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La nuova revisione legale dei conti

Contenuto e periodicità della funzione di controllo contabile

Con l'art.14 è stata estesa a tutte le società di capitali, di conseguenza anche a quelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, la disciplina recata dal tuf per le società con azioni quotate in mercati regolamentati, compresa la rigorosa disciplina della responsabilità integrale relativa al giudizio sul bilancio consolidato di gruppo.
In particolare, come previsto dall'art. 155 del tuf per le società quotate, il revisore è tenuto a verificare "la regolare tenuta della contabilità sociale, e la corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione".
All'apparenza si tratta di una modificazione importante, in quanto il vecchio art. 2403 c.c., che pure prevedeva in capo ai sindaci "l'obbligo di accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili", non menzionava fra i doveri del collegio la verifica della "corretta rilevazione dei fatti di gestione".
Tuttavia quanto esplicitato in sede di prima disciplina della revisione contabile, ossia che anche la documentazione di "primo grado" ed i fatti di gestione rientrassero nella nozione di contabilità oggetto del controllo contabile, doveva ritenersi già acquisito.
Poiché, se si dovesse escludere dal controllo contabile la verifica della documentazione degli eventi di gestione, il controllo di regolarità si ridurrebbe ad una mera verifica delle formalità estrinseche ed intrinseche di tenuta delle scritture contabili e alla corrispondenza fra le loro risultanze ed il bilancio.
Con la conseguenza che un bilancio, le cui risultanze corrispondano a quelle desumibili da scritture contabili che rispettano le formalità di tenuta della contabilità, sarebbe ineccepibile anche quando le menzionate risultanze siano totalmente fittizie, e che allora la certificazione sarebbe peggiore di "un'inutile farsa".
Compito del revisore, invece, è quello di verificare la rispondenza tra il fenomeno e la sua registrazione. Tale corrispondenza potrebbe mancare tra bilancio e scritture contabili o fra queste e documentazione di primo grado.
In sostanza, il bilancio e la contabilità rilevano anzitutto come mezzo, ossia in quanto strumenti di raccolta di quei dati rappresentati dagli eventi di gestione: oggetto ultimo della revisione sono allora gli eventi di gestione, giacché il controllo contabile cui è tenuto il revisore si esplica nella loro contabilizzazione.
Ciò non significa che il revisore contabile abbia il dovere di scoprire ogni fatto o atto non documentato, o di accertare qualunque possibile falsità della documentazione, anche perché i controlli vengono effettuati a campione; con la conseguenza che il revisore non risponde automaticamente delle eventuali falsità del bilancio. Il revisore non può garantire che il bilancio sia vero.
D'altra parte, il lavoro del revisore consiste anche nella ricerca del vero, vero che non può essere garantito, ma deve essere perseguito. Quindi, non la scoperta, ma la ricerca del falso, delle frodi e delle irregolarità del bilancio fa parte del contenuto della funzione del controllo contabile, nel senso che il revisore deve svolgere il proprio lavoro avendo presente l'eventualità che all'interno della società possano essere state commesse frodi o irregolarità.
Il fatto che il "prodotto" dell'opera del revisore sia un giudizio e non una garanzia, e che solo la ricerca, e non anche la scoperta, di frodi sia in obligatione, se da un lato non determinano automatismi di responsabilità, dall'altro lato non esonerano in partenza il revisore dalla responsabilità in ordine al bilancio esaminato e sul quale ha espresso il proprio giudizio.
Al revisore viene anche chiesto, come dice l'art. 14 secondo comma, di verificare nel corso dell'esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.
Con la nuova disciplina il controllo contabile diventa permanente, o se non altro periodico, sottolineando che il problema della responsabilità del revisore contabile inizia a porsi, non solo con il rilascio della certificazione, ma immediatamente, a partire dal momento in cui il revisore, nel corso dell'esercizio, avrebbe dovuto prendere atto del problema a seguito dei propri controlli periodici, e "reagire". La verifica deve essere effettuata con cadenza almeno trimestrale.
Mentre i principi di comportamento elaborati dalle professioni contabili con riguardo ai soggetti tenuti ad effettuare i controlli legali nelle società di capitali, chiedono al revisore di valutare " se non siano necessarie verifiche con maggiore frequenza in alcune tipologie di società o in presenza di situazioni particolari connesse all'attività svolta, a eventi straordinari o operazioni di particolare rischio o ai risultati delle verifiche precedenti". Possiamo concludere infatti che il termine del trimestre è dunque inteso in modo elastico.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La nuova revisione legale dei conti

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Informazioni tesi

  Autore: Veronica Cetroni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Giorgio Marasà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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revisori
d.lgs. 39/2010
revisione legale
tesi economia

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