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Una moneta complementare per lo sviluppo locale

Aspetti organizzativi per l’introduzione di una moneta locale

Perché una moneta venga considerata tale è necessario che vengano soddisfatti determinati requisiti. I tre aspetti fondamentali risultano essere il riconoscimento e l’accettazione da parte della comunità, un utilizzo che consiste nella cessione di essa (esclusivamente come mezzo di scambio) ed infine la scomparsa di questa una volta effettuate le transazioni (non si effettuano riserve di valore). Introdurre una moneta locale che soddisfi le necessità di un’ipotetica area di studio implica certamente un’analisi approfondita della struttura economica e sociale, nonché politica, che possa fare in modo che vengano limitati i rischi associati all’uso di una valuta alternativa a quella nazionale. Un primo rischio è legato all’inflazione: seppur spesso soggette al meccanismo di demurrage (svalutazione), anche le valute locali possono esserne colpite; un secondo aspetto da considerare è quello dell’assenza di una sovranità individuale: ogni soggetto interessato rinuncia alla sovranità della moneta per poter aver un governo “dis-interessato” della moneta.
Per poter introdurre in un determinato contesto una moneta alternativa, è necessario seguire delle fasi capaci di rendere efficace un suo ipotetico utilizzo, che si possono così riassumere:

- Definizione strutturale del funzionamento e delle politiche per l’utilizzo di una nuova valuta che sia complementare alla valuta nazionale;
- Divulgazione e coinvolgimento degli individui interessati, con possibilità di apportare modifiche dettate dal contesto sociale e lavorativo in cui ci si trova;
- Emissione iniziale della moneta e riconoscimento del potere d’acquisto;
- Circolazione della moneta;
- Monitoraggio costante.

La definizione chiara di una struttura funzionale per l’introduzione di una moneta locale sta alla base dell’efficacia; alcuni elementi fungono da “base irremovibile”, mentre altri sono caratterizzati da flessibilità, per fare in modo che si possano adattare alle necessità e agli sviluppi che si vanno via via incontrando. La prima questione da definire è il valore della moneta; solitamente, viene attribuito un valore pari a 1:1 rispetto alla valuta nazionale. La svalutazione e la scadenza sono aspetti chiave perché vi sia circolazione e si evitino momenti di accumulo. I tagli della moneta possono essere uno degli aspetti flessibili: una volta determinati i tagli iniziali delle banconote, tramite il monitoraggio costante è possibile studiarne l’efficacia. Un secondo fattore caratterizzato da flessibilità potrebbe essere quello del limite nell’accettare il pagamento con la nuova valuta, poiché ogni attore che entra a far parte del circuito ha necessità diverse.

Essendo gli obiettivi primari quelli di promuovere lo sviluppo locale e di “costruire” capitale sociale, risulta evidente come sia necessario coinvolgere gli individui interessati, così da ottenere consenso da chi effettivamente andrà poi ad utilizzare la moneta, cioè l’intera comunità locale. Considerare le opinioni dei soggetti interessati implica offrire maggiori possibilità di instaurare un rapporto di fiducia, basilare tra la comunità locale e la nuova moneta; in particolare durante le prime fasi, la fiducia è sostanziale perché le persone siano disposte ad accettare una nuova forma di pagamento, e perché ciò sia possibile devono essere attivati meccanismi di trasparenza per rendere chiare le “regole” e la struttura funzionale, così da comprendere sia i benefici che i potenziali rischi. In questa fase preliminare è possibile inoltre effettuare una stima della “capienza iniziale”, ossia identificare numericamente i soggetti che prenderanno parte attivamente e subito all’esperienza di moneta locale.

L’emissione della nuova valuta viene effettuata da chi si rende promotore e garante nei confronti della comunità locale (ad esempio, il Comune). Una volta emesse le banconote di taglio prestabilito, vi sarà possibilità di utilizzare la nuova moneta per lo scambio di beni e servizi, secondo le modalità definite in partenza e riconosciute dagli attori coinvolti. Il riconoscimento del potere d’acquisto da parte di determinate attività commerciali è l’input per l’avvio della circolazione monetaria.

Il successo per quanto riguarda la circolazione è determinato inizialmente da chi accetta pagamenti tramite la nuova moneta. In particolare la fase di avvio risulta delicata e determinante per quanto riguarda il successo: il rischio di ritrovarsi con un’eccedenza di moneta alternativa può portare i commercianti a porre cautela nell’accettazione. La definizione di una percentuale massima sul pagamento può ovviare a tale problema, in particolare se l’individuo interessato può scegliere di cambiare la soglia di accettazione. Inoltre, per favorire la circolazione, l’organo che emette la nuova valuta può considerare di offrire ai cittadini la possibilità di ottenere inizialmente, in piccole somme, la nuova moneta gratuitamente. Il processo che fa instaurare fiducia è così importante da giustificare l’emissione di una somma gratuita per i cittadini interessati ad entrare nel nuovo circuito monetario.

In concomitanza con l’introduzione della nuova valuta, è essenziale avviare processi di monitoraggio, così da rilevare la presenza sia di fattori negativi che ostacolano il funzionamento, sia di quelli positivi che rendono valida la struttura ideata. La flessibilità determinata in fase di “costruzione” del processo risulta pertanto basilare in relazione al monitoraggio, in quanto rende possibile l’applicazione di modifiche utili allo sviluppo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Una moneta complementare per lo sviluppo locale

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Informazioni tesi

  Autore: Irene Tedde
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione e politiche per la città, l'ambiente e il paesaggio
  Relatore: Ivan Blečić
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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