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Enrico Mattei e la ''Formula Eni'': l'ingresso italiano in Iran e le prospettive dell'accordo ENI-NIOC

L'Eni e la figura di Enrico Mattei

La storia dell'Eni dei primi anni coincide necessariamente con quella del suo primo presidente. Le vicende di Enrico Mattei sono il racconto di un uomo che è stato più volte ricordato come una sorta di San Giorgio che combatteva contro il drago del cartello internazionale del petrolio. Tale idealizzazione, pur essendo quella più comunemente conosciuta sembrerebbe esaltare a tal punto la figura di Enrico Mattei da non riuscire più a considerare le circostanze in maniera obiettiva.
Nelle ricostruzioni storiche riguardanti la figura di Enrico Mattei infatti molti autori hanno commesso l'errore di aderire a quella specie di corrente che prende il nome di "matteismo".
Un filone di pensiero secondo cui la strategia e le mosse compiute da Mattei durante la sua presidenza erano segno di un progetto già preesistente e definito, dimenticando di considerare sia la politica estera italiana nel Medio Oriente sia quella di Enrico Mattei come strategie in realtà formatesi contemporaneamente al susseguirsi degli eventi.
Ciò in ogni caso, allo stesso tempo, non significa affatto sminuire il ruolo di Enrico Mattei ma,al contrario, cercarne di disegnare ancora meglio i contorni per comprenderne al meglio le caratteristiche. Il ruolo che oggi è riconosciuto a Mattei è quello di essere stato capace di intuire i punti deboli del sistema dei prezzi e degli accordi fissati dalle grandi compagnie petrolifere. Ma soprattutto di riuscire ad interpretare i desideri di indipendenza piena che si diffuse nei paesi mediorientali. Ciò fece della strategia di ingresso in questi mercati un'arma di successo. Risulta però importante aggiungere all'intuizione di Mattei un aspetto riguardante il contesto.
Bisogna considerare che l''ENI di Mattei rispetto alle multinazionali del cartello che gestivano l'87% del mercato era, in termini di estrazioni di greggio, molto piccola. Nel 1961, infatti, ENI estraeva in media 35.000 barili di petrolio al giorno mentre la più piccola delle "sette sorelle" ne estraeva 1.327.000.
Il dato che emerge è quindi quello di una piccola compagnia che pur contando pochissimo in termini economici riuscì comunque a determinare una spaccatura nel sistema degli accordi e dei prezzi del petrolio da riuscire ad impensierire notevolmente le grandi compagnie. Se a contare quindi non era tanto il potere economico dell'ente che presiedeva, il suo peso derivava semplicemente dalle sue idee, dalla politica attuata. Ciò quindi dà l'idea dell'innovazione apportata dalla compagnia italiana per mezzo del suo presidente nel mercato internazionale del petrolio.
L'Eni deve la sua nascita, e primo veloce sviluppo, principalmente ad Enrico Mattei ma importante fu sicuramente anche il sistema politico italiano dei primi governi democristiani grazie ai quali egli riuscì ad ottenere il riconoscimento e l'autorità tale da poter sfidare lo status quo e far spazio all'azienda da lui presieduta e di riflesso all'Italia stessa nel mercato petrolifero. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Enrico Mattei e la ''Formula Eni'': l'ingresso italiano in Iran e le prospettive dell'accordo ENI-NIOC

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Leo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Alberto Tonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

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