capitali d'investimento; senza capitali freschi c'era il rischio che l'APOC fosse inglobata dalla Royal Dutch/Shell. John Cargill, presidente della Burmah, risultò essere stanco dei continui "pasticci in territorio persiano", ed affermò schiettamente come gli esiti negativi della venture stessero influenzando in negativo tutto il suo business, il suo giro di affari, concorrendo nell'alimentare una progressiva sfiducia degli azionisti verso il suo operato: "ma il mio nome e la reputazione delle mie imprese sono troppo strettamente associati con l'APOC per non ammettere la terribile ansia e preoccupazione sullo stato attuale delle cose".

Le preoccupazioni di Cargill rifletterono una nuova crisi finanziaria, e le sue parole furono chiare circa l'intervento futuro della Burmah: non avrebbe più investito nulla nella venture, e, se non si fosse immediatamente trovato un nuovo investitore, la novella compagnia avrebbe di certo già esaurito i propri fondi, e sarebbe istantaneamente collassata, chiudendo i battenti. Pochi anni prima fu la Burmah a salvare la venture; oggi doveva esser trovato un nuovo investitore.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Nascita e sviluppo della Anglo-Persian Oil Company

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Informazioni tesi

  Autore: Nicolò Cacciamano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Alessandro Polsi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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